Stop targhe polacche a Napoli? Spuntano auto da Bulgaria e Cechia

Stop targhe polacche a Napoli? Spuntano auto da Bulgaria e Cechia

Mentre la Polonia introduce ostacoli al noleggio a lungo termine delle auto a Napoli, nelle città partenopea si vedono sempre più vetture con targhe di Bulgaria e Cechia

 

Mentre la Polonia introduce ostacoli al noleggio a lungo termine delle auto a Napoli, nelle città partenopea si vedono sempre più vetture con targhe di Bulgaria e Cechia

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9 Settembre 2026 - 11:00

Targhe straniere a Napoli: estate turbolenta. Varsavia ha detto basta alle auto a noleggio a lungo termine che, guidate dagli abitanti della città campana, viaggiano con le targhe polacche. Ma la metropoli sta a suo modo reagendo: spuntano sempre più spesso le sigle “BG” (Bulgaria) e “CZ” (Repubblica Ceca). Questo spostamento verso nuove nazioni dell’Europa orientale nasce dalla recente stretta burocratica dei funzionari polacchi per fermare il fenomeno della esterovestizione: l’uso di auto con targa straniera per circolare abitualmente in Italia. A monte della questione, ci sono i costi proibitivi della RC Auto nel Napoletano. Per evitare le stangate assicurative, si è diffuso il meccanismo del noleggio a lungo termine transfrontaliero: l’automobilista cancella l’auto dal registro italiano per simulare un’esportazione, la vettura viene immatricolata oltreconfine tramite intermediari specializzati, il proprietario iniziale prende a noleggio lungo la propria auto, continuando a utilizzarla quotidianamente in Italia. Questo escamotage abbatte la spesa complessiva (si versa un canone ridotto), annullando il pagamento del bollo e le scadenze della revisione italiana. Più altri possibili “bonus” come il mancato pagamento delle multe.

TARGHE POLACCHE A NAPOLI, NO DI VARSAVIA

A frenare la rotta polacca è stato l’intervento del PBUK, l’ufficio di garanzia assicurativa di Varsavia, travolto da un volume spropositato di sinistri e frodi registrati nel territorio napoletano con veicoli immatricolati in Polonia. L’introduzione di procedure di verifica più severe, unita a verifiche fiscali sui passaggi di proprietà e sull’iscrizione obbligatoria al REVE (Registro Veicoli Esteri), ha reso il canale polacco meno accessibile.

SOLUZIONE IMMEDIATA: SI PUNTANO ALTRI PAESI

La chiusura progressiva dei servizi in Polonia ha spinto i broker a indirizzare i clienti verso la Bulgaria e la Repubblica Ceca. Entrambi i Paesi offrono sistemi amministrativi snelli, costi minimi per la gestione aziendale e tariffe assicurative notevolmente inferiori rispetto alla media dell’Europa occidentale. Da valutare possibili contromisure di Sofia e Praga. Anche la Croazia intanto prende piede, specie fra le moto.

Stop targhe polacche a Napoli? Spuntano auto dalla Bulgaria e dalla Cechia

OBBLIGO DI RC AUTO ITALIANA? OCCHIO AL POSSIBILE NO EUROPEO

Il ministero delle Infrastrutture di Matteo Salvini, nella riforma del Codice della Strada (forse in vigore nel 2027), ha inserito un “blocco” per contrastare l’espediente dell’esterovestizione dei veicoli. Per i veicoli con targa estera inseriti nel REVE (il Registro dei Veicoli Esteri gestito dall’ACI, dove devono iscriversi i residenti in Italia che usano auto con targa straniera), sarà obbligatorio stipulare una polizza assicurativa con un’agenzia italiana o autorizzata a operare nel Paese. Di conseguenza, le tariffe e le imposte applicate saranno quelle italiane.

Ma occhio all’UE: esiste il principio della libera circolazione delle merci e delle persone. Proprio per questo le targhe polacche hanno successo a Napoli. Da valutare se e come Bruxelles possa opporsi alla nuova possibile norma voluta da Salvini.

Imporre l’obbligo di sottoscrivere una polizza con una compagnia italiana potrebbe violare il principio di libera prestazione dei servizi e le direttive UE sulla libera circolazione. La norma rischierebbe quindi di essere contestata per discriminazione e sproporzionalità.

COSA FA IL MINISTERO DELL’INTERNO

Per facilitare le verifiche, il ministero dell’Interno ha abilitato l’accesso diretto per le Forze dell’ordine italiane ai database della Repubblica di Polonia. La Polizia può così verificare istantaneamente la validità di assicurazione, revisione, patente e carta di circolazione dei mezzi con targa polacca.

La nota (300/STRAD/1/0000022790.U/2026 del 13 agosto) fornisce alla Stradale i collegamenti telematici ai portali governativi della Repubblica di Polonia. Tali strumenti permettono di verificare in tempo reale e gratuitamente la validità delle patenti di guida, i dati tecnici e amministrativi dei certificati di immatricolazione (tramite il Registro Centrale dei Veicoli polacco) e la copertura assicurativa RCA obbligatoria (gestita dal Fondo di Garanzia polacco, consultabile anche in inglese). Le Prefetture sono invitate a estendere queste indicazioni ai Corpi e Servizi di Polizia Locale. Sarà un autunno caldo per le targhe straniere a Napoli.

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