Volkswagen nega, ma il DieselGate minaccia anche gli Euro 6 “derivati”

Il blocco delle vendite è confermato sui motori Euro 5 mentre aleggia il mistero sugli Euro 6 EA 288, derivati direttamente dalle versioni precedenti

23 ottobre 2015 - 13:59

Euro 5 ed Euro 6: una delle trincee della difesa di Vokswagen nell'assedio del DieselGate sta tutta in quell'unità che separa i motori puliti, quelli con il “6”, dai cattivi che hanno il 5. Con un ennesimo rimescolamento di carte, però, si scopre che tutti gli EA 189 verranno richiamati, per un totale che arriva, in Italia, a 709.712 unità. Qualche sospetto nasce però anche sui nuovi EA 288: l'effetto “scudo” della conformità alla normativa più recente è vanificato?

ORA C'È L'UFFICIALITÀ – Come si dice, “carta canta” e quindi lasciamo che siano le parole di Volkswagen Italia a introdurre l'argomento: “Nell'ottica della totale trasparenza nei confronti dei Clienti e delle Istituzioni rispetto alle vicende legate ai motori Diesel Tipo EA 189 del Gruppo Volkswagen, condividendo le informazioni attualmente disponibili, Volkswagen Group Italia comunica un aggiornamento. Sulla base degli ulteriori approfondimenti effettuati dalla Casa madre Volkswagen AG, Volkswagen Group Italia è ora in grado di fornire i numeri aggiornati dei veicoli equipaggiati in Italia con motori Diesel Tipo EA 189 interessati dall'azione di richiamo disposta a livello europeo. Volkswagen: 385.694, Audi: 231.729, SEAT: 35.343, ŠKODA: 39.598 Volkswagen Veicoli Commerciali: 17.348 per un totale di 709.712 unità. La situazione attuale mostra alcune differenze rispetto ai dati comunicati precedentemente, dovute all'inclusione volontaria nell'azione di richiamo di tutti i veicoli equipaggiati con motore EA 189, indipendentemente dallo standard di emissioni cui appartengono. Resta confermato che tutti i veicoli sono tecnicamente sicuri e adatti alla circolazione su strada”. In parole povere, tutti gli EA 189 sono richiamati, a prescindere dalla conformità a questa o quella normativa Euro “X”.

IL FIGLIO È PIÙ PULITO DEL PADRE – Il motore EA 189 è nato con l'iniettore-pompa, un sistema d'iniezione che permette solo con difficoltà di avere motori puliti (Raffaele Caracciolo, parlando delle strategie UE per omologare consumi più reali, ci aveva spiegato i motivi di questa scelta) mentre il sue erede diretto EA 288 è stato dichiarato pulito e conforme alle normative sulle emissioni. Questi motori non dovrebbero incorrere nelle indagini dell'Antitrust per pubblicità ingannevole in quanto le loro specifiche, anche in materia di emissioni, sono dichiarate veritiere. Ma gli EA 288 derivano dagli EA 189, condividendo con loro cilindrata e misure quali l'interasse fra i cilindri (è molto costoso cambiare le linee di lavorazione dei blocchi motore): come possono essere più puliti? La spiegazione risiede nel fatto che la maggior parte delle caratteristiche del motore deriva dalla sua parte “alta”: testata, condotti di aspirazione e scarico, distribuzione, iniezione e apparati di sovralimentazione in primis ma potremmo mettere nell'elenco anche i pistoni. Le unità EA 288, grazie a queste modifiche, possono avere dispositivi di riduzione degli inquinanti molto più efficaci, compreso il sistema SCR, quella Selective Catalytic Reduction (adottata finora da VW con il contagocce) che sarà una delle pietre angolari, insieme all'auto elettrica, della “redenzione ecologica” di Volkswagen.

IL CONVITATO DI PIETRA ALLA TAVOLA DELL'EA 288 – I motori EA 288 non soltanto sono predisposti per essere più puliti ma cambiano anche nelle dimensioni, in modo da poter essere sistemati nella nuova piattaforma modulare MQB. Ed è proprio dal moderno pianale che vengono sospetti anche sul nuovo motore EA 288, che è nato Euro 5 ma è predisposto per l'Euro 6. Come riportato dal Sole 24 Ore, fra i modelli finiti nel mirino dell'EPA c'è infatti anche l'Audi A3 Sedan (è la versione a tre volumi) che adotta la piattaforma MQB e perciò motori EA 288: anche loro hanno il software tarocco? Un'agenzia (tedesca) riferisce che anche gli EA 288 in versione Euro 5 potrebbero avere il defeat device, contraddicendo una dichiarazione di Volkswagen rilasciata martedi, nella quale si affermava l'onestà degli EA 288 Euro 5. Notiamo come il TDi 2.0 EA 288 nasce nel 2012 e, su alcuni modelli, è stato proposto sin dall'inizio in versione Euro 6 (proporre modelli rispondenti a standard futuri è stato un vanto del Gruppo VW) con catalizzatori a “trappola” e, in alcune versioni, sistemi SCR. Bene: Marc Trahan, un ex manager con alle spalle decenni di lavoro nel Gruppo VW, ha detto che il sistema aveva una criticità nel consumo di urea, talmente alto che il serbatoio andava rabboccato ogni 5.000 miglia, una percorrenza pari alla metà di quanto previsto per i cambi d'olio. Una seccatura per il cliente, che doveva andare più spesso da un dealer, e un sintomo che le certezze nel DieselGate sono ancora di là da venire.

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