Ferrari Luce divide i puristi: perché piace e perché no

Ferrari Luce divide i puristi: perché piace e perché no

La nuova supercar elettrica di Maranello spacca l'opinione pubblica tra chi ama l'innovazione tecnologica e chi rimpiange la tradizione motoristica

 

La nuova supercar elettrica di Maranello spacca l'opinione pubblica tra chi ama l'innovazione tecnologica e chi rimpiange la tradizione motoristica

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26 Maggio 2026 - 09:46

La presentazione ufficiale della Ferrari Luce ha segnato una svolta epocale per il Cavallino Rampante, scatenando immediate polemiche tra gli appassionati del marchio. La prima vettura elettrica di Maranello rompe in modo netto con il passato, non soltanto per l’assenza del classico motore endotermico, ma soprattutto per una linea futuristica che sembra uscire da un film di fantascienza. Disegnata a San Francisco dal collettivo LoveFrom, l’auto ridefinisce i concetti tradizionali di aerodinamica e stile: si tratta del “glass house“, ovvero una spettacolare forma a guscio di vetro pura che scende sotto la linea di cintura, eliminando il classico cofano. Il pubblico si ritrova così spaccato tra l’entusiasmo per la transizione tecnologica e il profondo disaccordo dei puristi legati alla storicità.

FERRARI LUCE, DESIGN DIROMPENTE

La Ferrari Luce si presenta con linee esterne insolite che ricordano una berlina spaziale, allontanandosi drasticamente dai canoni estetici tradizionali di Maranello. Questo radicale mutamento stilistico ha generato accesi dibattiti tra gli esperti del settore, portando alcuni a paragonare la silhouette a vetture insospettabili, mentre altri ne esaltano l’audacia futuristica. La reazione della community sulle piattaforme web evidenzia una spaccatura insanabile tra generazioni di tifosi e clienti del marchio. I nostalgici evocano lo spirito del fondatore, affermando che un modello simile snatura la vera essenza sportiva costruita sui circuiti di tutto il pianeta. Al contrario, una fetta importante di appassionati fa notare come il brand abbia sempre anticipato i tempi, utilizzando l’innovazione per ridefinire i limiti della tecnica automobilistica. Una quattro porte e cinque posti: questa configurazione è una prima assoluta nella storia del marchio, resa possibile esclusivamente dall’architettura full-electric.

COM’È FATTA DIETRO

La carrozzeria è stata studiata per ottimizzare i flussi d’aria, sfruttando le potenzialità della propulsione elettrica senza i vincoli strutturali dei radiatori anteriori. I gruppi ottici posteriori richiamano – nostro giudizio – lo stile di vecchie glorie americane o di qualche auto giapponese, mescolando elementi vintage a soluzioni ingegneristiche moderne. Il prezzo di partenza fissato a 550.000 euro posiziona la vettura in una fascia di mercato d’élite, destinata a collezionisti disposti ad accettare una rivoluzione visiva totale.

Ferrari Luce divide i puristi, perché piace e perché no

INTERNI RAZIONALI TRA ALTA OROLOGERIA E TECNOLOGIA APPLE

L’abitacolo della vettura propone un concetto minimalista e materico che esclude quasi completamente l’uso della plastica a favore di alluminio anodizzato riciclato e vetro Corning Gorilla. La plancia rifiuta la tendenza dei grandi monitor orizzontali per sposare una filosofia controcorrente, dove i comandi fisici rimangono centrali per gestire il climatizzatore o l’audio senza distrazioni. Davanti al guidatore, spicca un elemento autonomo a tre quadranti circolari con ghiere metalliche, un capolavoro che unisce lancette meccaniche e indicatori digitali per la velocità e l’autonomia della batteria. I sedili e i pannelli porta offrono un comfort inedito per una sportiva di questa caratura. Persino la chiave diventa un gioiello tecnologico in vetro con display a inchiostro elettronico, capace di mutare tonalità quando viene inserita nel tunnel centrale. Questo connubio tra artigianalità e digitale convince chi cerca un’esperienza sensoriale esclusiva, lontana dagli standard freddi delle moderne vetture a batteria.

