Mitsubishi ammette il trucco sui motori e Nissan ne compra il 33%

Mitsubishi ritratta sui modelli coinvolti, dopo aver smentito il trucco sui consumi di 12 modelli. Nissan ne approfitta e fa shopping

12 maggio 2016 - 11:28

Lo scandalo che ha coinvolto Mitsubishi, che ha barato sui dati dei reali consumi di diversi modelli sotto la propria ala, comincia ad assumere proporzioni notevoli. Secondo le dichiarazioni iniziali l'unico mercato al centro delle discussioni sarebbe stato quello giapponese, ma considerando gli aggiornamenti arrivati dalla Casa stessa sul numero di modelli coinvolti il problema sembra allargarsi a tutta la produzione mondiale. Le auto europee dovrebbero rientrare ugualmente negli standard, ma il fantasma di un Mitsugate simile al dieselgate Volkswagen è dietro l'angolo. Intanto Nissan gongola e si accaparra una bella fetta di Mitsubishi.

NISSAN CREDE IN MITSUBISHI Lo scandalo Mitsubishi assume contorni ben più grandi se si pensa alla linea di produzione di microcar che poi sarebbero state commercializzate a marchio Nissan (leggi le pessime previsioni di bilancio per le microcar ed il capitale perso da Mitsubishi). Di fatto il CEO di Nissan, Carlos Ghosn, avrebbe avuto gli estremi per richiedere un risarcimento non indifferente a causa dei danni d'immagine, poiché la stessa Mitsubishi ha confermato di aver “truccato” i dati sui consumi anche di quelle auto, ma le cose sono andate in modo completamente diverso: Nissan ha annunciato che investirà a favore della Mitsubishi, della quale potrebbe arrivare a prendere circa il 33% del totale, con una manovra da 200 miliardi di yen (circa 1 miliardo e 608 milioni di euro). Il mercato ha apprezzato ed il titolo di Mitsubishi ha recuperato in borsa, fino a quando le trattazioni non sono state chiuse per eccesso di rialzo.

PROBLEMI PER L'EUROPA? Sebbene il numero di auto coinvolte in questo Mitsugate sembri ben lungi dal chiamare in causa solo quattro modelli, alcuni di questi potrebbero essere stati distribuiti anche in Europa e negli USA. La notizia di possibili coinvolgimenti di auto vendute anche nel Vecchio Continente era stata messa a tacere non appena aveva cominciato a circolare, ma le recenti dichiarazioni dello stesso brand, che sottolineano quanto questo scandalo abbia risvolti unicamente in Giappone e che in Europa le normative siano oltremodo rispettate, lascia sorgere un ragionevole dubbio: avrà la consueta “coda di paglia” il Costruttore?

I COSTI DELLO SCANDALO Nei giorni successivi alla scoperta della frode Mitsubishi ha perso una quota consistente in borsa, alla quale si affiancheranno una serie di esborsi dovuti ai risarcimenti imposti dal governo giapponese a favore dei proprietari delle auto in oggetto (leggi qui quanto Mitsubishi dovrà restituire ai proprietari delle auto coinvolte nello scandalo). Secondo una prima stima degli analisti il costo complessivo di tutto lo scandalo, per il brand nipponico, si aggirerebbe sui 457 milioni di euro, cifra destinata a salire qualora dovessero venire a galla conferme di ulteriori coinvolgimenti.

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