Italia deferita dall'UE per l'inquinamento

L'Italia rischia pesantissime multe a causa dello smog che continua a crescere nelle nostre città nonostante i tentativi delle amministrazioni

23 maggio 2018 - 9:00

L'inquinamento è un tema sempre caldo soprattutto quando si parla del mondo automotive. Con l'Unione Europea pronta ad emanare norme sempre più stringenti nei riguardi dei Paesi membri, torna attuale la questione legata alla multa di un miliardo di euro che pende sopra il nostro Paese. Una multa che, mentre inizialmente sembrava una remota possibilità, ora comincia a farsi sempre più concreta, visto e considerato che è giunto un primo deferimento da parte della Corte di giustizia per gli interventi non ritenuti adeguati. Smog ma altre situazioni critiche, che meritano l'attenzione del nostro Governo, per scongiurare pesanti sanzioni.

NON SOLO SMOG Partiamo dai fatti. L'allarme era stato lanciato tempo fa, quando l'Unione Europea aveva segnalato all'Italia il superamento più volte dei limiti di PM 10, ma non solo – nonostante i provvedimenti contro le caldaie più vecchie a Milano. Per quanto l'inquinamento dell'aria sia un tema centrale nel deferimento mandato dalla UE verso l'Italia, ci sono altre concause, come il mancato abbattimento degli ulivi affetti da Xylella fastidiosa – un batterio che distrugge le piante dall'interno – che sta mettendo in ginocchio la produzione di olio in Italia e che rischia di diffondersi ad altri Paesi europei, insieme alla gestione dei rifiuti radioattivi. Il risultato di questa situazione è il rischio di multe pesantissime.

SUPERATI I PM10 Focalizzandoci sullo smog, il deferimento è partito a causa di strategie non appropriate per diminuire i livelli di particolato PM 10 e che difficilmente riuscirà a far diminuire con le politiche attuali, visto che il piano previsto risulta troppo dilatato negli anni, almeno stando al giudizio espresso dall'Unione Europea. “C'è ancora molto da fare. Sono in totale disaccordo con lui” sono le parole del commissario UE per l'Ambiente Karmenu Vella intervenuto in merito alla “strategia forte” presentata dal Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e che evidentemente non ha ancora portato ai risultati sperati, tanto da far intervenire l'Unione Europea – alcune stime dicono che esisteranno motori a benzina anche nel 2050.

13 REGIONI COINVOLTE L'Italia non è l'unico Paese sotto la lente d'ingrandimento dell'UE. Anche Ungheria, Romania sono state deferite, mentre Francia, Germania e Regno Unito sono state denunciate alla Corte per il superamento dei limiti di biossido di azoto. Tornando in Italia, sono 66.000 i morti l'anno per cause da collegare allo smog, secondo l'Agenzia europea per l'ambiente (Eea). Sono 13 le regioni coinvolte: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia – qui la mappa delle città europee che stanno per attivare i blocchi anche contro le Euro 6. In caso di mancati interventi, la cifra della multa sarà elevatissima, fino ad un miliardo di euro.

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