Smart Road: arriva il decreto che autorizza i test di guida autonoma

Il Ministro dei Trasporti Delrio firma il decreto Smart Road e dà il via libera alla sperimentazione in Italia di veicoli a guida autonoma

7 marzo 2018 - 11:15

Nel resto del mondo si stanno già avviando le sperimentazioni di veicoli senza guidatore – leggi qui sulla decisione appena presa in California – e l'Italia non vuole rimanere indietro: il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Delrio ha infatti appena firmato il decreto Smart Road, provvedimento che ha lo scopo di adeguare e digitalizzare la rete stradale nazionale fino ad arrivare ai primi esperimenti di guida autonoma. Il Decreto ministeriale è volto all'attuazione dell'articolo 1, comma 72 della legge di Bilancio 2018, il quale autorizza la sperimentazione delle soluzioni tecnologiche per adeguare la rete infrastrutturale italiana ai nuovi servizi smart e per i veicoli a guida autonoma, e prevede uno stanziamento di risorse pari a 2 milioni di euro equamente divisi negli anni 2018 e 2019. Le opere di aggiornamento saranno graduali e non immediate, vediamo allora come e quando si arriverà alle “strade intelligenti”.

ENTRO IL 2025 L'obiettivo del decreto Smart Road è quello di migliorare la rete stradale nazionale rendendola digitale e capace di dialogare con i veicoli connessi di ultima generazione, creando infrastrutture che possano favorire l'utilizzo dei più avanzati sistemi di assistenza automatica alla guida e migliorino i flussi del traffico – qui puoi capire la situazione attuale in Italia. Già dai prossimi mesi dovrebbero partire i primi lavori di aggiornamento che prevedono: interventi per la comunicazione dei dati ad alta velocità di trasmissione, copertura di tutta l'infrastruttura stradale con servizi di connessione di routing verso la rete di comunicazione dati, la presenza di un sistema hot-spot Wi-Fi in tutte le aree di servizio o di parcheggio, e infine un sistema di rilevamento del traffico e delle condizioni meteo a breve termine. Attraverso i dati raccolti, il sistema sarà in grado di proporre avanzati servizi di informazioni sul percorso ai viaggiatori, permettendo loro di fare deviazioni diminuendo di conseguenza la presenza di traffico e ingorghi. Ma non sarà, passateci il termine, una “strada a senso unico”, perché gli stessi viaggiatori potranno trasmettere e comunicare attivamente con le infrastrutture per dare informazioni riguardanti le condizioni della strada, la presenza di incidenti o di congestioni. Tutti questi interventi verranno realizzati entro il 2025 sulle infrastrutture appartenenti alla rete TEN-T (Trans European Network – Transport) e su tutti i 6.000 km della rete autostradale.

LA SECONDA FASE: 2025-2030 A partire dal 2025 i lavori passeranno al secondo step che dovrà concludersi entro il 2030. In primis saranno attivati nuovi servizi per migliorare la deviazione dei flussi in caso di incidenti o ostruzioni gravi, a questi seguiranno interventi sulle velocità medie per risolvere le congestioni con suggerimenti di traiettorie e corsie; inoltre sarà migliorata la gestione degli accessi autostradali e quella dei parcheggi e delle stazioni di rifornimento, con particolare attenzione alle ricariche per le vetture elettriche. L'estensione dei servizi raggiungerà in maniera progressiva tutta la rete dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti), ma il decreto specifica anche che tutti gli interventi saranno a carico del concessionario o del gestore dell'infrastruttura interessata, come ad esempio la posa dei cavi per la fibra ottica. Infine, il Decreto Smart Road prevede la possibilità di autorizzare la sperimentazione su strada di veicoli a guida autonoma.

L'INGRESSO DELLA GUIDA AUTONOMA IN ITALIA Proprio negli scorsi giorni vi avevamo parlato dell'iniziativa di Milano di sviluppare un servizio di trasporto pubblico a guida autonoma (qui puoi approfondire la sperimentazione di ATM), ma ora si aprono nuovi scenari ancor più innovativi. Nel decreto Smart Road vengono individuati i soggetti che possono richiedere l'autorizzazione per la sperimentazione su strada di vetture a guida autonoma, nello specifico si rivolge a costruttori di veicoli equipaggiati con le tecnologie di guida autonoma, istituti universitari e enti pubblici e privati di ricerca. Inoltre è indicata l'istruttoria che deve essere compiuta, le modalità di rilascio dell'autorizzazione e i controlli a cui sarà soggetta l'attività di sperimentazione. Ogni caso sarà vagliato singolarmente per motivi di sicurezza e, solo dopo aver ricevuto l'autorizzazione, la Casa automobilistica o l'istituto interessato potranno avviare i propri test.

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