Guida autonoma? 2 su 5 volerebbero con l'auto in ufficio

Nuova frontiera dell'automotive: le auto volanti. Secondo l'Università del Michigan il 44% delle persone volerebbe ma 8 su 10 vogliono il paracadute

8 maggio 2017 - 16:16

Volare è un sogno forse antico quanto l'Uomo: non sapremo mai cosa pensavano i nostri progenitori ma sicuramente gli uccelli facevano parte del loro ambiente e, insieme agli altri animali, sono stati raffigurati nelle pitture plurimillenarie giunte fino a noi. Sono poi arrivati gli studi di Leonardo, le esperienze di Otto Lilienthal e, 114 anni fa, il volo a motore. Cosa penserebbero questi pionieri delle auto volanti, molti prototipi delle quali sono stati già presentati (leggi dei primi aerei stradali negli Stai Uniti)? Non lo sappiamo ma l'Università del Michigan ci dice qualcosa sui nostri contemporanei: 2 su 5 volerebbe su un'automobile ma l'80% vorrebbe un paracadute!

È GIÀ “LICENZIATO” Chiedete a Larry Page, uno dei co-fondatore di Google, se spera che un domani noi si circoli tutti sulle auto volanti. La risposta è scritta nel vento del decollo del Flyer di Kitty Hawk, un “oggetto”, a metà fra la moto d'acqua e il maxi-drone, presentato a fine aprile e generosamente finanziato dal giovane miliardario.

Dopo aver notato la perfetta coincidenza con i nomi e luoghi dell'epopea dei fratelli Wright, diciamo che questa “macchina volante” dovrebbe essere disponibile entro la fine dell'anno e ha già ottenuto le licenze FAA (leggi delle linee guida per l'omologazione negli USA delle auto volanti) per volare in aree non congestionate. Non sarebbe quindi legale in città ma la “voglia di volo” esiste ed è certificata da un'indagine condotta dalla University of Michigan.

TRASPORTI DI OGNI TIPO La ricerca è stata condotta, tramite una piattaforma online, su un campione (non troppo corposo) di 508 adulti e ha più di un motivo d'interesse. Gli autori Michael Sivak e Brandon Schoettle lavorano infatti nella University of Michigan e si occupano di Sustainable Worldwide Transportation nel celeberrimo UMTRI – University of Michigan Transportation Research Institute. La sede è a Ann Arbor, una delle culle del motorismo americano, e il nome di questi ricercatori è legato, per esempio, ad una ricerca sulla guida autonoma che ha trovato che molti automobilisti la vorrebbero comunque con volante e pedali.

Il 44% degli intervistati (il campione era composto per il 48% di uomini e il 52% donne) si è per esempio dichiarato “molto interessato” a volare su un taxi autonomo mentre il 41% ha dichiarato di essere “interessato” a possederne uno. La voglia di volare sembra comunque inferiore alla paura, se è vero che il 63% ha dichiarato di essere “molto preoccupato” per la sicurezza contro il 20% che preoccupato lo era “moderatamente” e l'11% “poco”.

IN VERTICALE È MEGLIO In effetti sommando le percentuali di chi considera “molto importante” o “estremamente importante” avere un paracadute a bordo delle vetture volanti si arriva quasi all'80%. Un altro plebiscito lo si è avuto riguardo la modalità del decollo: l'involo in verticale, come un elicottero, è stato il preferito dall'83% degli intervistati (leggi del jet elettrico al quale sta pensando Elon Musk). Gli uomini che si sono dichiarati “positivi” o “molto positivi” riguardo le auto volanti sono stati il 52% mentre le donne altrettanto ottimiste sono state solo il 38%.

L'ampia maggioranza degli intervistati (62%) gradirebbe una flying car a 3 o 4 posti, il 41% per cento vorrebbe un'autonomia di almeno 400 miglia/ 640 km e circa il 60% preferirebbe l'elettricità come fonte di energia; circa il 25% sarebbe stato disposto a pagare fra 100 e 200 mila dollari per un'auto volante. Michael Sivak ha commentato così: “Anche se i primi brevetti per questi veicoli sono datati, si è registrato recentemente un rapido aumento dell'interesse intorno alle auto volanti da parte di molte aziende, dai grandi produttori internazionali (guarda l'Italdesign Pop.up visto al Salone di Ginevra) alle start-up. Il cammino non sembra breve perché, oltre alle difficoltà tecnologiche, nel controllo del traffico e delle licenze, una grande incognita è quello che i consumatori pensano al riguardo e cosa vorrebbero da questo nuovo approccio alla mobilità”. Chissà come evolveranno tutte queste idee, considerando che il vantaggio principale è stato il guadagno di tempo (75%) mentre al disotto del 10% si sono piazzati la riduzione degli incidenti, il minor consumo e le emissioni ridotte.

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