Nissan-Mitsubishi: futuro insieme ma separati in casa. I piani del gruppo

Carlos Ghosn di Nissan approfitta del crollo di Mitsubishi per prendere il 34%, ma le Case continueranno a mantenere immagini separate

13 maggio 2016 - 12:29

Dopo lo scandalo che si è abbattuto sulla Mitsubishi, in merito alle falsate dichiarazioni su consumi ed emissioni delle proprie auto, Nissan ha approfittato della debolezza del brand con sede a Tokyo per acquisirne oltre un terzo ed avere potere di veto. Le due realtà aziendali manterranno ugualmente autonomia ed immagine separate.

IL CROLLO DI MITSUBISHI Da settimane a questa parte il Costruttore giapponese Mitsubishi non naviga in acque limpide e calme, dopo aver confermato la notizia sulle dichiarazioni falsate di emissioni e consumi delle microcar vendute in Giappone (leggi qui di Mitsubishi che ha alterato i test di 625mila auto). Il titolo in borsa ha subito un crollo tale da far perdere una cospicua fetta di capitale, così il CEO di Nissan, Carlos Ghosn, è riuscito a concludere un accordo che ha visto la Nissan stessa impadronirsi del 34% di Mitsubishi. Mossa tattica quella di Nissan, che anziché chiedere un risarcimento per danni d'immagine – ricordiamo che Mitsubishi produce delle microcar che poi sono vendute anche a marchio Nissan – ha approfittato del pericolo di bancarotta per espandere la propria influenza.

AD OGNUNO IL SUO Secondo il governo giapponese il controllo del 34% di Mitsubishi (leggi qui quali cifre sono in ballo nell'accordo) mette Nissan nella posizione tale da poter porre il veto in fase decisionale, così come un terzo del board a capo dell'azienda di Tokyo dovrà essere sostituito. I progetti di Carlos Ghosn hanno però chiaro l'obiettivo di mantenere le identità delle aziende separate nonostante la collaborazione nello sviluppo di nuove vetture, che avranno soprattutto motorizzazioni elettriche ed ibride, così come dovranno restare separate anche le reti di vendita e distribuzione. In termini di influenza tale accordo porterà benefici sostanziosi ad entrambi i colossi: da un lato Nissan espanderà la propria influenza nel sud-est asiatico, dall'altro Mitsubishi avrà accesso diretto agli Stati Uniti.

CROLLO DELLE IMMATRICOLAZIONI Da quando è stata divulgata la notizia della frode le immatricolazioni delle microcar brandizzate sia Mitsubishi che Nissan sono crollate del 50%. Considerando un mercato florido come quello cinese, che vede una mole non indifferente di immatricolazioni di auto con cilindrata inferiore ai 600 cc, la prima mossa – afferma Ghosn – sarà quella di “ripristinare la fiducia dei clienti”.

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