LA SFIDA DEI QUATTRO MOTORI E DELLA TRAZIONE INTEGRALE

Sotto la scocca, pulsa un sofisticato sistema a quattro motori elettrici indipendenti che gestiscono la trazione in modo predittivo. La gestione della potenza avviene tramite una tecnologia che permette alle unità posteriori di alternarsi nel lavoro durante i tragitti autostradali, riducendo i consumi e massimizzando l’efficienza complessiva del veicolo. Le prime reazioni degli appassionati mostrano scetticismo per la mancanza del sound originale di Maranello, un fattore che da sempre decreta il successo emozionale di queste supercar. Molti utenti temono che la dinamica di guida risulti filtrata dall’elettronica, nonostante le promesse di prestazioni sbalorditive in accelerazione e tenuta di strada. Gli estimatori della tecnologia vedono invece in questa architettura il futuro delle prestazioni, dove il controllo millimetrico della coppia su ogni singola ruota garantisce una velocità di percorrenza in curva superiore a qualsiasi modello termico precedente. In dati in sintesi.

  • Potenza e prestazioni: 1.050 CV, scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi (0-200 in 6,8 secondi) e velocità massima di 310 km/h.
  • Autonomia: ha una capacità di 122 kWh con una percorrenza dichiarata superiore a 530 km. Supporta la ricarica rapida a 800V fino a 350 kW (si ricarica in circa 15 minuti). La batteria è progettata, validata e costruita internamente a Maranello, non acquistata da fornitori esterni.

IN LISTA D’ATTESA

La lista d’attesa per avere la Ferrari Luce è satura: chi si presenta oggi in concessionaria con l’assegno pronto per i 550.000 euro del prezzo di listino (tasse e personalizzazioni escluse) dovrà attendere anni. Molti dei primi lotti sono stati prenotati anche perché, nella politica Ferrari, l’acquisto della prima storica elettrica rappresenta un “pass” fondamentale per mantenere lo status di cliente privilegiato e accedere alle future serie limitate del Cavallino.
La produzione nel nuovo e-building di Maranello è avviata, ma le prime vetture a uscire dalla linea di montaggio hanno già tutte un nome e un cognome sul contratto. Comunque sia, una scommessa, anche indotta dalle politiche UE.

AZIONI FERRARI: COME STANNO ANDANDO

È sempre difficile per chiunque prevedere le reazioni della Borsa a un dato evento e individuare le ragioni della crescita o del calo di un titolo. Comunque, l’andamento di Ferrari NV a Piazza Affari ha riflesso fedelmente la tensione e l’altissima posta in gioco legate al debutto della Luce. Dal 20 maggio, il Cavallino aveva mostrato una timida ma costante ripresa: il mercato, pur mantenendosi cauto, cavalcava l’onda dell’attesa per l’evento di lancio globale svoltosi a Roma la sera del 25 maggio. Una reazione che richiamava in parte l’entusiasmo di qualche mese fa, quando la diffusione dei primi dettagli sugli avveniristici interni della vettura – dominati dal design minimalista firmato dal collettivo LoveFrom di Jony Ive e da materiali nobili come vetro e alluminio – aveva spinto le quotazioni. La realtà del giorno dopo ha però riservato una doccia fredda. Nella seduta odierna, l’apertura a quota 306 euro è stata immediatamente travolta dalle vendite. Le azioni sono precipitate, accusando una flessione del 7,63% che ha spinto il prezzo giù fino a 286,35 euro, riposizionando il titolo sui supporti critici già testati a inizio maggio. A pesare parrebbe essere lo scetticismo da parte degli investitori istituzionali. Se l’architettura tecnica (1.050 CV e quattro motori) e l’esclusività commerciale sono in linea con il DNA del marchio, il mercato sembra bocciare la complessa transizione all’elettrico e il posizionamento di prezzo fissato a partire da 550.000 euro.

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