Elon Musk "perdona? Volkswagen: non obbligatela al richiamo

Secondo il numero uno di Tesla, il dieselgate si potrebbe risolvere senza punizioni per Volkswagen in cambio di una promessa sull'auto elettrica

23 dicembre 2015 - 11:42

Elon Musk, “boss” di Tesla, ha lasciato ancora il segno, stavolta intervenendo, seppur non in primissima persona, nei confronti di un gruppo automobilistico in difficoltà. Considerando quanto successo nello scandalo “dieselgate”, ha chiesto, insieme ad altri 44 imprenditori americani, una “grazia” per la Volkswagen, chiedendo al Carb (California Air Resources Board) di cessare l'obbligo imposto al Costruttore tedesco di richiamare i veicoli “truccati”, ma di costringerlo a promuovere quanto prima le emissioni zero. Quale interpretazione dietro una “mossa” simile? È questo lo scenario offerto dalle parti in gioco.

LA LETTERA – E' successo che Mary Nichols, presidentessa del Carb, uno degli enti regolatori del Golden State in materia di ambiente, si è vista recapitare una lettera firmata da 45 imprenditori, con una richiesta al quanto insolita. Il messaggio riportava, in breve, questo contenuto: fermare i richiami delle auto del gruppo Volkswagen coinvolte nel dieselgate e costringere il Costruttore tedesco a promuovere le emissioni zero (ma a Wolfsburg hanno già deciso di intraprendere questa strada, leggi qui la strategia tedesca). Questa insolita richiesta di “grazia” è stata tra l'altro pubblicata interamente su Mashable, un sito web di attualità statunitense in forma di blog; le altre firme sono di manager di varie società di investimenti – ad esempio Capricorn – e di aziende che si occupano di fonti rinnovabili (non manca Lyndon Rive, Ceo di SolarCity, fondata dallo stesso Ceo elettrico). Nella lettera scritta da Ion Yadigaroglu, partner del gruppo di investimento Capricorn, si legge: “un'enorme somma di denaro sarà buttata nel tentativo di adeguare vetture che non possono essere adeguate”.

IL PERDONO E UNA PROMESSA – La situazione è questa: il '”perdono” della Volkswagen in cambio della realizzazione in California di centri di ricerca e impianti produttivi per la mobilità elettrica. Stavolta Elon Musk (che in Cina sta avendo qualche problema per colpa della “spericolatezza” degli automobilisti cinesi) non si è esposto in prima linea, ma comunque ha fatto parte del gioco, confermando via Twitter la sua approvazione in merito e precisando che “non si tratta di una lettera scritta da me, non ho dato alcun contributo al testo, ma ho semplicemente accettato di firmarla”. Gli imprenditori californiani sono estremamente convinti che “non esiste una vera soluzione” per le diesel già in circolazione: “solo alcune vetture potranno essere adeguate”, sottolineano i firmatari del documento, definendo le operazioni di ripristino di Volkswagen “costose e poco pratiche”. Gli imprenditori sono convinti anche del fatto che le prestazioni e i consumi delle automobili “riparate” non offriranno più le stesse qualità di guida a cui i clienti erano ormai abituati, per questo pensano che saranno proprio gli automobilisti interessati a rifiutare le operazioni di ripristino.

NULLA CAMBIERA' – La risposta di Volkswagen ancora non è arrivata e probabilmente mai arriverà. Il Costruttore tedesco ha altro a cui pensare, ormai ha messo in moto il meccanismo globale dei richiami e fermarlo è difficile (in Italia, ad esempio, è già partito, leggi qui la notizia), anche perché si verrebbe a screditare l'immagine di parti autorevoli che fino a oggi, in questa vicenda, hanno avuto un peso sostanzioso. Tecnicamente invece, da Wolfsburg hanno spiegato che nulla cambierà, anche se una dimostrazione ufficiale non è stata resa nota. In merito alla richiesta di costrizione da parte dei 45 imprenditori americani, ovvero “il lancio di veicoli elettrici” da parte del Gruppo tedesco e “investire in nuovi stabilimenti o nella ricerca per importi pari a quelli delle multe”, prevedendo una certa flessibilità grazie al programma di crediti Zev (Zero Emission Vehicle), prevede un cambio di rotta che in Volkswagen non hanno abbandonato, anzi! Wolfsburg ha annunciato già un piano di elettrificazione della gamma ben articolato: entro il 2020, infatti, il Gruppo presenterà venti nuovi modelli elettrici e ibridi plug-in, accelerando autonomamente sulle propulsioni alternative.

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