Autovelox: nuova sentenza shock, il Comune paga la lite temeraria
La Cassazione condanna il Comune per lite temeraria confermando che l’autovelox approvato ma non omologato rende le multe del tutto illegittime
La Cassazione condanna il Comune per lite temeraria confermando che l’autovelox approvato ma non omologato rende le multe del tutto illegittime
Batosta storica per i Comuni in materia di multe da autovelox non omologati. La Cassazione ha depositato un’ordinanza che segna una svolta: con il provvedimento n. 14285 del 2026, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna contro l’annullamento di sei verbali per eccesso di velocità. La decisione ribadisce la netta distinzione giuridica tra la semplice approvazione e la necessaria omologazione ministeriale dei dispositivi di rilevamento, ma soprattutto introduce un principio rivoluzionario in questo contesto: condanna l’ente pubblico al pagamento dei danni per lite temeraria, sanzionando la scelta di proseguire in un contenzioso palesemente infondato, come fa notare Altvelox su LinkedIn.
AUTOVELOX NON OMOLOGATI: MULTA NULLA, INUTILE ANDARE IN CAUSA
La vicenda nasce nel Comune di Lugo, dove una automobilista ha ricevuto sei multe per la violazione dell’articolo 142 del Codice della Strada. Dopo un iniziale rigetto da parte del Giudice di Pace, il Tribunale di Ravenna ha ribaltato l’esito del giudizio in grado di appello, dichiarando l’integrale illegittimità dei verbali di accertamento. Il motivo della decisione risiede nel fatto che l’apparecchio autovelox utilizzato per rilevare le infrazioni era soltanto approvato ma non debitamente omologato. Il Tribunale ha sottolineato come l’articolo 142, comma 6, del Codice della Strada sia rimasto l’unica norma speciale che regola la materia. L’amministrazione locale ha tuttavia deciso di non accettare la sentenza e di presentare ricorso per Cassazione, sostenendo che l’obbligo di omologazione fosse superato dalle riforme più recenti e che la taratura periodica fosse una garanzia sufficiente per il cittadino.
LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE E L’INAMMISSIBILITÀ DEL RICORSO
La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, presieduta da Giuseppe Tedesco e con il relatore Luca Varrone, ha stroncato le tesi difensive dell’ente locale applicando la procedura di definizione accelerata. I giudici hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile sulla base dell’articolo 360 bis del Codice di Procedura Civile. Questa disposizione stabilisce che un ricorso non può essere accolto se il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza consolidata della Suprema Corte e se i motivi addotti non offrono elementi validi per mutare l’orientamento.
La Cassazione ha ribadito l’assoluto valore del principio espresso nella storica sentenza n. 10505 del 2024, secondo cui l’accertamento eseguito con un autovelox privo di omologazione ministeriale è radicalmente illegittimo. I due procedimenti amministrativi hanno infatti caratteristiche, natura e finalità biologiche completamente differenti, poiché l’omologazione possiede una natura tecnica indispensabile a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento.

LA CONDANNA PER LITE TEMERARIA E LE SANZIONI ECONOMICHE
La vera novità della sentenza risiede nell’applicazione rigorosa dei commi 3 e 4 dell’articolo 96 del Codice di Procedura Civile. Poiché il Comune ha insistito nel richiedere la decisione nonostante la proposta di inammissibilità, la Corte ha ravvisato gli estremi della lite temeraria. L’amministrazione pubblica è stata quindi condannata a pagare le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 800 euro per compensi, oltre al 15% di spese forfettarie e 200 euro per esborsi. A questa cifra si aggiunge una sanzione di ulteriori 800 euro da versare direttamente all’automobilista a titolo di risarcimento equitativo e un pagamento di 500 euro in favore della Cassa delle ammende.
UN BEL PRECEDENTE
Siccome il Codice della Strada è chiaro da 33 anni, con la conferma di almeno una dozzina di ordinanze della Cassazione, si vedrà a questo punto se la più recente decisione degli Ermellini rappresenterà un precedente: il Comune che insiste a opporsi sulla base di una vaga approvazione dell’autovelox (procedimento veloce, facile e low cost) – intasando i tribunali con ricorsi infondati – potrebbe essere condannato a sborsare migliaia di euro. Anche a favore dell’automobilista, che subisce danni economici e perdite di tempo. Uno stress per il consumatore-contribuente, giustamente da risarcire per la vicenda della mancata omologazione.