Richiami auto: ecco la banca dati, cosa cambia per costruttori e utenti
I richiami auto sono fondamentali per garantire la sicurezza. Scopri cosa cambia dal 17 febbraio 2026 per automobilisti e costruttori d'auto
I richiami auto sono fondamentali per garantire la sicurezza. Scopri cosa cambia dal 17 febbraio 2026 per automobilisti e costruttori d'auto
Insieme alla possibilità di rottamare i veicolo sottoposti a fermo amministrativo, un’altra novità normativa degli ultimissimi giorni, rivolta a milioni di automobilisti, riguarda l’istituzione di una banca dati delle vetture che non hanno affrontato le campagne di richiamo previste dalle case automobilistiche, e rappresentano quindi un potenziale pericolo per la sicurezza stradale. Scopriamo nel dettaglio cosa cambia per Case auto e utenti.
CHE COSA SONO I RICHIAMI AUTO
I richiami auto sono procedure ufficiali avviate dai costruttori (o talvolta imposte dalle autorità di vigilanza) quando viene riscontrato un difetto di fabbricazione o un problema di progettazione che potrebbe compromettere la sicurezza del veicolo o l’ambiente. L’obiettivo principale è sempre la sicurezza: i difetti possono infatti riguardare componenti critici come airbag, freni, software di gestione del motore o cinture di sicurezza.
Di solito la procedura dei richiami auto prevede che la casa automobilistica invii una comunicazione ai proprietari dei modelli coinvolti, invitandoli a recarsi presso un’officina autorizzata. L’intervento è completamente gratuito per il cliente, poiché il produttore si assume la responsabilità dell’errore.
Finora non c’era l’obbligo legale di portare l’auto a effettuare il richiamo: ignorarlo era (ed è) estremamente rischioso per la propria incolumità, influendo inoltre sulla validità della garanzia o dell’assicurazione in caso di incidente. Ma adesso le cose stanno per cambiare.
RICHIAMI AUTO: COSA CAMBIA DAL 17 FEBBRAIO 2026
Dal 17 febbraio 2026, infatti, arriva il database ufficiale delle auto non sottoposte a campagna di richiamo, pur in presenza di interventi correttivi imposti dalle case automobilistiche. Con decreto del direttore generale della Motorizzazione civile, è stato istituito l’elenco telematico previsto dall’art. 80-bis del Codice della Strada, che impone alle case automobilistiche l’obbligo di inserire in tale database i dati relativi alle vetture che, dopo 24 mesi dall’avvio della campagna di richiamo per l’adozione di misure correttive, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza. L’elenco, che acquista efficacia entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto (avvenuta lo scorso 19 dicembre) e quindi entro il 17 febbraio, sarà consultabile dai cittadini attraverso il Portale dell’automobilista o mediante apposita applicazione mobile.
MULTE PER CASE AUTO E PROPRIETARI DEI VEICOLI
“Si tratta di una novità molto importante sul fronte della sicurezza stradale“, ha dichiarato Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, “visto che oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali, con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose. Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamo, e per i trasgressori sono previste salate sanzioni: fino a 60.000 euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, e 173 euro per i proprietari delle auto che circolano con un’auto inserita nell’elenco“.
