Comprare un'auto e usarla a metà. E' l'indagine J.D. Power sulle tecnologie di bordo

Le auto offrono tanta tecnologia, ma agli automobilisti non interessa molto, a differenza dello smartphone. Ecco cosa ha svelato lo studio DrIVE

27 agosto 2015 - 13:02

Oggi le case automobilistiche offrono su moltissimi modelli una dotazione mediamente ricca di tecnologia di bordo. Eppure, secondo quanto emerso dall'ultima ricerca di J.D. Power, i risultati del feeling tra l'offerta tecnologica e gli automobilisti non si esprime ad alte percentuali. Molto apprezzati sono risultati invece lo smartphone e il tablet.

LO STUDIO – J.D. Power lo ha chiamato DrIVE (Driver Interactive Vehicle Experience) e con questo ha voluto capire quanti automobilisti apprezzano e quindi usano la tecnologia di bordo offerta nei vari allestimenti sulle nuove auto. Ha così chiesto a 4.200 proprietari (interpellati tre mesi dopo l'acquisto della nuova vettura) che tipo di rapporto hanno intrapreso con le 33 funzionalità tecnologiche che la loro ultima “fiamma a quattro ruote” possiede. Il risultato è stato deludente: la tecnologia di bordo di ultima generazione (hotspot wi-fi, Hud, infotainment, parcheggio automatico ecc…) non sta conquistando l'interesse di chi la compra. Entriamo nel dettaglio dei risultati: il 20% dei clienti “non ha mai utilizzato” 16 delle 33 funzionalità installate nella vettura e prese in considerazione dagli esperti: tra queste si trovano i servizi di assistenza a bordo (mai usati dal 43% degli intervistati), il router wi-fi (38%), i sistemi di parcheggio automatico (35%), gli head-up display (33%) e le app installate dalla Casa (32%, ma in questo caso vedremo che un motivo c'è). Ciò che dovrebbe preoccupare i costruttori è la risposta che molti degli intervistati ha rilasciato, ovvero che “i sistemi tecnologici non sono così utili” (in Cina non hanno la stessa opinione!?)

SMARTPHONE E TABLET OK – Nelle interviste fatte ai 4.200 automobilisti è poi emerso un dettaglio non trascurabile, che probabilmente pone l'automobile in una condizione di svantaggio se si affronta una tematica come questa. Ebbene, lo smartphone e il tablet sono spesso stati menzionati dai 4.200 intervistati, in quanto riconoscono che tutto ciò di cui hanno bisogno, da un punto di vista tecnologico, possono averlo già su questi dispositivi e non vedono l'utilità di riempire così tanto l'automobile di tecnologia simile, visto che il bisogno principale resta comunque quello di spostarsi da un punto A a un punto B, semplicemente guidando. Così esce fuori che un quinto degli intervistati non è interessato ai sistemi di mirroring per smartphone, stesso risultato per l'assistenza a bordo (OnStar per esempio) e i comandi vocali per dettare testi, con una percentuale di disinteressati che sale al 23% per la Generazione Y, quella dei millennial. Il pensiero corre alle case automobilistiche, che hanno investito (e stanno continuando a farlo) per arricchire e dotare i loro gioielli di tutto questo (GM è un esempio).

SOLUZIONI POSSIBILI – Alla luce di tutto, è facile prevedere che i costruttori non torneranno facilmente indietro. Il progresso e le scoperte tecnologiche è giusto renderle possibili a tutti, perché sicuramente facilitano e migliorano (nella maggior parte dei casi) la vita di tutti i giorni (soprattutto la sicurezza). Inoltre per un costruttore si tratta anche di un discorso di supremazia per l'immagine del marchio nei confronti della concorrenza. Quello che forse è migliorabile, e che rappresenta probabilmente una strada da intraprendere per migliorare i risultati emersi dallo studio DriVE, è l'approccio che l'automobilista ha nei confronti di una vettura altamente tecnologica. Non tutti sono preparati nell'utilizzo dei dispositivi e dei servizi tecnologici a bordo di un'automobile, forse gli stessi “vanno forte” con uno smatphone o un tablet in mano, ma la tecnologia in automobile è ben altra cosa, soprattutto perché associata alla guida, che per l'utente di questo tipo è primaria. Pertanto le case automobilistiche potrebbero spiegare meglio la tecnologia di bordo, organizzare dei “corsi” post vendita o dei richiami al cliente per illustrare la tecnologia che equipaggia i nuovi modelli, tanto da suscitare una consapevolezza dell'uso e anche una curiosità maggiore.  

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