Auto, tecnologia fa rima con sicurezza
La tecnologia più utile? I sistemi di controllo della frenata. Emerge l'interesse la "guida autonoma": sono i risultati di una ricerca UnipolSai
La tecnologia più utile? I sistemi di controllo della frenata. Emerge l'interesse la "guida autonoma": sono i risultati di una ricerca UnipolSai
La tecnologia più utile? I sistemi di controllo della frenata. Emerge l'interesse la "guida autonoma": sono i risultati di una ricerca UnipolSai
Gli italiani dicono sì alla tecnologia per la sicurezza in auto: è quanto emerge da una recente indagine UnipolSai. Tutte le innovazioni tecnologiche aumentano la sicurezza della vettura: lo sostiene un italiano su cinque, e questa convinzione cresce dopo i 45 anni di età. Mentre l'innovazione tecnologica più utile è quella utilizzata nei sistemi di controllo della frenata e della tenuta di strada (25%). Gli italiani apprezzano anche i limitatori di velocità: dall'inizio dell'anno, sono state elevate oltre 335.000 contravvenzioni per infrazioni dei limiti di velocità (il 40% di quelle totali, fonte: polizia di Stato), ed ecco perché ben più della metà degli intervistati (57%) ritiene utili quei dispositivi che tutelano sicurezza, portafogli e patente. Tutte statistiche, ovviamente, influenzate dalla conoscenza degli apparati: più una tecnologia è nota, e più viene apprezzata.
L'AUTO CHE GUIDA DA SOLA – L'idea che nel 2020 le auto potrebbero non aver più bisogno di essere guidate manualmente scatena tra gli italiani emozioni contrastanti: il 22% ritiene che questa innovazione porterà a una riduzione del rischio di incidenti poiché verranno limitati gli errori umani alla guida. Ma sapere che ci saranno milioni di auto in corsa senza guidatore spaventa il 27% degli intervistati (e soprattutto le donne). In ogni caso, un intervistato su cinque infatti non crede che questa nuova rivoluzione dei trasporti arriverà in così breve tempo e, con occhio forse più romantico, il 12% teme che, con questa innovazione, guidare non potrà più essere il piacere che è oggi.
ABITACOLO ULTRA-CONNESSO – Internet e app per smartphone legate all'auto: che ne pensano gli italiani? Sensazioni positive per il 34% del campione, con un 23% che ritiene questa connessione comoda e di aiuto (navigatori, mappe e applicazioni simili). Un 11% reputa che sarà facile usare bene le app di bordo per le prossime generazioni, mentre un altro 35% pensa che troppa tecnologia sia pericolosa, perché “distrae dalla guida”: quota che cresce fino al 40% tra i giovani fino a 34 anni evidenziando come anche le fasce “verdi” siano sensibili al tema sicurezza. A questo proposito, va però detto che anche l'autoradio negli anni 80 distraeva, come distrae oggi parlare al passeggero guardandolo in faccia, ma occorre fare due precisazioni. Anzitutto, una cosa è un dispositivo come la frenata d'emergenza, che non può distrarti, e un'altra è lo smarphone, che chiaramente può distrarre chiunque e non solo in auto. Secondo, qualsiasi tipo di strumento dato in mano al guidatore può essere valido o no in funzione di come il conducente lo utilizza.
IL DISTRATTOMETRO – Negli ultimi trent'anni gli stimoli che il guidatore riceve durante la guida sono aumentati esponenzialmente. Si è passati infatti dal sentire il solo ticchettio degli indicatori di direzione o la musica dello stereo alle indicazioni del navigatore, i comandi vocali, le informazioni di servizio che l'auto mostra sui display e il trillo del cellulare che ricorda di mettere”mi piace” a un commento o una foto da non perdere. L'équipe di scienziati e ingegneri del consorzio AHEAD (Advanced Human Factors Evaluator for Automotive Distraction), di cui Jaguar e Land Rover faranno parte insieme ad AgeLab (MIT), Denso e Touchstone Evaluation, valuta l'impegno richiesto al guidatore durate l'uso delle più recenti piattaforme HMI per individuare i fattori di rischio e minimizzare ogni eventuale distrazione. Una strategia efficace che alcune case costruttrici stanno adottando recentemente per capire in anticipo quali possono essere gli effetti sulla vista, il tatto, l'udito, la gestualità e la percezione di chi è al volante. In altre parole la ricerca dell'AHEAD consentirà di quantificare il carico di lavoro di un sistema già nello stadio di primo prototipo, quando è ancora possibile effettuare modifiche mirate ed efficaci senza stravolgere il progetto e non più tardi, durante il processo di sviluppo del veicolo (con i costi che ne conseguono).