Volkswagen: il DieselGate non cancellerà l'auto elettrica. Ecco il piano

I tagli per lo scandalo sulle auto truccate non toccheranno i progetti di elettrificazione. Volkswagen anticipa qualcosa su una Phaeton elettrica

14 ottobre 2015 - 20:45

Il gigante colpito si lecca le ferite e guarda ad un domani molto più pulito. In un recente comunicato il nuovo CDA esplicita le azioni che verranno intraprese ed esse indicano infatti un futuro più “elettrico” e diverse altre azioni. Leggiamolo insieme per capire meglio le future strategie del Gruppo.

DIRE E NON DIRE – Il comunicato stampa è redatto con un linguaggio neutro (e anche un po' reticente) e quasi burocratico ma leggendo fra le righe si capisce come esso sancisca un cambiamento profondo che implica anche una parziale “abiura” rispetto a certe scelte tecniche del passato. Leggiamo che “Il Consiglio di Amministrazione della marca Volkswagen di recente costituzione, ha preso ulteriori decisioni strategiche nel corso di una riunione straordinaria. Il CEO Dr. Herbert Diess ha annunciato rilevanti decisioni riguardo al prodotto: un riorientamento della strategia Diesel con le tecnologie più avanzate, lo sviluppo di un'architettura elettrica standardizzata per vetture e veicoli commerciali leggeri e un nuovo approccio per la prossima generazione della Phaeton. Gli investimenti saranno ridotti di circa un miliardo di Euro all'anno, il programma di efficienza verrà accelerato”. Il cataclisma che ho sconvolto gli organigrammi dei dirigenti è stato esorcizzato con il parlare di un CDA di fresca nomina e il fatto che buona parte della gamma dei motori diesel dovrà essere cambiata profondamente si trasforma nell'adozione di tecnologie più moderne.

RIORIENTAMENTI TECNICI, ALLIAS CAMBIAMENTI RADICALI – “È stato deciso di passare il prima possibile all'installazione di sole unità Diesel con SCR e tecnologia AdBlue in Europa e in Nord America. I veicoli Diesel saranno equipaggiati soltanto con sistemi di scarico delle emissioni che utilizzano la migliore tecnologia ambientale”. L'avvocato del diavolo direbbe: non ci si poteva pensare prima? Tanto per non fare nomi, due delle vetture provate da sicurAUTO.it, la Peugeot 308 SW 2.0 BlueHDi e la Mercedes C 220 BlueTEC avevano il sistema di post-trattamento Selective Catalytic Reduction, che è ritenuto uno dei migliori. Volkswagen è invece rimasta a lungo fedele – per motivi industriali e commerciali, come spiegatoci da Raffaele Caracciolo – al suo iniettore pompa, intrinsecamente meno pulito del Common Rail, e non ha ritenuto di adottare l'SCR. Interessante è poi l'esplicito riferimento allo sviluppo futuro del pianale MQB (VW è responsabile di questa piattaforma nel Gruppo) anche verso ibridi plug-in ad autonomia sempre più estesa, veicoli elettrici di massa (anti Tesla Model 3?) con autonomia fino a 300 km e su sistemi mild-hybrid a 48 Volt. La bussola punterà anche su una maggiore efficienza di tutti i motori: Diesel, benzina e metano. L'operazione di “pulizia” prevederà anche il pianale MEB dedicato all'elettrico (Tesla è nata così): sarà un tuttofare – vetture e commerciali leggeri – e potrà equipaggiare molti modelli del Gruppo con ogni tipo di carrozzeria ed autonomie, in modo ZEV, fra 250 a 500 chilometri.

UNA STRADA IN SALITA – La luxury car Phaeton sarà rivoluzionata nel design, definito “emozionale” e diventerà un'elettrica pura a lungo raggio, particolarmente evoluta in connettività e sistemi di assistenza alla guida. I tagli agli investimenti saranno di 1 miliardo di Euro l'anno e saranno accompagnata dalla prioritizzazione dei progetti. Elon Musk, il boss di Tesla, aveva indicato già alla fine di settembre come la “redenzione” della Volkswagen dovesse passare per la sua conversione all'elettrico, dato che – a suo parere – i margini di miglioramento dei motori termici sono ormai ristretti: cosa penserà oggi? In chiusura 2 notizie lampo, con la prima che riporta come Winfried Vahland, che doveva passare dalla direzione di Skoda a quella di VW Nord America, ha detto no e ha perfino lasciato il Gruppo. L'altra è che il boss di Volkswagen UK, Paul Willis, è stato ascoltato dal Parlamento inglese e, con un misto di scuse e arroganza sotterranea, ha detto di non saperne molto di tecnologia. Una cosa però è trapelata: un buon terzo degli 1,2 milioni di vetture da richiamare (dovrebbero essere quelle con l'EA 189 in versione 1.600 cc) avranno bisogno di nuovi iniettori e non soltanto di un aggiornamento software. Altre nubi all'orizzonte? Una comunicazione più trasparente e umile farebbe probabilmente molto bene al gruppo di Wolfsburg.

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