Autovelox: dopo ottobre quelli non mappati saranno spenti

Autovelox: dopo ottobre quelli non mappati saranno spenti

Entro fine ottobre i Comuni d'Italia dovranno comunicare la lista degli autovelox, altrimenti gli apparecchi saranno spenti

 

Entro fine ottobre i Comuni d'Italia dovranno comunicare la lista degli autovelox, altrimenti gli apparecchi saranno spenti

12 Settembre 2025 - 16:00

Ancora un mese e mezzo per comunicare la lista degli autovelox, dopodiché quelli non mappati saranno spenti e non potranno più comminare multe. Lo ha annunciato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, rispondendo a un’interrogazione del suo stesso partito durante un question time al Senato. Salvini si riferisce al cosiddetto ‘censimento degli autovelox‘ partito e fine agosto che dovrebbe finalmente permettere di conoscere il numero esatto di dispositivi attivi in Italia, dove sono e se sono omologati.

PERCHÉ UN CENSIMENTO DEGLI AUTOVELOX

Ma perché è così importante sapere quanti autovelox fissi e mobili ci sono in Italia? La richiesta è partita direttamente dal ministero come atto “necessario, urgente e indifferibile per il riordino delle regole di settore e per definire norme chiare sugli standard e sulle procedure di approvazione e omologazione dei dispositivi“. In pratica, secondo il MIT, non è possibile risolvere l’annosa questione dell’omologazione dell’autovelox senza sapere quanti sono, quali sono, dove sono e come vengono usati. Specifichiamo che il censimento non riguarda solamente gli autovelox ma tutti i dispositivi o sistemi per l’accertamento della violazione dei limiti di velocità, quindi anche Tutor, T-Red, Scout Speed, ecc.

L’obiettivo è dunque quello di creare un quadro univoco su scala nazionale, regionale e locale circa i dispositivi in uso, specificando numero e tipologia degli strumenti, il loro legittimo utilizzo e la necessaria verifica dei requisiti tecnici per la relativa approvazione o omologazione.

COME FUNZIONA IL CENSIMENTO DEGLI AUTOVELOX

Come funziona il censimento degli autovelox? Gli enti locali e la Polizia stradale devono trasmettere tutti i dati dei dispositivi al MIT che a sua volta li pubblicherà sul suo sito, seguendo le istruzioni contenute nel decreto dirigenziale n. 305 del 18/8/2025. Per ogni sistema di rilevazione della velocità dovranno essere indicati tipo, marca, modello, posizione (per quelli fissi) e la conferma dell’approvazione o dell’omologazione. Solo gli autovelox che saranno correttamente censiti dal ministero potranno rimanere accesi. Nelle intenzioni del MIT questo censimento rappresenta una forma di tutela anche per gli automobilisti, che potranno controllare facilmente se il dispositivo da cui sono stati multati era registrato e quindi in regola.

Autovelox spenti

AUTOVELOX: COSA SUCCEDE DOPO OTTOBRE 2025

I soggetti interessanti hanno tempo fino a fine ottobre 2025 per trasmettere i dati sugli autovelox utilizzando l’apposita piattaforma cui si accede attraverso il Portale dell’Automobilista o il Portale del Trasporto, e compilando poi un apposito documento elettronico per ogni apparecchio utilizzato dal Comando o Ufficio.

Occorre precisare che la trasmissione di questi dati non è un semplice adempimento burocratico, ma è una condizione necessaria per la legittimità d’uso degli autovelox.

In assenza di tale comunicazione, dopo ottobre gli autovelox non mappati non potranno essere più usati per accertare violazioni al Codice della Strada.

“Lo scopo di questo censimento è chiaro“, ha detto Salvini durante il question time, “tutelare la sicurezza ma tutelare anche il diritto di milioni di italiani che devono sapere come vengono protetti sulle strade. Una battaglia non politica ma di civiltà. Gli autovelox che servono a fare sicurezza dove c’è un asilo, un ospedale, una casa di riposo, assolutamente sono fondamentali. Purtroppo negli anni, per fare cassa sulla pelle dei lavoratori, hanno messo anche tanti autovelox furbetti, nascosti, su strade a due, tre o quattro corsie. Per questo entro ottobre tutti i Comuni d’Italia dovranno comunicare al Ministero quanti sono gli autovelox, dove sono, perché e se sono omologati. Quelli che non verranno comunicati verranno spenti. Perché salvare vite è fondamentale, ma fregare chi va al lavoro non è assolutamente più ammissibile“,

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