Guida autonoma: a Torino i primi test in città

Il Comune sigla l'accordo per avviare i primi test di guida autonoma in città: Torino capitale di una nuova mobilità?

3 aprile 2018 - 12:31

Diciamo che non è proprio un bel periodo per la guida autonoma – vedi il drammatico incidente di Uber – ma anche se a volte tragici sono proprio questi episodi a portare avanti l'idea di sviluppare una macchina perfetta immune a qualsiasi tipo di errore, umano e non. Dopo la tragedia sono stati sospesi i test sul suolo americano, un'interruzione che sicuramente durerà poco per tornare in fretta a perfezionare tecniche e tecnologie della guida autonoma. In Italia invece i test devono ancora iniziare, la svolta è arrivata pochi giorni fa a Torino dove è stato firmato un protocollo di intesa tra Comune, aziende tecnologiche e case automobilistiche per avviare i primi esperimenti di guida autonoma in Italia in un contesto urbano. Torino fa il primo step e guarda lontano, forse troppo, verso una mobilità connessa e completamente autonoma.

L'ANNUNCIO “Torino è pronta a sperimentare la guida autonoma in ambito urbano. Si tratta di un risultato di cui andare orgogliosi e che proietta la nostra Città in un contesto di innovazione e sviluppo senza precedenti nel nostro Paese”; lo ha detto Chiara Appendino, sindaco di Torino, attraverso il blog del Movimento 5 Stelle dopo aver firmato il protocollo con FCA Group, GM Global Propulsion System Srl, Anfia, 5T Srl, Politecnico di Torino, Università di Torino, Telecom Italia, SpA, Fondazione Torino Wireless, Open Fiber SpA, Italdesign Giugiaro SpA, Unione Industriale di Torino, FEV Italia e Unipol. L'accordo vuole trasformare il capoluogo piemontese in un laboratorio per auto senza guidatore cogliendo al balzo l'opportunità lanciata dal decreto Smart Road – ve ne avevamo parlato poco tempo fa – che permette la sperimentazione di veicoli a guida autonoma di livello 4 in Italia (qui tutti i livelli). Torino diventerebbe così la prima città italiana ad ospitare test di guida autonoma in contesti urbani.

I REQUISITI GIUSTI Tanti i fattori che hanno permesso a Torino di candidarsi al ruolo di “madrina della guida autonoma”, tra cui non è da sottovalutare il legame tra la città e FCA. Il gruppo italo-statunitense, già impegnato in una partnership con Google, può dare un grande contributo tecnologico ed avere allo stesso tempo un ritorno non indifferente sia in termini di interessi che di sviluppo. Poi c'è il discorso infrastrutture, il decreto Smart Road prevede dei requisiti anche in tal senso e Torino sembra rispettarli perché dispone di una rete stradale connessa in fibra ottica che favorisce la comunicazione V2I (Veicolo-infrastruttura), tanto importante quanto quella V2V (Veicolo-Veicolo) curata ovviamente i costruttori. In più, sottolinea Chiara Appendino, la città è già dotata di sistemi di monitoraggio del traffico veicolare di 5T, semafori intelligenti, sensori e telecamere smart.

TORINO, LA STORIA DELL'AUTO (RI)PASSA DA QUI? Qui nacque la FIAT, e qui ora si vuole far nascere un nuovo concetto di mobilità: autonoma, connessa e condivisa. Gli obiettivi del Sindaco e dei suoi Assessori sono ottimistici e molto lungimiranti, si sogna di creare un futuro dove a tutti, giovani, anziani e disabili sia permessa una mobilità accessibile ed efficiente, un futuro con strade senza traffico e ambiente più pulito. Si parla anche di servizi di car-sharing a guida autonoma, i robot-taxi che potrebbero rendere inutile possedere un'auto (qui la nostra riflessione). Un'impresa ardua che forse non siamo ancora pronti ad affrontare (scopri a che punto siamo in Italia), Torino muove i primi passi, vedremo se nella giusta direzione.

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