Multe semaforo Roma: mappa dei nuovi 15 incroci controllati a distanza

Multe semaforo Roma: mappa dei nuovi 15 incroci controllati a distanza

A Roma arrivano 38 nuove telecamere in 15 incroci particolarmente pericolosi entro il 30 luglio 2026, per punire chi passa col rosso

 

A Roma arrivano 38 nuove telecamere in 15 incroci particolarmente pericolosi entro il 30 luglio 2026, per punire chi passa col rosso

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5 Giugno 2026 - 14:33

Roma invasa da telecamere ai semafori per combattere chi commette un’infrazione grave come il passaggio col rosso: entro il 30 luglio 2026, il Campidoglio attiverà 38 nuovi occhi elettronici posizionati in 15 incroci particolarmente critici della città. I dispositivi andranno a potenziare la rete degli 11 sistemi già attivi, portando a un controllo capillare del territorio romano.

SEMAFORI: I 15 INCROCI VIGILATI IN FUTURO

La mappa dei nuovi strumenti, evidenzia Adnkronos, copre diverse zone strategiche, monitorando i punti in cui si registra un alto tasso di sinistri. Ecco dove:

  • via Nomentana-viale Regina Margherita;
  • via Cristoforo Colombo-via Laurentina;
  • via Nomentana-Corso Trieste;
  • via Cristoforo Colombo-via di Malafede;
  • piazza delle Cinque Giornate-Ponte Matteotti;
  • via Prenestina-via Tor De Schiavi;
  • via Casilina-viale Palmiro Togliatti;
  • via Cristoforo Colombo-Circonvallazione Ostiense;
  • piazzale Clodio-viale Mazzini;
  • via Prenestina-largo Preneste;
  • via Portuense-via del Trullo;
  • via Appia Nuova-via delle Capannelle;
  • viale Palmiro Togliatti-viale dei Romanisti;
  • circonvallazione Gianicolense-viale dei Colli Portuensi;
  • via di Boccea-via di Torrevecchia.

TELECAMERE AL SEMAFORO: DALL’INFRAZIONE ALLA MULTA

I moderni strumenti tecnologici scattano una sequenza di immagini per documentare il passaggio del veicolo: il sistema si attiva solo quando scatta la luce rossa, immortalando la targa dei trasgressori prima e dopo la linea di arresto. Tutto in automatico, a distanza, perché non serve la presenza di agenti in carne e ossa all’intersezione. Entro 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione, il proprietario dell’auto (parliamo di una macchina di un privato) si vede recapitare a casa la multa (articolo 146 del Codice della Strada). La sanzione è di 167 euro (più 15 euro circa di spese di notifica) con decurtazione di 6 punti dalla patente. Nel caso in cui la stessa violazione si ripeta due volte nell’arco di 2 anni (recidiva), scatta anche la sospensione della licenza di guida da 1 a 3 mesi (più ammenda di 167 euro e meno 6 punti). Pagando entro 5 giorni dal ricevimento della contravvenzione, si ha diritto a uno sconto del 30%. Con una postilla: l’infrazione notturna è di 222,67 euro (scontabile).

Multe semaforo Roma: mappa dei nuovi 15 incroci controllati a distanza

NOME DEL GUIDATORE, COME FUNZIONA

Quando il proprietario di un veicolo riceve una multa a casa, ha l’obbligo di comunicare i dati di chi guidava al momento dell’infrazione, affinché la decurtazione dei punti avvenga sulla patente del conducente effettivo. Se il titolare omette di fornire queste informazioni, non subirà provvedimenti sulla licenza di guida. In compenso, ai sensi dell’articolo 126-bis del Codice della Strada, riceverà una sanzione supplementare di 291 euro (scontabile del 30%).

“NON PER FARE CASSA”

Come sempre, qualsiasi amministratore – al momento di installare autovelox, varchi elettronici ZTL e telecamere ai semafori – si sente in dovere di dire che l’obiettivo non è fare cassa, ma migliorare la sicurezza stradale, a beneficio degli utenti vulnerabili come i pedoni. Lo ha fatto anche l’assessore alla Mobilità di Roma Eugenio Patanè: “Con gli 11 dispositivi già in funzione, i risultati ci sono stati, abbiamo registrato un numero più basso di incidenti: questa è la sola cosa che conta. Siamo partiti proprio dagli incroci più larghi che rappresentano un rischio più alto per i tempi lunghi di attraversamento. Comunque l’attivazione verrà preceduta da un’adeguata campagna informativa attraverso radio. Previsti la cartellonistica e tutti i mezzi necessari per avvisare la cittadinanza“.

BICI E MONOPATTINI? CHE LA LEGGE SIA UGUALE PER TUTTI

Purché i Comuni rispettino le regole sull’omologazione (per ora, le telecamere ai semafori non paiono essere toccate dal problema che affligge gli autovelox), è opportuno che utilizzino gli strumenti per ridurre i sinistri. C’è un ma. La legge punisce chi guida l’auto e passa col rosso, grazie al controllo a distanza: idem le moto e la miriade di scooter di Roma, come di Milano o di altre città. L’occhio elettronico trasmette la targa al sistema, che interroga un database e il gioco è fatto: multa al proprietario della vettura. Tuttavia, all’ombra del Colosseo e della Madonnina, viene trascurato un problema di enorme gravità: utenti in bici (tradizionali ed elettriche) che transitano col rosso. Per loro (talvolta rider, travolti dalla fretta di consegnare i pasti), nessuna punizione, giacché quei mezzi sono senza targa. In teoria, per i monopattini il discorso potrebbe cambiare, visto che il Codice della Strada impone il contrassegno: peccato che (coincidenze?) i vandali abbiano pensato di distruggere le etichette adesive. Così da tornare al Far West del semaforo. A quando una soluzione affinché la legge sia uguale per tutti? I pedoni vanno protetti sempre e comunque.

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