Emissioni auto irregolari: FCA non molla e la Germania ricorre all'Europa

Germania e Italia in guerra per 500X e Renegade: i tedeschi dicono che i sistemi anti emissioni si "spengono" dopo un po' e chiedono aiuto all'Europa

5 settembre 2016 - 17:34

Dopo quasi un anno di Dieselgate i semi avvelenati dello scandalo continuano a generare piante rigogliose e infide. Il raccolto iniziale, lo ricorderete, era partito dagli USA ma ora le spedizioni si muovono dalla Germania verso il nostro Paese. Non si è infatti allentata la tensione fra le autorità tedesche, da un lato, e FCA e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dall'altro, un irrigidimento causato da presunti funzionamenti truffaldini dei sistemi di trattamento delle emissioni allo scarico di veicoli Fiat e Jeep.

AL DI SOPRA DELLE PARTI Vengono in particolare indiziati il noto SUV Fiat 500X, l'offroad di successo Jeep Renegade (che sappiamo bene condividere la stessa piattaforma) e il furgone Fiat Doblò, costruito su un pianale automobilistico. Il Ministero dei Trasporti tedesco aveva convocato FCA, con una prassi usata anche per altri costruttori, per avere chiarimenti sulle emissioni di questi modelli ma l'Azienda non si era presentata (leggi come la Germania chiama i costruttori ma FCA non risponde), sostenendo che, in base ai regolamenti comunitari, era tenuta a dare spiegazioni soltanto alle autorità del Paese nel quale aveva omologato i modelli, ossia l'Italia. Queste risposte hanno irritato i tedeschi che hanno chiesto l'intervento di un'autorità terza, individuata nella Commissione Europea.

TIRATA PER LA GIACCHETTA? Il Ministero dei Trasporti tedesco, come riportato da Bloomberg News che ha citato i contenuti di una lettera del Ministero stesso, vorrebbe quindi che il potente braccio esecutivo dell'Unione Europea intervenisse nella disputa con la controparte italiana (il MIT) attraverso consultazioni che risolvano le presunte divergenze sui risultati delle emissioni delle vetture Fiat. La portavoce della Commissione Lucia Caudet ha dichiarato, in una e-mail, che “la commissione assisterà le autorità tedesche e italiane, per quanto possibile, al fine di facilitare una conoscenza condivisa della conformità, o meno, del Costruttore di automobili alle norme comunitarie. In ogni caso il nostro ruolo è quello di mediare, non di arbitrare. In primo luogo si deve instaurare un dialogo tra i due Stati membri interessati, che sono obbligati di informare la Commissione; la Commissione può facilitare una soluzione se i Paesi non riescono a trovare accordo può essere trovato”. Sembra quindi che la Commissione abbia voluto, sin da subito, chiarire che il suo ruolo sarà super partes e consisterà nel facilitare l'accertamento della verità, non nell'attribuzione delle responsabilità. Ricordiamo che Fiat, che ha rifiutato di commentare la lettera del Ministero tedesco, aveva affermato, nel maggio di quest'anno, che “tutti i suoi veicoli sono conformi alle normative sulle emissioni e che l'azienda non imbroglia sui test delle emissioni”.

VARI FRONTI Il nostro Ministero dei Trasporti, in una nota diramata venerdì scorso, ha dichiarato che i test condotti dal Ministero stesso evidenziano che Fiat non ha utilizzato dispositivi non autorizzati sui suoi veicoli. Pressanti quesiti sono stati posti al Ministro Delrio anche da europarlamentari del Movimento 5 Stelle, (leggi dell'attacco del M5S che chiede a Delrio i risultati dei test) che chiedono i risultati delle misure condotte sulle auto. Ad essere sul banco degli imputati, oltre alla “finestra temporale” della 500X, è anche quella thermal window che viene usata dai Costruttori per proteggere il motore in particolari condizioni di temperatura. KBA, nel testare 53 diversi veicoli, avrebbe infatti scoperto che le Case automobilistiche fanno un uso “liberale” di questo modo d'azione dei meccanismi anti inquinamento (leggi di come KBA avrebbe scoperto il trucco della 500X). Sarebbe certamente comodo, per la Germania, allargare lo scandalo ad altri marchi non tedeschi (a Napoli direbbero: facendo ammuina) per diminuire le responsabilità di Volkswagen ma la faccenda non è così semplice: se è vero che proprio KBA ha accusato Opel (leggi come GM ammette il trucco ma dice che è legale), è altrettanto vero che anche Daimler ha catalizzato dei sospetti da parte dell'EPA (leggi della difesa di Daimler che ha detto che il suo trucco non è illegale).

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