Mercedes accusata di plagio: Chery porta i tedeschi in tribunale

Le linee non c'entrano: Chery accusa Mercedes di aver copiato la sigla EQ. La gamma di elettriche tedesche si chiama come l'utilitaria cinese

24 marzo 2017 - 23:37

Le imitazioni, in TV o al teatro, fanno molto ridere, si sa. Le cose cambiano però quando si passa all'industria e più ancora quando il settore in questione è impegnativo, a livello di investimenti e vendite, come la consumer electronics o l'automotive. Le copie sono spesso associate alla Cina, la grandissima “fabbrica del mondo” le cui fabbriche, dopo aver prodotto per anni per conto di altri, cedono alla tentazione di costruire qualcosa che somiglia molto ad altri prodotti (leggi di BMW che ha vinto una causa contro un costruttore cinese). La voce che è circolata in queste ore ribalta però questo luogo comune: sul banco degli imputati sale infatti Mercedes citata dalla cinese Chery.

QUEL NOME È MIO! La notizia è questa: Chery Automobile Company ha presentato una denuncia all'Autority cinese che vigila sui trademark per l'uso che Mercedes-Benz sta facendo della sigla “EQ”. La casa di Stoccarda ha infatti presentato Generation EQ (leggi di come Mercedes investirà 10 miliardi per 10 auto elettriche) ma le automobili che si fregeranno di questa sigla rischieranno di essere bloccate proprio nel più grande mercato di veicoli elettrici del mondo.

Una portavoce di Chery ha infatti comunicato ieri a Reuters che la Casa che rappresenta aveva presentato una denuncia presso il Trademark Office della State Administration for Industry and Commerce per impedire a Mercedes di utilizzare il nome EQ in Cina.

SIGLA CONSOLIDATA Ricorderete infatti che eQ è il nome di una piccola auto elettrica che Chery commercializza ormai da qualche tempo e che contribuisce al boom delle piccole elettriche in Cina. Nelle grandi metropoli di quel Paese è infatti diventato quasi impossibile immatricolare automobili con motore a scoppio, misura presa nel quadro delle norme per combattere l'inquinamento, e si assiste quindi ad un boom delle elettriche anche con poca autonomia come la piccola eQ. Queste norme hanno fatto diventare il mercato cinese delle auto elettriche il più grande del mondo, con un “peso” che ormai equivale e quello di tutti gli altri Paesi messi insieme. La Chery eQ si chiama così da più di 2 anni e stupisce che la cosa sia sfuggita ai responsabili del gruppo Daimler.

MOLTO DIVERSE, ANZI NO La portavoce di Chery ha aggiunto che “'ingresso delle Mercedes EQ nel mercato cinese sarebbe una violazione dei diritti sul nostro trademark. Il nome Mercedes Benz EQ e la nostra eQ sono estremamente simili e il loro prodotto è un'automobile elettrica come la Chery”. Chery obietta infatti che la differenza della sigla EQ rispetto a eQ è impercettibile e quindi la registrazione del marchio non è possibile.

Le prossime Mercedes, nome a parte, sono molto diverse dalle piccole Chery ma le accuse di plagio si sprecano: ricorderete per esempio che Alfa Romeo si difese dall'accusa di essersi ispirata alle BMW rispondendo di essersi ispirata al suo passato, ad esempio alla 156. Ben più smaccata era la somiglianza della cinese Landwind X7 con la Land Rover Evoque, una beffa che nel 2016 è culminata con la revoca del brevetto concesso agli inglesi e anche ai cinesi di Jiangling Motors. Come andrà a finire questa sfida sino-tedesca?

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