La Regione Calabria sdogana Uber X in Italia: ira dei tassisti App Uber

La Regione Calabria sdogana Uber X in Italia: ira dei tassisti

La Calabria fa storia con l'introduzione di Uber X. Scopri come questa novità potrebbe cambiare il trasporto nella regione. Ma i tassisti non sono d'accordo

 

La Calabria fa storia con l'introduzione di Uber X. Scopri come questa novità potrebbe cambiare il trasporto nella regione. Ma i tassisti non sono d'accordo

9 Luglio 2026 - 18:46

A fine giugno la Regione Calabria ha sorpreso tutti annunciando di avere raggiunto un accordo con Uber per introdurre sul territorio Uber X, il servizio di mobilità più economico della piattaforma che consente di prenotare un’auto tramite app, in aperta concorrenza con i taxi pubblici. È la prima regione italiana a compiere questo passo. Ma, come era lecito attendersi, la reazione delle potenti lobby dei tassisti non si è fatta attendere, con la richiesta urgente di un tavolo di confronto nazionale.

UBER X ARRIVA IN CALABRIA

La Calabria è dunque diventata la prima regione italiana con Uber X, il servizio che consente di prenotare via app un’auto con conducente a tariffe più accessibili rispetto ai servizi premium già disponibili nel Paese. Il lancio partirà in modo progressivo: prima Catanzaro e l’aeroporto di Lamezia Terme, poi Cosenza, Reggio Calabria e altre aree della regione. Per Uber è un passaggio storico: in Italia la piattaforma opera da anni con Uber Black e Uber Van, servizi basati su autisti professionisti con autorizzazione NCC. Uber X è invece il servizio che in molti Paesi ha reso l’app uno strumento di mobilità quotidiano, non limitato ai trasferimenti business o turistici di fascia alta.

IL QUADRO REGOLATORIO

Ma perché Uber X è stato avviato proprio in Calabria e non, per esempio, a Roma o a Milano? Perché  la Regione Calabria ha approvato negli ultimi mesi un nuovo quadro regolatorio sul noleggio con conducente e si è mossa in anticipo rispetto ad altri territori del nostro Paese. Il nodo del contendere è sempre quello, molto discusso, del trasporto pubblico non di linea, che vede contrapporsi taxi e NCC tra autorizzazioni, piattaforme digitali, concorrenza e disponibilità di corse. Un settore che in Italia è rimasto a lungo bloccato e che negli ultimi anni è finito più volte al centro delle sollecitazioni dell’Antitrust e delle decisioni della Corte costituzionale.

“Come Regione non abbiamo dato un centesimo a Uber“, ha precisato Roberto Occhiuto, presidente della Calabria, “Abbiamo semplicemente liberalizzato il mercato. Adesso anche gli stessi tassisti potranno aderire a piattaforme di questo tipo, come accade già in altre parti d’Europa, contribuendo ad aumentare l’offerta di trasporto a domanda“.

In Calabria Uber X offre corse prenotabili da smartphone, prezzo chiaro, pagamento digitale, tracciamento del percorso e disponibilità distribuita sul territorio. Non sostituisce treni, autobus o collegamenti aeroportuali, ma aggiunge un livello di mobilità flessibile in un territorio dai collegamenti ferroviari discontinui, dal trasporto locale spesso insufficiente, dalla forte dipendenza dall’auto privata e dagli aeroporti mal collegati con le aree interne e costiere.

Davide Archetti, general manager di Uber Italia, ha definito il lancio di Uber X in Calabria “molto importante, non solo per Uber, ma anche per il futuro della mobilità del nostro Paese“, visto che l’esperimento calabrese potrebbe rappresentare il primo passo per ampliare in Italia un prodotto finora rimasto fuori dal mercato nazionale. Ovviamente la riuscita del modello dipenderà da vari fattori come la disponibilità di conducenti, la continuità della domanda e la capacità del servizio di funzionare non solo durante la stagione turistica, ma anche nel resto dell’anno.

Uber smartphone

I TASSISTI PROTESTANO

Superfluo specificare che i tassisti hanno accolto malissimo l’accordo Calabria – Uber per l’approdo in regione di Uber X. Ad esempio le associazioni CNA Fita trasporto persone, Confartigianato Trasporto persone, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e SNA Casartigiani ritengono che questa iniziativa non sia in linea con i principi della legge che disciplina in Italia il servizio di trasporto pubblico non di linea.

Secondo loro, la decisione di favorire l’ingresso di una multinazionale che opera attraverso una struttura societaria estera, con una parte rilevante della fiscalità e dei profitti gestita al di fuori del Paese, “rischia di creare una disparità competitiva nei confronti delle imprese e delle cooperative italiane del settore“. Le organizzazioni ricordano inoltre che, per esercitare l’attività di taxi o di noleggio con conducente, la normativa italiana prevede il possesso di specifici requisiti professionali e morali, nonché il rilascio delle relative licenze e autorizzazioni da parte degli enti competenti. “Preoccupa in particolar modo l’introduzione del servizio Uber X, corse private a basso costo che utilizzano vettori NCC per svolgere, di fatto, un servizio da piazza. Uber non è un operatore di trasporto: non dispone di mezzi né di titoli autorizzativi propri e agisce come intermediario digitale. In quanto tale non può in sostanza garantire il servizio né sottoscrivere contratti di trasporto“.

Per le associazioni, l’iniziativa della Regione Calabria costituisce un precedente che potrebbe aprire la strada a un processo di liberalizzazione privo di un quadro normativo chiaro e condiviso, con possibili conseguenze sull’intero sistema del trasporto pubblico non di linea a livello nazionale.

Le associazioni esprimono inoltre rammarico per il fatto che una decisione destinata a incidere sul futuro della mobilità e di un servizio pubblico essenziale sia stata assunta senza un preventivo confronto con le organizzazioni che rappresentano le imprese del comparto. Per queste ragioni, viene chiesta l’immediata apertura di un tavolo di confronto con la Regione Calabria e si sollecita il Governo ad avviare un dialogo a livello nazionale, affinché “ogni eventuale innovazione nel settore avvenga nel pieno rispetto della normativa vigente, garantendo parità di condizioni tra gli operatori, tutela della concorrenza e salvaguardia della qualità e della sicurezza del servizio offerto ai cittadini“.

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