Targhe polacche a Napoli: le mosse di Varsavia per stroncare il fenomeno
Le targhe polacche a Napoli sono un fenomeno crescente che adesso inizia a preoccupare anche in Polonia per il rischio che siano gli assicurati locali a pagarne i costi
Le targhe polacche a Napoli sono un fenomeno crescente che adesso inizia a preoccupare anche in Polonia per il rischio che siano gli assicurati locali a pagarne i costi
Il fenomeno dell’enorme diffusione di targhe polacche a Napoli (parliamo di decine di migliaia) è noto da tempo, così come sono noti i motivi, assai poco nobili, per cui da qualche anno nelle strade del capoluogo campano è sempre più frequente imbattersi in targhe straniere, soprattutto polacche appunto, ma anche bulgare. Questa prassi, se così vogliamo chiamarla, non preoccupa solamente le autorità italiane ma è diventata un caso anche in Polonia, visto che gli automobilisti locali rischiano di pagare premi assicurativi più alti a causa dei sinistri provocati dai loro ‘colleghi’ napoletani. E infatti il governo di Varsavia sta cercando di porvi rimedio.
LA NORMATIVA SULLE TARGHE ESTERE IN ITALIA
Secondo i dati del REVE, il registro nazionale a cui vanno dichiarati i veicoli esteri, in Italia circolano 68.228 targhe polacche, 37.830 su auto e 29.120 su moto, e quasi tutte sono registrate a Napoli. Il motivo di questo fenomeno è semplice: avere una targa straniera, e polacca in particolare, consente di pagare meno tasse e soprattutto di contenere il costo dell’assicurazione, che a Napoli è il più alto. In realtà il Codice della Strada (art. 93-bis) impone di reimmatricolare in Italia un veicolo con targa estera che circola nel nostro Paese se è di proprietà di un residente in Italia, ma allo stesso tempo ne permette l’uso in situazioni specifiche, ad esempio in caso di leasing, noleggio a lungo termine o comodato da parte di un’impresa estera, semplicemente mostrando un contratto scritto e datato e previa registrazione al REVE se la disponibilità del veicolo supera un periodo di 30 giorni.
TARGHE POLACCHE A NAPOLI: COME FUNZIONA LA PRATICA ‘BORDERLINE’
Ed è proprio quest’aspetto della normativa che rende possibile l’espediente. In pratica l’auto o lo scooter vengono cancellati dal PRA italiano, immatricolati in Polonia tramite un intermediario e infine noleggiati in Italia alla persona che ha chiesto il servizio. Di fatto l’agenzia che gestisce questa pratica ‘borderline’ diventa proprietaria del veicolo, dandolo in noleggio al vero proprietario. Con l’auto immatricolata in Polonia il costo dell’assicurazione diventa molto più basso, perché da quelle parti le tariffe sono fino a otto volte inferiori rispetto a Napoli. E oltre a risparmiare sulla RC auto, chi utilizza una targa straniera non paga il bollo, senza contare le possibili implicazioni su multe, risarcimenti e quant’altro. In pratica, una norma pensata per agevolare le agenzie di noleggio straniere viene sfruttata per tutt’altri fini, decisamente discutibili.

DIFFUSIONE DI TARGHE POLACCHE IN ITALIA: C’È PREOCCUPAZIONE IN POLONIA
E, come anticipavamo, la vicenda inizia a preoccupare anche in Polonia. Come riportato nei mesi scorsi dal sito Money.pl, la PIU – Polska Izba Ubezpieczeń (l’associazione polacca delle assicurazioni) ha lanciato l’allarme sul rischio che siano anche gli automobilisti polacchi a pagare il prezzo della diffusione delle targhe straniere a Napoli. “Ogni frode o attività truffaldina portata a termine con successo aumenta in automatico i costi assicurativi“, ha spiegato al sito Artur Dziekański, portavoce della PIU, “perché nel calcolo dei premi le compagnie devono per forza tenerne conto. Quindi una pratica di questo tipo danneggia indirettamente anche i clienti onesti“.
Ma c’è di più. Spesso dietro ai certificati assicurativi polacchi non c’è nemmeno una vera RC auto, quindi diventa complicato risalire a chi è stato noleggiato quel veicolo e ottenere un risarcimento in caso di incidente. Come noto, quando un mezzo non è assicurato, i risarcimenti vengono garantiti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, che si rivale poi sul fondo analogo del Paese dove è stato immatricolato il veicolo. In Polonia è il PBUK, che ora sta subendo le conseguenze della “pratica italiana”: nel 2024 sono stati infatti segnalati 514 incidenti avvenuti in Italia causati da conducenti di veicoli immatricolati in Polonia e non assicurati. Nel 2025 gli incidenti di questo tipo sono stati circa 1.300. In questo modo il PBUK ha dovuto pagare risarcimenti per 6,9 milioni di złoty nel 2024, circa un milione e mezzo di euro, e addirittura fino a 18,4 milioni di złoty nel 2025, poco più di 4,2 milioni di euro.
Se questi risarcimenti continueranno a crescere, l’aumento del costo delle polizze nelle zone della Polonia dove vengono noleggiati più veicoli originari dell’Italia sarà inevitabile.
LA POSSIBILE SOLUZIONE
Il ministero dei Trasporti polacco ha ben presente il problema e starebbe pensando a una possibile soluzione all’interno di una riforma delle revisioni dei veicoli. Il piano prevede l’obbligo di scattare fotografie per dimostrare che la revisione viene fatta in officine polacche, come impone la legge. Oggi invece chi esamina il veicolo può firmare un semplice certificato. Il governo polacco pensa che attraverso le foto sia più semplice scoprire chi non rispetta le regole. Peraltro l’obbligo di scattare fotografie durante la revisione è previsto anche dalla riforma dei controlli sui veicoli discussa lo scorso anno dalla commissione Trasporti del Parlamento Europeo, che nei prossimi anni dovrà essere adottata gradualmente in tutta l’Unione.