Officina convenzionata
CAI digitale: un pretesto per indirizzare i clienti verso le officine convenzionate?
Federcarrozzieri richiama l'attenzione sui potenziali effetti distorsivi del CAI digitale nel mercato della riparazione auto
Federcarrozzieri richiama l'attenzione sui potenziali effetti distorsivi del CAI digitale nel mercato della riparazione auto
Dall’8 aprile scorso le compagnie assicurative devono mettere a disposizione dei propri clienti il modulo CAI in formato digitale in alternativa al modulo cartaceo. La novità, introdotta dal Regolamento IVASS n. 56, nasce con l’intento dichiarato di favorire l’efficienza dei processi di gestione e di liquidazione dei sinistri anche in un’ottica antifrode. Tuttavia Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, richiama l’attenzione sui potenziali effetti distorsivi che l’introduzione del CAI digitale potrebbe generare nel mercato della riparazione auto. Secondo i carrozzieri, infatti, le compagnie potrebbero approfittarne per indirizzare i clienti verso le officine convenzionate con loro.
PERICOLO DI CANALIZZARE I SINISTRI VERSO LE RETI CONVENZIONATE
Dietro quella che viene presentata come una semplice innovazione procedurale, spiega infatti Federcarrozzieri, si nasconde il concreto rischio che il nuovo strumento venga utilizzato dalle compagnie assicurative per rafforzare ulteriormente i meccanismi di canalizzazione dei sinistri verso le reti convenzionate. Questo perché con l’entrata a regime della nuova disciplina, tutte le compagnie assicurative sono chiamate a dotarsi di app e piattaforme digitali dedicate alla compilazione del CAI. Ciò comporta che, sempre più spesso, il primo contatto dell’automobilista dopo un incidente avverrà direttamente tramite l’applicazione della propria compagnia.
IL TIMORE DI FEDERCARROZZIERI
Ed è proprio questo, sempre secondo l’associazione dei carrozzieri italiani, l’aspetto più delicato dell’intera riforma: nel momento immediatamente successivo a un sinistro, infatti, l’automobilista si trova generalmente in una condizione di stress e vulnerabilità, con l’esigenza di risolvere rapidamente il problema. In tale contesto, l’utilizzo di piattaforme digitali proprietarie delle compagnie potrebbe consentire a queste ultime di orientare il cliente verso percorsi guidati che, pur senza imporre obblighi formali, suggeriscano o incentivino la scelta di carrozzerie convenzionate attraverso promesse di procedure più rapide, iter semplificati o vantaggi economici.
CAI DIGITALE NON DEVE LIMITARE LA LIBERTÀ DI SCELTA
“Il rischio concreto“, evidenzia il presidente di Federcarrozzieri, Davide Galli, “è che il CAI digitale si trasformi nel più potente strumento di canalizzazione dei sinistri mai introdotto nel mercato della riparazione auto, nonostante la normativa sul CAI digitale non introduca alcun obbligo di rivolgersi a riparatori convenzionati e non modifica in alcun modo il diritto del danneggiato di scegliere liberamente il proprio carrozziere di fiducia. La digitalizzazione della denuncia di sinistro non deve diventare il pretesto per consolidare ulteriormente pratiche di canalizzazione che limitano la libertà di scelta dell’automobilista e penalizzano il mercato della riparazione indipendente“.
