Mueller : il richiamo (impossibile) si può gestire. Serviranno oltre 40 miliardi

L'AD Volkswagen si è detto sereno sui mezzi tecnici e finanziari. Al momento il Gruppo ha messo da parte circa 9 miliardi

24 novembre 2015 - 11:46

E' dura la vita per il Gruppo Volkswagen, che sta cercando di risparmiare più denaro possibile per rispettare la grande campagna di richiamo post dieselgate. Il Ceo Matthias Mueller ha confermato in un'assemblea fatta a Wolfsburg lunedì scorso, che il Gruppo ha le possibilità e i mezzi per superare questo problema, senza intralciare le strategie relative il futuro. Intanto ogni Paese coinvolto pressa il Costruttore tedesco per venire a conoscenza dei piani di richiamo, ma Mueller non si sbilancia e tiene duro, confermando che “ogni giorno la situazione può cambiare”.

NUMERI DA STRESS – Di certo in Volkswagen le giornate saranno pesanti, soprattutto quando si deve organizzare una gran mole di lavoro tenendo un occhio fermo sui dati che di giorno in giorno ricordano gli 11 milioni di veicoli da richiamare, dei quali 8,5 sono in Europa e dei quali ancora non si sa con precisione quale tipo di intervento sarà necessario. Se poi si pensa a quanto hanno stilato alcuni considerati analisti del settore, allora per gli addetti ai lavori del Gruppo tedesco, tutto si fa più difficile: gli analisti hanno stimato che i costi delle multe, delle azioni legali e delle operazioni di richiamo (oltre ai premi di consolazione) potrebbero ammontare a circa 40 miliardi di euro. Il “grande capo” Matthias Mueller non si è fatto prendere dal panico, facendo sapere che “gli sforzi per effettuare tutte le operazioni tecniche ed economiche sono tecnicamente, meccanicamente e finanziariamente gestibili”, confermando che quanto fino a oggi è stato fatto è “una buona base di partenza”.

SIAMO ALLA BASE – Proprio così, si può chiaramente solo parlare di “base di partenza”, perché i 9 miliardi circa accantonati fino a ora dal Gruppo, servono a poco se si considerano le stime e soprattutto se si pensa che il bello deve ancora arrivare (ecco il nuovo piano economico della Volkswagen). Infatti questo fine 2015 (ricordiamo che lo scandalo dieselgate è stato scoperto verso la fine di settembre scorso) è stato indicato dalla Volkswagen come il periodo in cui bisogna “fare quadrato” e capire come riorganizzare il 2016, che sarà l'anno cruciale per il futuro del Gruppo. Inoltre Matthias Mueller ha pronunciato una frase sulla quale bisogna riflettere: “ogni giorno la situazione può cambiare”; il che la dice tutta sul momento che il Costruttore sta vivendo e non a caso ogni settimana saltano fuori delle novità, che per Volkswagen sono problemi. Anche per questo motivo da Wolfsburg non fanno altro che dire che il nuovo futuro del Gruppo si ricostruirà di anno in anno, senza mai guardare troppo avanti.

DIPENDE DAI MOTORI – L'aspetto sul quale la Volkswagen ancora non fa chiarezza è relativo gli interventi che dovranno apportare sulle singole unità propulsive. Questo la dice lunga, probabilmente perché neanche a Wolfsburg sanno ancora con precisione dove e come “mettere le mani”. Ad ogni modo, il Ceo di Volkswagen ha confermato che, a partire dalle autorità tedesche, il Gruppo sta lavorando in sintonia con le autorità competenti dei paesi coinvolti nello scandalo, ma sugli interventi necessari nessuna informazione ufficiale è stata diramata. Così come nessuna informazione è stata data in merito alle prestazioni e ai consumi che i motori “rivisti” avranno nel post intervento. Mueller ha fatto capire soltanto che per il 1.200 cc e per il 2.0 litri forse ci sarà bisogno di un intervento sul software, mentre sul 1.600 cc la situazione è meno complicata rispetto a ciò che si pensava, ovvero, nessun stravolgimento meccanico, ma solo intervento al software e modifiche al filtro dell'aria. Infine, Mueller ha chiuso parlando ancora del futuro: “Non stiamo commettendo l'errore di economizzare sul nostro futuro. Per questo non taglieremo il budget sullo sviluppo di tecnologie interessanti.”

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