Costruttori in allerta sulle batterie: le riserve minacciano le giga factory

Il Litio e il Cobalto finiranno prima del petrolio? I costruttori tedeschi lanciano l'allarme batterie: le giga factory rimarranno a secco

27 novembre 2017 - 23:28

“shock petrolifero”: qualcuno si ricorderà della crisi degli anni '70, delle domeniche a piedi e dell'impennata nei prezzi dei prodotti petroliferi causati dalle azioni dell'OPEC. Da allora è successo di tutto, dalle catastrofiche previsioni dell'esaurimento del petrolio in pochi decenni alle nuove riserve attivate dal controverso (è accusato di provocare o aumentare gli episodi sismici) fracking. La situazione sembra poter trovare un equilibrio: se molte persone aumenteranno il loro fabbisogno energetico e avranno delle automobili, il peso delle rinnovabili e dei veicoli elettrici aumenterà e quindi il petrolio potrebbe durare ancora. Già, le auto elettriche: le loro batterie al Litio hanno bisogno anche di Cobalto ma di entrambi i metalli si rischia una grave carenza, almeno secondo i Costruttori tedeschi (leggi dell'allarme-batterie al Litio già lanciato da Volkswagen).

PIÙ RARI DEL PETROLIO? L'allarme arriva proprio dai Costruttori:secondo Matthias Wachter, esperto di materie prime presso la Bundesverband der Deutschen Industrie (BDI), la Confindustria tedesca, “Il pericolo di strozzature nella fornitura di materie prime è in aumento. Dato che la domanda cresce più rapidamente della capacità produttiva, senza una approvvigionamento adeguato, ad esempio di Cobalto, grafite, Litio o Manganese, il future delle tecnologie 'Made in Germany' sarà a rischio”. Questo avrà un influsso molto pesante sulle auto elettriche, un settore che vede le Case tedesche impegnate in prima fila e anche a costo di “sacrifici” economici (leggi che Daimler converte uno stabilimento in Alabama per produrre le batterie).

MATERIE PRIME RAZIONATE Anche l'Agenzia tedesca per le materie prime Deutsche Rohstoffagentur (Dera) sottolinea che l'economia tedesca dipende interamente dalle importazioni delle materie prime necessarie per costruire le batterie per le auto elettriche.

L'esperto dell'Agenzia Torsten Brandenburg dipinge al magazine tedesco Welt am Sonntag un quadro preoccupante (anche dal punto di vista etico, leggi dei minatori-bambini che estraggono il Cobalto in Congo): “Il 60% per cento della domanda globale di Cobalto viene soddisfatta dal Congo, il 70% della grafite viene dalla Cina”. Questi dati sono integrati da altri che parlano dei “rischi di approvvigionamento”, ossia dell'affidabilità dei Paesi produttori delle materie prime. Le parole di Brandenburg non sono tranquillizzanti: solo 12 sono state inserite nel gruppo con 'bassi rischi di approvvigionamento': “Tutte le altre materie prime o sono prodotte da pochi fornitori o da Paesi con elevati rischi politici”.

PIANI AMBIZIOSI Particolarmente critica sembra essere la situazione del Cobalto e della grafite, 2 elementi essenziali per le batterie delle auto elettriche. Sebbene sulla Terra ci siano ricchi giacimenti, solo pochi Paesi sono pronti a estrarre questi elementi in grandi quantità, anche perché queste attività minerarie sono ad alto rischio di inquinamento ambientale.

I timori sono giustificati anche dagli ambiziosi progetti delle Case: Volkswagen, per esempio, ha dichiarato che investirà 34 miliardi di euro nelle auto elettriche entro il 2022 e per questo sta cercando di ottenere contratti di fornitura a lungo termine per evitare carenze di materie prime. Mercedes-Benz prevede di offrire una versione elettrica di ogni suo modello entro il 2022 mentre BMW, una pioniera nelle auto elettriche con le sue modello i3 e i8, vuole raggiungere la produzione di massa con 12 modelli completamente elettrici entro il 2025. Ovviamente anche le industrie che riciclano materiali si approntano per soddisfare le nuove esigenze dell'industria: aziende come la belga Umicore il gruppo statunitense Retriev Technologies si stanno preparando all'estrazione dei materiali dalle batterie esauste per combattere la prevista carenza delle materie prime. Altre speranze possono essere riposte in nuovi tipi di celle: le batterie a fogli ad alta autonomia, per esempio, non usano Cobalto nei loro elettrodi.

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