Dieselgate Volkswagen: il premio di consolazione solo in USA

Dieselgate Volkswagen: il premio di consolazione solo in USA I clienti USA del 2.0 TDI hanno accettato il bonus da 1000 dollari che Volkswagen non ha affatto intenzione di offrire in Europa

I clienti USA del 2.0 TDI hanno accettato il bonus da 1000 dollari che Volkswagen non ha affatto intenzione di offrire in Europa

23 Novembre 2015 - 06:11

Esistono forse due pesi e due misure? Perché Volkswagen USA, mentre accorda un bonus ai proprietari delle vetture coinvolte nel DieselGate, annuncia che questa compensazione non avverrà in Europa? Vediamo cosa sta succedendo, facendo una piccola cronistoria di questa vicenda.

ANCORA E PER CHISSÀ QUANTO, DIESELGATE – Gli aggiornamenti sullo scandalo dei diesel truccati si susseguono a ritmi serrati e, da quando si diffuse la notizia che Volkswagen rischiava una megamulta, sono arrivate così tante notizie che sembra passato un secolo e non poco più di 2 mesi. Lo scandalo si è poi – per così dire – diviso in filoni diversi, alcuni accomunati da informazioni “legal-tecnico-numeriche”: la recente notizia che 85 mila auto montano il 3.0 TDI truccato può essere catalogata in questa categoria, così come il fatto che gli USA non credono che Bosch non sapesse dei software truccati. Notizie dal top management del CARB (California Air Resources Board) fanno inoltre immaginare come i TDI più recenti, dotati del post trattamento SCR (quello che prevede l'iniezione dell'additivo Adblue a base di Urea) di ultima generazione, potrebbero richiedere soltanto una modifica del software. Le versioni intermedie, dotata di SCR meno sofisticato, potrebbero aver bisogno anche di modifiche meccaniche mentre le prime, quelle con la “trappola” per gli NOx, potrebbero essere non emendabili e richiedere quindi misure drastiche come il riacquisto da parte di VW.

QUI SI PARLA DI INDENNIZZI – Altri flash riguardano invece aspetti finanziari e legali, come la notizia che Volkswagen taglierà del 30% le spese e concentrerà gli investimenti in settori veramente strategici. A questo “filone” potremmo assegnare anche l'importante (e sconcertante) notizia citata all'inizio: Volkswagen Group ha raggiunto un accordo per indennizzare i clienti americani e canadesi le cui automobili sono state coinvolte nel DieselGate ma non intende accordare questo bonus agli automobilisti europei. Il Goodwill Package consiste in una carta di credito prepagata e “caricata” con 500 dollari e un'altra card, anch'essa del valore di 500 dollari, spendibile nella rete di assistenza Volkswagen; il pacchetto comprende anche tre anni di assistenza stradale h24. Gli automobilisti americani che hanno aderito all'indennizzo sarebbero già 120.000 ma ad essi non viene chiesto di firmare una rinuncia alle azioni legali, che essi potrebbero quindi comunque intentare.

TANTI (TROPPI) SOLDI – Michael Horn, CEO di Volkswagen America, in occasione della comunicazione di questi numeri ha inoltre confermato come le azioni di richiamo siano definite quasi completamente e che quindi fra poco si saprà come esse si svolgeranno; la deadline dovrebbe essere al massimo metà dicembre. Quella che ha il sapore di una discriminazione viene giustificata da VW sia perché il diesel, negli USA, è svantaggiato (il gasolio costa di più) sia per il fatto che il costruttore vuole venire incontro a chi ha creduto in quella che è, negli Usa, una “minoranza tecnologica”. In realtà erogare un bonus di questo tipo agli automobilisti europei sarebbe un salasso praticamente insostenibile dato che i veicoli coinvolti sono circa 8,5 milioni. Altre informazioni dicono che i fix per i tre cilindri da 1,2 litri sono un po' in ritardo ma arriveranno comunque a breve e dovrebbero consistere in una sola modifica del software. Non passerà quindi molto tempo perché questa saga si arricchisca di altre puntate!

Commenta con la tua opinione

X