Multe autovelox: incassi d’oro 2025 anche col guaio omologazione

Multe autovelox: incassi d’oro 2025 anche col guaio omologazione

Nel 2025 i Comuni italiani continuano a incassare milioni dagli autovelox, nonostante i ricorsi e il caos normativo sull'omologazione

 

Nel 2025 i Comuni italiani continuano a incassare milioni dagli autovelox, nonostante i ricorsi e il caos normativo sull'omologazione

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3 Giugno 2026 - 10:23

Autovelox miniera d’oro in Italia per i Comuni anche nel 2025. Nonostante la dozzina di ordinanze della Cassazione che stabiliscono come le multe da apparecchi siano nulle per mancanza di omologazione, nonostante le innumerevoli sconfitte innanzi agli Ermellini e ai Giudici di Pace, nonostante il sacrosanto principio seguito dal Prefetto di Napoli, gli Enti locali proseguono imperterriti sulla strada delle contravvenzioni.

AUTOVELOX, AFFARONE NAZIONALE

Nel 2025 le principali 20 città italiane (tranne la città partenopea) hanno incassato 56,5 milioni di euro grazie ai verbali per eccesso di velocità (infrazione pericolosissima e da sanzionare). Siamo, dice il Codacons, a un -8,9% rispetto al 2024. Statistica che vale poco o nulla, in quanto il calo può dipendere da mille fattori: maggiore prudenza degli automobilisti, minori controlli, traffico inferiore sui tratti controllati, effetto deterrente del nuovo Codice della Strada e tanto altro.

CHI HA INCAMERATO PIÙ SOLDI CON LE MACCHINETTE

  1. Firenze 19,7 milioni di euro;
  2. Bologna 9,2 milioni;
  3. Milano 6,9 milioni;
  4. Genova 4,8 milioni;
  5. Palermo 4,2 milioni.

Di Napoli per ora non si sa nulla: al 31 maggio 2016, non aveva ancora presentato la documentazione (e anche questo è discutibile). In quanto a Roma, le entrate scendono da 4,8 a 2,3 milioni di euro (-52%), ma il Campidoglio impiegherà un numero di autovelox notevolmente superiore, anche nelle Zone 30 (assieme a varie telecamere ai semafori rossi), quindi è possibile che in futuro la Città Eterna torni sui valori del 2024. Fra i piccoli Comuni, exploit nel Salento: a Galatina sono entrati 5,3 milioni di euro, cifra che sale a 9,3 milioni se si considerano anche i proventi di Trepuzzi, Cavallino, Lecce e dell’amministrazione provinciale della stessa Lecce.

Multe autovelox incassi d’oro 2025 anche col guaio omologazione

L’ANOMALO SILENZIO SULL’OMOLOGAZIONE DEGLI AUTOVELOX

Assoutenti denuncia ritardi sul fronte del decreto sull’omologazione degli autovelox, nonostante dall’Unione Europea sia arrivato il via libera al provvedimento del ministero delle Infrastrutture. Il 4 maggio si è chiusa senza rilievi la procedura Tris, che obbliga gli Stati membri a notificare alla Commissione europea le bozze di regolamentazione tecnica prima di renderle definitive: Bruxelles non ha avanzato obiezioni al testo, ma l’iter sull’approvazione è in stand-by: manca la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. La vicenda (stucchevole) si trascina da aprile 2024, quando la Cassazione ha definito nulle le multe elevate da autovelox approvati ma non omologati.

LA SOLUZIONE APPARE MOLTO LONTANA

Domanda: una volta pubblicato il decreto, il problema sarà risolto? Una tesi vuole che siano in futuro considerati omologati gli apparecchi successivi al 2017, perché approvati ai sensi dei requisiti tecnici previsti dal DM 282/2017. Per gli autovelox “ante-2017”, saranno necessari test tecnici, taratura e verifiche di funzionalità ai fini della validità degli apparecchi: Comuni e produttori, se già in possesso della documentazione, potranno seguire una procedura semplificata, inviando i documenti integrativi al ministero, che entro 60 giorni dovrà esprimersi e dare il via libera all’omologazione. Ma una seconda tesi (avanzata da esperti e giuristi) è del tutto diversa. Primo: il decreto di omologazione degli autovelox spetterebbe al ministero delle Imprese, e non delle Infrastrutture. Secondo: la sanatoria per tutti gli apparecchi successivi al 2017 sarebbe illegittima, perché trasformerebbe retroattivamente le approvazioni in omologazioni. Insomma, per paradosso, il caos potrebbe aumentare. E, con questo, i ricorsi.

IL PARADOSSO DEI COSTI E DEI RICORSI

Nel frattempo, a pagare il prezzo del limbo normativo (che dura dal 1993, ossia dalla nascita dell’attuale Codice) sono automobilisti, Comuni e soprattutto la sicurezza stradale. Mentre il dibattito si avvita su cavilli burocratici e condoni, l’essenza stessa della norma si perde: la tutela della vita umana. Gli autovelox non devono essere visti come esattori fiscali né i ricorsi come una chiave per l’impunità. Serve certezza del diritto, e subito. Solo regole chiare e dispositivi inattaccabili sotto il profilo legale possono restituire totale credibilità alle sanzioni, spegnendo la conflittualità permanente tra cittadini e istituzioni.

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