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Auto un lusso per 8 italiani su 10 ma indispensabile: il 91% non può rinunciarvi
Scopri perché l'auto è diventata un lusso ma rimane indispensabile per oltre il 90% degli italiani, secondo un'indagine recente
Scopri perché l'auto è diventata un lusso ma rimane indispensabile per oltre il 90% degli italiani, secondo un'indagine recente
Per oltre 8 italiani su 10 l’auto è ormai un lusso ma resta indispensabile, tanto che il 91% non può proprio rinunciarvi: è uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine “The Expectations of Europeans regarding mobility” realizzata da OpinionWay per Aramis Group – rappresentata in Italia da brumbrum – e condotta ad aprile 2026 su un campione complessivo di oltre 7.000 automobilisti di Francia, Regno Unito, Italia, Belgio, Germania, Austria e Spagna. In Italia lo studio ha coinvolto 1.000 automobilisti, rilevando che in confronto agli altri Paesi la mobilità è sempre più condizionata dal fattore economico.
IL FATTORE ECONOMICO INCIDE SULLE SCELTE DEGLI AUTOMOBILISTI ITALIANI
Infatti, se a livello europeo il 95% degli automobilisti percepisce un aumento dei costi degli spostamenti, in Italia questo dato raggiunge il 98%, a conferma di una sensibilità particolarmente elevata. Inoltre, come già anticipato, l’82% degli italiani considera l’auto un lusso, una delle percentuali più elevate del campione europeo. Eppure, questa crescente pressione economica non si traduce in una diminuzione della centralità dell’auto, anzi: il 91% degli italiani dichiara infatti che senza un’auto non sarebbe in grado di spostarsi come vorrebbe.
Di fronte a questo scenario, gli italiani adottano comportamenti fortemente difensivi, più marcati rispetto ad altri Paesi. Il 68% ha ridotto la frequenza degli spostamenti non essenziali, mentre il 43% ha deciso di non cambiare auto. Ancora più significativo è il dato relativo alla manutenzione: il 32% dichiara di aver rinviato interventi e riparazioni non urgenti sul proprio veicolo, segnale di una pressione economica che arriva a incidere anche su aspetti direttamente collegati alla sicurezza.
Se l’automobile continua a essere considerata necessaria, il budget disponibile per sostenerla diventa sempre più ristretto. In Italia, il budget medio mensile che gli automobilisti dichiarano di poter destinare al finanziamento di una nuova auto si ferma a circa 272 euro al mese, tra i livelli più bassi del campione. Solo il 20% degli italiani dichiara di poter superare i 300 euro mensili mentre il 58% non andrebbe oltre i 200 euro al mese.
IL RAPPORTO TRA GLI ITALIANI E LA TRANSIZIONE ENERGETICA
La ricerca evidenzia anche un altro elemento distintivo del mercato italiano: il rapporto con la transizione energetica. Gli italiani mostrano una disponibilità concreta verso motorizzazioni più sostenibili: il 50% sceglierebbe oggi un’auto ibrida, solo il 16% un’auto completamente elettrica. Tuttavia, questa apertura convive con un approccio fortemente pragmatico: il 60% considera positiva la decisione rimandare lo stop alla vendita di auto nuove con motore termico dal 2035. Più che un rifiuto della transizione, emerge la richiesta di un percorso graduale, compatibile con le reali possibilità economiche delle famiglie.
Il bisogno di sostenibilità economica si accompagna anche alla richiesta di maggior tutela. Il 96% degli italiani si dichiara favorevole all’introduzione di un price cap per contenere l’aumento dei carburanti, segnale di una domanda molto forte di misure in grado di proteggere il diritto alla mobilità in una fase di forte instabilità dei costi.
In questo contesto, il mercato dell’auto usata, meglio ancora se ricondizionata, assume un ruolo sempre più centrale. Non si tratta più soltanto di una scelta alternativa al nuovo ma di una vera e propria leva di accesso alla mobilità. L’usato risponde infatti a tre esigenze emergenti: il contenimento dei costi, il mantenimento di standard di sicurezza accessibili e la continuità nella mobilità quotidiana.
IL 62% VUOLE ISPEZIONARE L’AUTO USATA PRIMA DELL’ACQUISTO
In un mercato sempre più guidato dal prezzo, la fiducia resta comunque un elemento decisivo. Il 62% degli italiani considera molto importante poter ispezionare di persona un’auto usata ricondizionata prima dell’acquisto. Un segnale chiaro di quanto, accanto alla convenienza, trasparenza e rassicurazione siano parte integrante della scelta.
In definitiva, la ricerca conferma quello che vediamo ogni giorno nel business dell’automotive: gli italiani non hanno smesso di volere l’auto ma hanno smesso di potersela permettere ai prezzi del mercato tradizionale. Il dato sul rinvio della manutenzione è il più preoccupante: quando si risparmia su aspetti legati alla sicurezza, la pressione economica è diventata strutturale. Occorre correggere la rotta.

