Italdesign Pop.up: Franco Bay spiega il "trasporto modulare e multimodale?

Al Salone di Ginevra 2017 Italdesign ha presentato il concept Pop.Up. Franco Bay ci ha spiegato in un'intervista come funziona

12 marzo 2017 - 16:00

Siamo stati al Salone di Ginevra 2017 ed abbiamo visto il concept Italdesign Pop.Up da vicino (leggi di tutte le novità che abbiamo visto al Salone di Ginevra 2017 nel nostro speciale dedicato al salone). Franco Bay, Direttore della Comunicazione di Italdesign, ci ha spiegato direttamente in un'intervista come funziona questa interpretazione di mobilità del futuro pensata dall'azienda italiana e realizzata, in parte, con l'ausilio di AIRBUS. In futuro praticamente non ci sarà bisogno di cambiare auto per i nostri spostamenti, siano essi via terra o via aria, ma sarà semplicemente necessario impostare la destinazione e godersi il viaggio in completo relax, affidando la guida al software di intelligenza artificiale.

ITALDESIGN POP.UP Con non poca curiosità ci siamo addentrati nello stand Italdesign del Salone di Ginevra 2017, poiché quest'anno ha presentato il modello Pop.up realizzato anche in virtù dell'azienda aerospaziale AIRBUS. L'idea dietro questo progetto è quella di offrire una mobilità completa per le città sovraffollate, così da bypassare problemi di traffico con la possibilità che i mezzi volino in completa autonomia. Ancora molto distante dalla realtà ma è già una buona base di partenza, con blocchi separati per affrontare tutte le tipologie di spostamenti e tutti alimentati a batterie. Proprio Franco Bay, Direttore della comunicazione di Italdesign, ci ha spiegato il suo funzionamento.

Italdesign Pop-Up, un'idea innovativa. Cosa significa per l'azienda?

L'idea iniziale alla base di Pop-Up è un'analisi di quelli che sono e saranno i problemi legati alla congestione del traffico nelle grandi città. Degli studi hanno evidenziato come nei prossimi anni ci sarà un incremento drammatico di quelle che sono le megacity, ed in parallelo aumenteranno i problemi legati al traffico urbano. E' nata così quest'idea di un sistema di trasporto modulare e multimodale. Modulare perché abbiamo una scomposizione del mezzo in tre elementi: modulo terrestre, capsula che trasporta due persone e modulo aereo. Multimodale perché il concetto è che questa capsula si può abbinare, a seconda del tipo di viaggio che bisogna fare, a diversi mezzi di trasporto, non solo i due sopracitati ma anche altri come un modulo ferroviario. Un altro concetto importante è quello di riappropriarsi del tempo che si passa a bordo del veicolo, perché anche fermi nel traffico siamo comunque dietro al volante e quindi stiamo continuando a guidare, non facciamo altro. In questo caso, essendo un modello a guida autonoma, il tempo che si trascorre a bordo può essere dedicato a fare ciò che più si preferisce.

Quindi come funziona il viaggio?

Se bisogna andare da un punto A ad un punto B si prenota il viaggio tramite un'interfaccia utente, ed in base a preferenze come viaggio veloce, economico, in esclusiva o condiviso, il sistema propone diversi abbinamenti. Una volta prenotato il viaggio e salito sulla capsula non si scende più: si sta a bordo per tutto il viaggio, senza necessità di cambiare mezzo di trasporto.

Com'è nato questo progetto?

E' stata un'iniziativa di Italdesign, l'abbiamo sviluppato noi, poi siamo andati a cercare un partner che supportasse tutto ciò che non è di nostra competenza come il modulo aereo. L'abbiamo trovato in AIRBUS, che è stata assolutamente interessata a questo tipo di progetto, soprattutto perché stanno sviluppando in autonomia altri due progetti che rientrano nel concetto di mobilità urbana con la loro divisione di Urban Air Mobility. Lo step successivo, comunque, sarà il passare da un concetto vero e proprio ad un'analisi di fattibilità.

Il modulo aereo è elettrico: ha delle batterie proprie o sfrutta le batterie della capsula?

Ognuno dei moduli ha delle batterie autonome, ma la logica di funzionamento è questa: quando la capsula, che ha una batteria piccola necessaria ad alimentare la strumentazione interna, è abbinata al modulo terrestre si utilizza la carica delle batterie di quest'ultimo. Se la capsula è abbinata al modulo aereo sono le sue stesse batterie ad alimentare il modulo aggiunto, per permettergli di rientrare ad una postazione di ricarica una volta staccato. Modulo terrestre e modulo aereo, quando non vengono utilizzati, rientrano in autonomia nelle stazioni di ricarica più vicine e si mettono in automatico sotto carica, con sistemi ad induzione.

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