Dieselgate, VW respira: ok di EPA e CARB al fix per i 2 litri

Dopo il dieselgate, Volkswagen potrà rivendere le auto acquistate dai clienti con il buyback: il fix approvato da EPA e CARB le riporta in regola

28 luglio 2017 - 21:14

La lenta “guarigione” di Volkwagen dal contagio del dieselgate continua, fra tappe importanti e anche dolorose. A settembre lo scandalo compirà il suo secondo compleanno (il fatto che Volkswagen rischiasse una megamulta per le sue centraline modificate è apparso chiaro sin da subito) e, fra le prime clamorose conseguenze, ricordiamo le dimissioni dell'AD Martin Winterkorn. Questi 22 mesi hanno poi visto centinaia di cause, decine di azioni di Governi ed Enti, sanzioni miliardarie, epurazioni e incriminazioni personali. Il filo del recupero non si è però spezzato e oggi Volkswagen taglia un importante traguardo: l'approvazione, da parte di EPA e CARB, del fix che “guarisce” anche i suoi diesel più famigerati, i TDI EA 189 da 2 litri.

IL RITORNO DEI DIESEL VIVENTI Le carte bollate dei due Enti di controllo hanno rivitalizzato quello che poteva diventare un cimitero vivente: le migliaia di auto equipaggiate con il TDI da 2 litri che Volkswagen ha ricomprato dai suoi clienti (leggi dell'accordo VW-USA per le TDI 2.0). Queste Audi e VW possono ora essere messe in vendita (le compravendite fra privati non soggette soggette ad alcun divieto) anche se con alcune indicazioni aggiuntive: VW deve infatti “indicare accuratamente” le differenze nelle prestazioni dell'auto, rispetto a quelle ante-modifica, compreso il consumo e l'accelerazione, per consentire ai pochi proprietari che non hanno ancora usufruito del buyback di decidere se tenere o meno i veicoli modificati.

SALVARE CAPRA E CAVOLI Queste indicazioni fanno capire come non sia stato possibile coprire tutti i buchi con una coperta troppo corta (leggi che un test ha stabilito che l'aggiornamento dei motori ha tagliato la coppia). I dati e le informazioni tecniche fornite da Volkswagen, insieme ai test condotti da EPA e CARB, secondo quanto dichiarato, hanno dimostrato che le modifiche riducono le emissioni degli NOx senza compromettere la durata o l'affidabilità dei veicoli.

Combinando queste informazioni capiamo quindi che almeno il consumo e l'accelerazione sono cambiati (probabilmente peggiorati). Questi veicoli sono i “Generation One”e utilizzano il turbodiesel TDI da 2.0 litri EA189, una versione ritenuta “inguaribile” perché non compatibile con il sistema di abbattimento delle emissioni SCR che usa iniezione di urea (leggi che il dieselgate minaccia anche gli Euro 6 derivati, ossia alcuni EA 288). Sembra invece che la modifica permetterà ai pochi proprietari che scelgono di tenere le loro auto di avere una modifica approvata e a VW di vendere legalmente come usato quelle riacquistate.

MODIFICHE HARD E SOFT Le 326 mila auto Generation One sono il gruppo più grande fra le circa 450 mila VW e Audi dotate del quattro cilindri da 2.0 litri. I modelli sono le Jetta TDI e le Jetta SportWagen TDI 2009-2014, la Golf TDI 2010-2014, le Beetle TDI e Beetle Convertible TDI 2012-2014 e le Audi A3 TDI 2010-2013. La lettera di approvazione dell'EPA, firmata anche dal California Air Resources Board, indica lo scopo della modifica “per ridurre l'inquinamento da parte degli NOx di questi veicoli”.

Non è ancora chiaro se le modifiche riescano a far rientrare le auto nei limiti di emissione Tier 2 Bin 5 per i quali sono stati certificati. Il fix approvato modificherà sia l'hardware sia il software dei Generation One, con la prima ovvia eliminazione del famigerato defeat device sostituendolo con un software aggiornato che mantiene attivo il sistema di controllo delle emissioni in tutte le condizioni di funzionamento tipiche del veicolo. Verrà anche sostituito anche anche il catalizzatore per gli ossidi d'Azoto e, solo per i modelli 2009, verrà installato un non meglio identificato hardware aggiuntivo al sistema di controllo delle emissioni. Volkswagen comunica, fra le altre cose, che “questo importante traguardo implica che è ora disponibile una modifica approvata per più del 98 per cento dei veicoli TDI 2.0 soggetti a richiamo negli Stati Uniti. I clienti interessati saranno avvisati che potranno avere la modifica gratuita presso la loro concessionaria abituale, qualora vogliano tenere i loro veicoli”.

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