Guida Autonoma: i consumatori apprezzano, ma avrà senso possederla?

Da un sondaggio di Deloitte sempre più consumatori apprezzano le auto a guida autonoma, ma sarà conveniente averne una di proprietà?

26 marzo 2018 - 13:08

Lo sviluppo della guida autonoma è in fase avanzata, le sperimentazioni sono diffuse e da quanto risulta dagli studi di Deloitte anche i consumatori sono sempre più favorevoli a veicoli senza guidatore. Precisiamo, i dati risalgono a qualche giorno prima che avvenisse l'incidente di Uber (qui trovi il video) ma sono comunque significativi per capire come ci si stia sempre più convincendo delle qualità della guida autonoma. Ma se veramente si affermerà, sarà meglio comprare un'auto o utilizzare i robo-taxi? E per i costruttori, non potrebbe essere controproducente sviluppare sistemi che poi non verrebbero acquistati dai privati?

LA GUIDA AUTONOMA PIACE Lo studio di Deloitte ha coinvolto 22.000 consumatori di 15 mercati globali che hanno confermato un trend positivo nell'accettazione della guida autonoma. Nella peggiore delle ipotesi, ossia il Giappone, il 57% risulta ancora scettico verso la guida autonoma mentre il 43% è convinto che il suo affermarsi possa essere positivo. Nel 2017, era ben il 79% degli intervistati giapponesi a dichiararsi contrario alle vetture senza guidatore, facendo un facile calcolo ci accorgiamo che in un solo anno 2 persone su 10 hanno cambiato idea riguardo a quello che ipoteticamente potrebbe essere il futuro della mobilità, un andamento simile lo hanno avuto anche tutti gli altri mercati analizzati.

LA SICUREZZA FATTORE FONDAMENTALE Dai sondaggi sembra che la paura di incidenti in auto abbia un ruolo primario, tanto da spostare gli equilibri. È esplicativo il boom della Cina, che dove i consumatori che non volevano la guida autonoma sono passati dal 62% del 2017 al 26% del 2018, questo perché i cinesi pensano che nel loro Paese sia troppo alta la frequenza di incidenti mortali e la tecnologia autonoma aiuterebbe ad evitarli. In maniera quasi profetica però, gli stessi analisti di Deloitte affermano che basterebbe anche solo un piccolo incidente a far crollare la fiducia ottenuta da un veicolo a guida autonoma dopo anni di esperimenti e test su strada; è facile quindi immaginare che impatto possa avere il recente e drammatico incidente di Uber (colpa di turni troppo stressanti?).

LA COMPRERESTE UN'AUTO A GUIDA AUTONOMA? Il discorso è futuristico, è ovvio. Ancora bisogna migliorare tantissimo dal punto di vista sia della tecnologia che delle infrastrutture (scopri a che punto siamo in Italia), ma siamo d'accordo con il discorso sicurezza: quando si rasenterà la perfezione le vetture riusciranno ad evitare parecchi incidenti di “distrazione”. Al di là di questo la concezione dell'auto cambierà completamente, non ci sarà più quel piacere di viverla, di guidarla, e diventerà esclusivamente un freddo mezzo di trasporto. Per non parlare dei costi, trattandosi di alta tecnologia il prezzo di listino di un'auto a guida autonoma andrebbe oltre i 100 mila euro, anche se c'è chi prevede un drastico abbattimento dei prezzi già nel breve periodo. Arrivati a questo punto, sarà piacevole comprare una macchina costosa, affrontarne le spese di manutenzione, assicurazione ecc… e non poterla nemmeno guidare? Difficile rispondere sì. In un'ottica del genere sarebbe il car-sharing ad avere la meglio, più nel dettaglio i robot-taxi, generando però un effetto boomerang che minerebbe le vendite dei costruttori stessi (in Italia sta già accadendo, scoprilo qui).

LATO COSTRUTTORI Sempre dai dati Deloitte, in generale il 50% dei consumatori preferirebbe acquistare un veicolo a guida autonoma da costruttori già affermati nell'automotive, ossia che abbiano una certa esperienza alle spalle in termini di tecnologia e sicurezza su quattro ruote. La restante metà ripone invece la propria fiducia in nuove aziende specializzate nella guida autonoma o comunque provenienti dal settore tecnologia, come ad esempio Navya già pronta a lanciare il suo robot-taxi. Per ora i grandi Marchi possono dormire sonni tranquilli ma devono stare attenti al nuovo che avanza e al rischio di farsi affondare dal car sharing. Qualcuno con lungimiranza si sta già lanciando nei servizi di robot-taxi (vedi qui gli accordi tra Volvo e Uber), ma siamo sicuri che le auto senza guidatore si affermeranno? In primis bisognerebbe valutare il costo di una corsa per capire la loro competitività, ma in ogni caso i robot-taxi sarebbero utili in città e per brevi spostamenti, ad esempio andare a lavoro, e servirebbe comunque una soluzione per i viaggi lunghi; sembra difficile pensare di acquistare una macchina solo per “andare fuori”. Nonostante sia molto apprezzata, dal punto di vista pratico la guida autonoma non appare così conveniente: sarà veramente il futuro?

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