Il destino di Tesla, tra rischi calcolati e previsioni nefaste

Le analisi e le indiscrezioni sono contradditorie ma il brand che ha reinventato le Granturismo ha in serbo molte sorprese

3 settembre 2015 - 13:53

Tesla spende molti soldi per ricerca e investimenti e vende abbastanza auto, considerato il prezzo e l'originalità della proposta. Gli ultimi modelli, poi, grazie alla doppia motorizzazione, vantano potenze installate paragonabili alle supercar più estreme. Gli orizzonti di questo marchio così innovativo non sono però del tutto chiari e si prestano ad analisi opposte.

SUPERCAR & SUPERCHARGER – La gamma attuale di Tesla, in attesa della succulenta e prestante SUV a zero emissioni (leggi qui i dettagli della Model X) e della decisamente più abbordabile Model 3, prevede la solo berlina sportiva Model S. Questo modello può arrivare ad avere, nella pittoresca versione P90D Ludicrous (letteralmente: ridicolo, ma anche assurdo, grottesco) circa 850 cavalli, dei quali 259 sulle ruote anteriori, che si traducono nel mirabolante tempo di accelerazione di soli 2,8 secondi sullo scatto da 0 a 60 mph. Lo street price è di 112.500, dollari, ai quali togliere circa 17.000 $ fra incentivi e risparmi sul prezzo del carburante; l'upgrade Ludicrous costa invece 10.000 $. Ricordiamo come i possessori di una Tesla abbiano accesso gratuito agli speciali caricatori Supercharger che, negli USA, sono già oggi in numero tale da togliere molta dell'ansia da autonomia propria dell'elettrica pura; la loro potenza è tale che in mezz'ora è possibile ricaricare fino all'80% della capacità e ci sono importanti piani di espansione anche in Europa.

MA TESLA PERDE O GUADAGNA? – L'energia è un punto focale nella strategia di Elon Musk, il dinamico CEO di Tesla, e i fatti sono lì a testimoniarlo: dopo aver lanciato lo storage casalingo Powerwall, arriva la notizia dell'imminente apertura di Gigafactory, enorme impianto per la costruzione di accumulatori. E sono proprio gli ingenti investimenti connessi all'enorme impianto e anche all'espansione della rete di Supercharger uno dei nodi ai quali punta il dito degli analisti. Lo stesso Musk ha ammesso che Tesla, in base ai Generally Accepted Accounting Principles (norme di bilancio codificate negli USA) non genererà profitti fino al 2020. In effetti l'azienda ha avuto bisogno di periodiche iniezioni di liquidità e, alla fine di giugno, l'ammontare delle sue riserve e dei crediti era di 1,15 miliardi di dollari, cifra pericolosamente prossima al miliardo considerato il minimo per esercitare l'attività e molto inferiore ai 2,67 billion dell'anno prima. I sostenitori e gli azionisti di Tesla sostengono però che ogni vettura venduta fa guadagnare circa 20.000 $, cifra molto difficile da verificare e forse ottimistica: un recente articolo di Reuters riportava infatti una perdita di 4.000 $ per ogni auto venduta, cifra ottenuta dividendo il debito trimestrale per il numero delle consegne.

GLI INVESTIMENTI SI RIPAGHERANNO? – Forbes ha però ricordato come, secondo fonti Tesla, gli investimenti per la Model X si siano concentrati proprio nei trimestri presi in considerazione da Reuters, appesantendo notevolmente i bilanci dell'azienda. Tesla ha fatto anche notare come il finanziamento per lo sviluppo di un nuovo modello sia molto diverso per le start-up rispetto alle compagnie tradizionali. In effetti le auto “intelligenti” e/o a trazione elettrica sono probabilmente meno complicate da sviluppare e aprono a costruttori non-tradizionali, come dimostrato dall'interesse di Google e Apple e dalle notizie su un possibile, nuovo concorrente nel segmento delle Tesla. Musk ha anche avviato una strategia per invogliare i suoi clienti a spendere di più, un esempio del quale è il già citato upgrade Ludicrous. Oltre ai probabili grandi volumi della Model 3, gli ottimisti citano come elementi positivi e “salvifici” proprio la novità di Tesla, il suo essere desiderabile e la sua rivoluzionaria visione dell'auto elettrica, che in più di tre anni non ha visto ancora un concorrente diretto (lo sarà l'Audi Q6?). Non sappiamo se la sua ormai decennale emorragia di denaro condannerà Tesla ma una cosa è sicura: grazie a questo marchio l'auto elettrica non sarà più la stessa.

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