Marchionne: “chiuso capitolo con GM”, ma Elkann ci crede ancora
L'ipotesi di una fusione tra FCA e General Motors si è dissolta per Marchionne dopo il niet di Mary Barra, ma John Elkann avrebbe una visione diversa
L'ipotesi di una fusione tra FCA e General Motors si è dissolta per Marchionne dopo il niet di Mary Barra
L'ipotesi di una fusione tra FCA e General Motors si è dissolta per Marchionne dopo il niet di Mary Barra, ma John Elkann avrebbe una visione diversa
Il serial del matrimonio fra Fiat-Chrysler e il costruttore “X” registra un'altra puntata, con l'Amministratore Delegato di FCA Sergio Marchionne che dichiara di essere non più interessato a General Motors mentre il Presidente John Elkann la considera un'opzione ancora praticabile.
FONDERSI È NECESSARIO – Non è certo un mistero la “simpatia” che l'amministratore delegato di FCA provi per i merge e gli accordi fra aziende, nell'ottica di una riduzione dei costi di produzione. Marchionne vede infatti di buon occhio le alleanze con altri costruttori – lo ha detto in più di un'occasione – sostenendo come l'alleanza sia l'unica maniera di non sperperare valore aggiunto. In un suo ragionamento, per esempio, sostiene come le fusioni siano le uniche che possono salvare l'industria automobilistica perché essa brucia risorse molto rapidamente nella produzione distinta di elementi che, essendo sotto la pelle di una vettura, non interessano più molto agli acquirenti. In altre parole, se la vettura Y ha stesso motore, cambio e sospensioni dell'auto Z (vedi cos'hanno in comune la nuova Twingo e la Smart 5 porte), al consumatore medio di oggi non importa molto. L'idea di una fusione, poi, è ancor più sensata nell'ottica di costruire le automobili più intelligenti e più ecologiche che verranno sempre più richieste dal mercato.
LA LETTERA RESPINTA – Coerentemente con questa idea Marchionne ha avuto diversi colloqui con altri esponenti del settore e anche qualche delusione: Mary Barra, amministratore delegato General Motors, per esempio, nello scorso marzo ha rispedito al mittente le email di Marchionne che le chiedeva un incontro. Il CEO di FCA sembra che abbia detto che essendo già stato respinto una volta non volesse ripetere l'esperienza di avere il “naso sanguinante”: questo commento è stato raccolto durante l'inizio delle trattative per il rinnovo del contratto con il sindacato United Auto Workers. Marchionne è comunque deciso a proseguire in questa campagna per ridurre il numero degli operatori di questa industria: questo è, a suo parere, il passo giusto da tenere per far camminare questo business, segunedo una sua idea radicata. Questo è il Marchionne-pensiero e questi matrimoni s'anno quindi da fare ma considera più General Motors come un possibile partner nuziale.
IL PRESIDENTE DISSENTE – Diverso è invece il pensiero del Presidente John Elkann che ha detto al Wall Street Journal come lui non abbia perduto le speranze riguardo la creazione di una partnership con General Motors. In effetti Elkann ha dichiarato che GM non è stata messa da parte dato che è senza dubbio la migliore dal punto di vista della fattibilità e della quantità; però ovviamente non è l'unica soluzione possibile. Elkann in pratica confermato l'intenzione di FCA di fondersi con General Motors: l'idea è che questa fusione potrebbe realizzare la più redditizia casa automobilistica del mondo. Il presidente ha anche detto che non c'è fretta e non sarà fatta pressione sui tempi: nella sua intervista ricorda che nel 2012 hanno già parlato con General Motors e che potranno riparlare anche nel 2017 o l'anno dopo. Nel discorso Elkann non ha omesso di parlare dei problemi avuti con GM 10 anni (la casa di Detroit ha preferito pagare 2 miliardi di dollari di penale pur di non esercitare l'opzione di acquisto) ovviamente tutti gli sforzi sono fatti affinché la combinazione abbia maggiori probabilità di successo. Elkann ha confermato la sua piena fiducia in Sergio Marchionne anche perché li accomuna l'idea che le fusioni industriali saranno inevitabili tanto da aver rafforzato i rapporti con lui, dato cher c'è riconoscenza per quanto ha fatto e fiducia perché il suo aiuto è essenziale per costruire il futuro di FCA. Domanda: vista la vicinanza, che dovrebbe consentire una comunicazione puntuale, non è che Elkann e Marchionne stanno facendo un gioco delle parti?