Esenzione bollo auto 2026 per redditi bassi: facciamo chiarezza

Esenzione bollo auto 2026 per redditi bassi: facciamo chiarezza

Avete letto che dal 2026 ci sarà l'esenzione del bollo auto per redditi bassi e anche per i possessori di auto ibride? Forse non è proprio così

 

Avete letto che dal 2026 ci sarà l'esenzione del bollo auto per redditi bassi e anche per i possessori di auto ibride? Forse non è proprio così

17 Dicembre 2025 - 19:45

Negli ultimi giorni diverse testate online, anche prestigiose o comunque popolari, stanno diffondendo la notizia secondo cui dal 1° gennaio 2026 il bollo auto sarà interessato da importanti novità, che riguarderebbero soprattutto l’esenzione per i redditi bassi e per i possessori di auto ibride, in entrambi i casi con tanto di modalità per presentare la richiesta. Ma cosa c’è di vero? Non avendo visto nessun rimando a fonti ufficiali, abbiamo approfondito la notizia per fare finalmente chiarezza.

ESENZIONE BOLLO AUTO 2026 PER REDDITI BASSI E AUTO IBRIDE?

Dunque, leggendo questi articoli pubblicati da numerosi siti, anche di settore, abbiamo “scoperto” che da gennaio 2026, con l’obiettivo di tutelare i nuclei familiari che affrontano situazioni di particolare vulnerabilità economica, gli automobilisti con un reddito personale annuo non superiore a 8.000 euro potranno ottenere l’eliminazione totale del tributo legato al possesso dei veicoli. Tuttavia l’esenzione non sarà automatica: per accedere all’agevolazione, i potenziali beneficiari dovranno dimostrare la propria condizione reddituale presentando all’Agenzia delle Entrate il modello CU o la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

Ma le “buone notizie” non finiscono qui: sempre dall’1/1/2026, in base a queste notizie che girano incontrollate, chi possiede un’auto elettrica o ibrida potrà usufruire della cancellazione del bollo per cinque anni consecutivi dall’immatricolazione, purché quest’ultima non risulti antecedente al 2022. In questo caso, leggiamo, per godere del beneficio è indispensabile che l’auto risulti registrata come elettrica o ibrida nelle banche dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, seguendo poi un iter amministrativo per inoltrare la richiesta.

NUOVE ESENZIONI BOLLO AUTO DAL 2026: COSA C’È DI VERO?

Tutto molto bello se non fosse che di queste due esenzioni non c’è traccia in alcun documento ufficiale. Inoltre non c’è un solo sito web, tra i tanti che hanno diffuso la notizia, che abbia citato una fonte attendibile o il decreto o la legge con le modifiche al bollo auto. Solo in un caso si fa generico riferimento alla Legge di Bilancio 2026, ma al momento non risulta che la Manovra di fine anno contenga questi provvedimenti.

Tra l’altro, tralasciando il fatto che il bollo auto è una tassa regionale e sono pertanto le singole regioni e province autonome, nella maggior parte dei casi, a stabilire riduzioni ed esenzioni (che però possono anche essere a livello nazionale, come quella per i veicoli storici), fa sorridere che si faccia riferimento all’introduzione del bollo gratis quinquennale per le auto elettriche, che già ne beneficiano da decenni, mentre per le auto ibride sta succedendo esattamente l’opposto: vista la crescente diffusione di questa tipologia di vetture, diverse regioni (come di recente il Piemonte e la Liguria) stanno riducendo o addirittura abrogando tutte le agevolazioni sulle ibride, visto che iniziavano a gravare parecchio sui rispettivi bilanci.

Insomma, magari già domani verremo smentiti e il Governo annuncerà in pompa magna l’esenzione del bollo auto per i redditi bassi e per tutte le ibride (le auto 100% elettriche, come detto, già beneficiano del bollo auto gratis), ma al momento la notizia non è per nulla confermata.

Esenzione Bollo auto 2026 redditi bassi

QUALI POTREBBERO ESSERE LE VERE NOVITÀ PER IL BOLLO AUTO 2026?

In realtà, per dovere di cronaca, dobbiamo dire che qualche novità sul bollo auto 2026 era effettivamente attesa. Lo scorso giugno, infatti, lo Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, trasmesso dal parlamento alle Camere, conteneva delle disposizioni sulla tassa automobilistica tese a semplificare le procedure, uniformare le scadenze e combattere l’elusione fiscale per le imprese.

Ad esempio, una delle principali innovazioni riguardava la scomparsa del sistema di calcolo del primo bollo, oggi impostato su una durata compresa tra 9 e 12 mesi per raccordarsi alle scadenze fisse (per le auto con più di 35 kW) di aprile, agosto o dicembre, a vantaggio di un meccanismo che prevedeva il pagamento in tutte le regioni per 12 mesi a partire da quello di immatricolazione, come già da anni accade in Piemonte e in Lombardia. Ma non solo: lo schema di decreto contemplava altre novità che riguardavano i termini di scadenza del bollo e i veicoli gravati da fermo amministrativo, introducendo pure delle norme anti-elusione per le imprese, al fine di impedire l’indicazione di sedi di comodo.

Tuttavia, ad oggi, non è noto a che punto sia arrivato l’iter di approvazione dello schema di decreto legislativo sui tributi regionali e locali, pertanto non si sa quando (e se) queste modifiche diventeranno effettive. Vi terremo aggiornati.

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