Cellulare al volante: solo il 42% degli italiani lo usa correttamente

Cellulare al volante: solo il 42% degli italiani lo usa correttamente

Scopri i pericoli dell'uso del cellulare al volante. La ricerca rivela comportamenti pericolosi tra gli automobilisti italiani

 

Scopri i pericoli dell'uso del cellulare al volante. La ricerca rivela comportamenti pericolosi tra gli automobilisti italiani

21 Maggio 2026 - 12:00

Più della metà degli automobilisti italiani continua a ignorare le norme sull’uso del cellulare al volante, mettendo in pericolo se stessi e gli altri utenti della strada. È quanto emerge dalla quinta edizione della Ricerca sugli stili di guida commissionata da Anas e condotta da Global Research. E pensare che oltre il 75% degli intervistati ritiene pericoloso lo smartphone alla guida e l’86% approva le norme introdotte dal nuovo Codice della Strada, che hanno inasprito le sanzioni: evidentemente predicano bene ma razzolano male, anzi malissimo.

IL RAPPORTO CONFLITTUALE TRA GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI E IL CELLULARE

Dunque, soltanto il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida con assistente vocale o bluetooth, come richiede l’articolo 173 del Codice della Strada. Il 14,6% dei partecipanti al sondaggio digita ancora il numero prima di inserire il vivavoce e l’8,9% guida con lo smartphone in mano. Il 34,5% non utilizza mai il telefono alla guida. I soggetti più indisciplinati sono i guidatori di veicoli a noleggio, quelli meno esperti e i motociclisti.

Volete un dato assai esplicativo sul rapporto tra incidenti e uso dello smartphone? Il 7,9% degli intervistati dichiara di aver avuto un incidente negli ultimi due anni, e tra questi il 90,8% ammette di usare il cellulare alla guida contro il dato generale di campione pari al 65%. Questo significa – come spiega il rapporto dell’Anas – che un incidente non sempre determina un cambiamento comportamentale; al contrario, può alimentare una relazione conflittuale con la norma, quasi una sorta di sfida o di resistenza alle sanzioni.

Infatti chi ha avuto un incidente e si ritiene favorevole alle nuove norme indicate nel Codice della Strada è pari al 76,9% contro al dato generale dei favorevoli pari all’86%. Inoltre, nonostante l’81% conosca il nuovo CdS e l’86% approvi le sanzioni, il consenso verso le regole crolla proprio tra i profili più a rischio: giovani neopatentati, motociclisti e, come detto, utilizzatori di veicoli a noleggio. Chi è più esposto al pericolo è chi accetta meno la norma.

CELLULARE ALLA GUIDA: LA NORMATIVA VIGENTE

Ricordiamo che il già citato articolo 173 comma 2 del Codice della Strada dispone che “è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante” o di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di polizia. Il secondo periodo dell’art. 173/2 precisa che è comunque consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguata capacità uditiva a entrambe le orecchie, che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani.

In sostanza durante la marcia del veicolo l’uso di smartphone e dispositivi analoghi è permesso solo quando non si rende necessario distogliere anche una sola mano dal volante (come specifica la circolare 28/12/2021 del Ministero dell’Interno), utilizzando la modalità in viva voce o cuffiette auricolari con volume ragionevole, ossia senza limitare la capacità uditiva del conducente.

Cellulare alla guida

LE NUOVE SANZIONI INTRODOTTE NEL 2024

A seguito dell’approvazione definitiva e dell’entrata in vigore della legge n. 177/2024 che ha parzialmente riformato il Codice della Strada, dal 14 dicembre 2024 chi viene sorpreso a usare durante la marcia apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante, è punito con una multa da un minimo di 250 a un massimo di 1.000 euro e alla perdita di 5 punti patente. Si vede inoltre applicare, fin dalla prima infrazione, la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da 15 giorni a 2 mesi. Nell’ipotesi di recidiva nel corso di un biennio, la multa sarà da 350 a 1.400 euro con sospensione della patente da 1 a 3 mesi e perdita di 10 punti patente.

Da notare che l’uso del cellulare alla guida rientra pure tra le sanzioni punite con la cosiddetta ‘sospensione breve della patente‘, una delle novità del nuovo Codice della Strada. Questa sospensione breve, applicata in automatico dagli agenti di Polizia senza la necessità dell’ordinanza del Prefetto, viene adottata solo se risulta che, al momento dell’accertamento della violazione, il trasgressore abbia un punteggio sulla patente inferiore a 20 punti per effetto di decurtazioni precedentemente subite.

La sospensione breve della patente si applica secondo il seguente schema:

  • 7 giorni per chi ha un punteggio sulla patente da 10 a 19;
  • 15 giorni per chi ha un punteggio sulla patente da 1 a 9.

Se dall’uso del cellulare alla guida deriva un incidente stradale, anche senza coinvolgimento di altre persone o veicoli, i giorni di sospensione patente sono raddoppiati:

  • 14 giorni per chi ha un punteggio sulla patente da 10 a 19;
  • 30 giorni per chi ha un punteggio sulla patente da 1 a 9.

Come si conciliano le due fattispecie di sospensione della patente previste (la prima, da 15 giorni a 2 mesi, che vale per tutti; la seconda, cosiddetta ‘breve’, solo per chi ha meno di 20 punti sulla patente)? A questa domanda ha risposto la circolare 20/12/2024 del Ministero dell’Interno recante le prime disposizioni operative dopo l’entrata in vigore del nuovo CdS.

In pratica, nelle ipotesi in cui concorrano entrambe le tipologie di sospensione (cioè quando il trasgressore è titolare di una patente con meno di 20 punti), deve essere applicata per prima quella ‘breve’, direttamente dagli agenti di Polizia. Successivamente la patente è trasmessa al Prefetto per l’adozione del provvedimento di sospensione ordinaria da 15 giorni a 2 mesi (o da 1 a 3 mesi in caso di recidiva).

Commenta con la tua opinione

X