Google: “Niente volante sulle nostre auto, l'uomo è distratto”

Google spiega il motivo per cui le auto non dovrebbero avere i comandi, come se non fosse già difficile lanciare la guida autonoma così com'è

4 novembre 2015 - 9:00

Ecco il dilemma: sono più sicure le auto a guida autonoma; oppure quelle condotte dall'uomo? Secondo Google, intanto, è meglio che la vettura non abbia un volante, perché l'uomo è distratto e può causare incidenti. Meglio quindi affidarsi di più alla macchina, piuttosto che all'essere umano. Questo, in sintesi, quanto emerge dal report di ottobre sul progetto dell'auto a guida autonoma. Infatti, il  Google Self-Driving Car Project Monthly Report è lo strumento utilizzato da Big G per divulgare i progressi sul progetto di auto a guida autonoma: qui, si fa il punto sui test in corso tra Mountain View e Austin (Texas); in più, si disquisisce sui vantaggi della propria scelta di focalizzarsi sulla guida completamente autonoma. Tralasciando di dire però che un sistema perfetto di guida autonoma è difficilissimo da concepire e mettere in opera.

DUE FILOSOFIE A CONFRONTO – Da una parte, c'è la filosofia di guida semi-autonoma proposta di recente da Tesla con Autopilot. Stando a Google (che non fa un riferimento chiaro ed esplicito a Tesla), se un sistema prende il controllo del veicolo soltanto al verificarsi di determinate condizioni (magari in autostrada), entra in gioco troppo spesso il fattore umano. E quindi la distrazione dell'uomo, che può portare a incidenti. È più sicuro uno sistema che si occupa di gestire in autonomia il viaggio per tutta la sua durata.

IN CASO DI IMPREVISTO – Secondo Google, in caso di imprevisto, il conducente di un veicolo a guida semi-autonoma impiega diversi secondi prima di reagire col volante, e riprendere il controllo del mezzo. Se invece la macchina funziona in automatico (senza volante), la velocità di reazione del sistema è notevole: risultato, più siucrezza. A supportare la tesi, Google porta uno studio del Virginia Tech Trasportation Institute che quantifica il tempo “umano” di reazione in un intervallo preciso: da 5 a 8 secondi. Anche di più se il guidatore è un po' annoiato in autostrada. D'altronde, dice il report degli ingegneri di Mountain View, in un mese senza volante e a guida autonoma (con l'uomo che è solo un passeggero), non si sono verificati sinistri. Che invece sono stati registrati se l'uomo era guidatore, col volante in auto.

COSA BOLLE IN PENTOLA – Al di là del report di Google (un po' partigiano), va evidenziato che Elon Musk (l'amministratore delegato di Tesla), ha furbescamente trovato il modo di essere pronto allo start. Ha appena presentato la nuova versione di Autopilot, il sistema di guida semiautonoma “fatto in casa” e disponibile in tutto il mondo. Così, mentre si ricomincia a parlare di burocrazia e leggi, la Tesla si prepara ad annunciare una versione 1.01 con ulteriori miglioramenti. Ecco le caratteristiche principali ed ecco perché la Casa californiana non trova difficoltà e impedimenti nella sua espansione globale. L'Autopilot della Tesla non è guida autonoma al 100%, ma rappresenta un passo precedente che somiglia più a un Cruise control evoluto. Non a caso più volte abbiamo sentito Musk paragonarlo a quello degli aerei, presumendo che ci sia sempre qualcuno al comando in grado di assumere il controllo in caso di problemi. Anche per questo motivo, secondo il suo avviso, “il conducente non può rinunciare alla responsabilità”, il che la dice lunga sul perché Tesla riesce a superare ogni difficoltà normativa e ottenere dei “lascia passare” fondamentali verso la guida autonoma. La situazione, in fin dei conti, è questa qui: Elon Musk porta avanti il suo percorso esplorativo verso la guida autonoma, giocando sempre sul “filo del fuorigioco”; appena intuisce il momento giusto “va in goal”. Quindi, massima evoluzione dei sistemi che consentono una guida semi autonoma, poi, appena la regolamentazione lo consentirà, la Tesla sarà già pronta per la guida autonoma.

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