Censimento autovelox: quanti sono i dispositivi in Italia?
L'emendamento al decreto Infrastrutture 2025 dà il via libera al censimento degli autovelox: finalmente sapremo quanti sono e dove sono
L'emendamento al decreto Infrastrutture 2025 dà il via libera al censimento degli autovelox: finalmente sapremo quanti sono e dove sono
Il cosiddetto ‘censimento degli autovelox‘, di cui si sta parlando in questi giorni, dovrebbe permettere finalmente di conoscere il numero esatto di dispositivi attivi in Italia, visto che le cifre che girano sono frutto di stime (c’è chi dice che siano 15 mila, altri dicono 20 mila, ma nessuno lo sa con precisione). Ma perché è importante sapere quanti autovelox fissi e mobili ci sono in Italia? La richiesta è partita direttamente dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come atto “necessario, urgente e indifferibile per il riordino delle regole di settore e per definire norme chiare sugli standard e sulle procedure di approvazione e omologazione dei dispositivi“. In pratica, secondo il MIT, non è possibile risolvere l’annosa questione dell’omologazione dell’autovelox senza sapere quanti sono, quali sono, dove sono e come vengono usati.
L’EMENDAMENTO AL DECRETO INFRASTRUTTURE SUL CENSIMENTO DEGLI AUTOVELOX
Il censimento degli autovelox sarà possibile grazie a un emendamento al decreto Infrastrutture, atteso a breve alla conversione in legge, a favore della ricognizione degli strumenti utilizzati per l’accertamento della violazioni dei limiti di velocità. Quindi, in realtà, non solo autovelox ma anche Tutor, T-Red, Scout Speed, ecc.
In dettaglio, nel decreto è stata inserita una previsione finalizzata a risolvere le criticità relative all’uso dei dispositivi impiegati per l’accertamento a distanza delle violazioni dei limiti di velocità, come previsto dall’articolo 142 del Codice della Strada. L’obiettivo, spiega il MIT, è creare un quadro univoco su scala nazionale, regionale e locale circa i dispositivi in uso, specificando numero e tipologia degli strumenti, il loro legittimo utilizzo e la necessaria verifica dei requisiti tecnici per la relativa approvazione o omologazione.
CENSIMENTO AUTOVELOX NECESSARIO PER PROCEDERE CON IL DECRETO SULL’OMOLOGAZIONE
L’intervento, come detto, è propedeutico all’annunciato riordino delle regole di settore e per definire norme chiare sugli standard e sulle procedure di approvazione e omologazione degli autovelox. A questo proposito il ministero ha già pronto da mesi un decreto ad hoc, che però è stato messo in stand-by proprio in previsione del censimento dei dispositivi. Tra gli obiettivi del MIT c’è anche quello di prevenire situazioni di incertezza sulla perdurante regolarità nel tempo del regime approvativo (o di omologazione) dei singoli autovelox, assicurando che gli stessi “siano utilizzati esclusivamente in chiave di prevenzione e deterrenza all’interno di un quadro normativo certo, con un sistema sanzionatorio adeguato che garantisca sempre il diritto alla difesa ai cittadini“.

COMUNI E PROVINCE AVRANNO MENO AUTONOMIA
Ma come avverrà questo censimento? Gli enti locali e la Polizia stradale dovranno trasmettere tutti i dati dei dispositivi al ministero che a sua volta li pubblicherà sul suo sito. Finora i Comuni e le Province hanno gestito gli autovelox quasi in autonomia, chiedendo un’autorizzazione preventiva al MIT, ma senza molte limitazioni. Proprio per questo sono stati spesso accusati di non utilizzare questi strumenti per la sicurezza stradale, ma per incassare soldi grazie alle multe.
Il censimento dovrebbe servire proprio a rendere trasparente la gestione di tutti gli autovelox: per ogni dispositivo, infatti, dovranno essere indicati tipo, marca, modello, posizione (per quelli fissi) e la conferma dell’approvazione o dell’omologazione. Solo gli autovelox che saranno correttamente censiti dal ministero potranno rimanere accesi. Nelle intenzioni del MIT questo censimento rappresenta una forma di tutela anche per gli automobilisti, che potranno controllare facilmente se il dispositivo da cui sono stati multati era registrato e quindi in regola.