RC auto e richiesta risarcimento: il Governo vuole ridurre i tempi

RC auto e richiesta risarcimento: il Governo vuole ridurre i tempi

Scopri le proposte di modifica alla RC auto che prevedono di ridurre i termini per la richiesta di risarcimento danni a soli 90 giorni, con le reazioni

 

Scopri le proposte di modifica alla RC auto che prevedono di ridurre i termini per la richiesta di risarcimento danni a soli 90 giorni, con le reazioni

3 Ottobre 2025 - 13:31

Fanno discutere le tre proposte di modifica alla normativa sulla RC auto, presentate sotto forma di emendamento al Ddl Concorrenza e già soggette al parere favorevole del MEF e del MIMIT, che tra le altre cose prevedono di ridurre i termini per la richiesta del risarcimento danni a seguito di incidente dagli attuali due anni a soli 90 giorni. L’obiettivo del Governo è quello di limitare il rischio di frodi nel settore dell’assicurazione auto. Tuttavia per le associazioni dei periti e dei consumatori queste modifiche rischiano di penalizzare i danneggiati.

PROPOSTE DI MODIFICHE ALLA RC AUTO NEL DDL CONCORRENZA

Come dicevamo, la novità più eclatante degli emendamenti al Ddl Concorrenza prevede una drastica riduzione del tempo a disposizione dell’assicurato per presentare la richiesta di risarcimento del danno in caso di sinistro stradale: in caso di via libera alla modifica, il termine temporale passerebbe dagli attuali due anni (così come disposto dall’art. 2947 del Codice civile) a 90 giorni. Superato questo limite, decadrebbe il diritto dell’assicurato e non ci sarebbe più alcuna possibilità di rivalsa.

Un altro emendamento propone poi di estendere l’obbligo di identificare eventuali testimoni sul luogo dell’incidente già alla denuncia del sinistro o comunque al primo atto formale del danneggiato anche in caso di danni alla persona (attualmente questo obbligo vige solo per i danni materiali).

La terza proposta di modifica prevede infine la possibilità per le compagnie assicurative di effettuare accertamenti sui veicoli riparati in carrozzerie liberamente scelte dal danneggiato, al fine di verificare la congruità fra danno e costo di riparazione.

PERITI ASSICURATIVI: “MODIFICHE RC AUTO LIMITANO I DIRITTI DEI DANNEGGIATI”

Ma per l’AIPED, Associazione Italiana Periti Estimatori Danni, queste modifiche in tema di RC auto rischiano di colpire gli assicurati e penalizzare i danneggiati. “Ridurre i tempi di richiesta del risarcimento RC auto da due anni a 90 giorni non è una riforma, ma una limitazione dei diritti dei danneggiati“, ha dichiarato il presidente di AIPED, Luigi Mercurio, “Una riduzione così drastica rischia di penalizzare gli assicurati e i danneggiati onesti, che spesso non dispongono immediatamente di tutta la documentazione necessaria. Nei casi più complessi, quelli con lesioni gravi, sinistri con più veicoli e controversie sulla dinamica, 90 giorni sono oggettivamente insufficienti per un’istruttoria completa. Comprendiamo l’obiettivo di ridurre i tempi morti e le frodi, ma la soluzione non può essere il taglio dei diritti fondamentali dei cittadini. Servirebbe maggiore equilibrio tra le esigenze delle compagnie assicurative e i diritti dei danneggiati“.

RC auto riduzione tempi risarcimento

ASSOUTENTI: “PROPOSTE SPOSTANO L’AGO DELLA BILANCIA VERSO LE COMPAGNIE”

Contraria alle proposte di modifica alla normativa sulla RC auto anche l’associazione dei consumatori Assoutenti: “La riduzione dei termini di prescrizione per i danni materiali da due anni a 90 giorni“, ha detto il presidente Gabriele Melluso, “rappresenta un colpo durissimo per gli automobilisti. Limitare i tempi significa rendere più difficile far valere i propri diritti e spostare ulteriormente l’ago della bilancia a favore delle compagnie. Folle poi il disposto che obbligherebbe i danneggiati a utilizzare come foro di competenza solo il luogo dove è avvenuto il sinistro, una incredibile modifica al Codice di procedura civile. Altrettanto vergognosa la proposta secondo la quale la compagnia potrebbe offrire ai danneggiati che hanno subito lesioni gravi o gravissime, al posto di un risarcimento integrale, prodotti finanziari o una rendita vitalizia che sostanzialmente si trasforma in una macabra scommessa sulla morte del danneggiato“.

Anche sul fronte delle prove testimoniali, Assoutenti ricorda che il legislatore è già intervenuto con norme restrittive e che ulteriori strette sugli strumenti di accertamento dei danni non migliorerebbero il sistema, ma “rischierebbero di invalidare i diritti degli assicurati e di creare un quadro squilibrato a vantaggio esclusivo delle compagnie“.

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