Cdp digitale ACI: aumenta il consumo di carta e nessun risparmio. La denuncia UNASCA

Dopo 2 settimane di avvio la dematerializzazione del CDP non ha portato ad alcun risparmio annunciato dall'ACI. UNASCA: fogli passano da 1 a 5

27 ottobre 2015 - 9:00

Il Certificato di Proprietà è “smaterializzato” dal 5 ottobre: non è un tempo molto lungo ma è abbastanza per generare voci e cifre divergenti: UNASCA da un lato e Aci dall'altro rilasciano infatti comunicati che raccontano cose diverse. Cerchiamo di capire di cosa si tratta e verificare quanto le cose siano cambiate.

E LA CARTA NON C'È PIÙ – Da molto tempo ormai viene evidenziata la questione sull'opportunità che esista il “doppione”, ossia un'ente – la Motorizzazione Civile – che genera il Libretto di Circolazione e L'automobile Club Italia che si occupa del Certificato di Proprietà, gestendo il Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Questo stato di cose, che dura da decenni, dovrebbe cessare di esistere quando il concetto di “documento unico del veicolo”, previsto nella riforma della Pubblica Amministrazione del ministro Madia (legge 124/2015), andrà a regime, comportando anche l'abolizione del PRA e tagliando una parte delle risorse finanziarie dell'ACI. Dopo la smaterializzazione, il venditore apporrà la sua firma su un supporto digitale e il Cdp non sarà più cartaceo ma esisterà sotto forma di file contenuto nei server PRA. La sua consultazione avverrà via Web (ma non avrà valore di certificazione) tramite un codice emesso all'espletamento della pratica e reperibile nella ricevuta che verrà rilasciata. La consultazione sarà possibile per chiunque abbia il codice ma il PRA è un registro pubblico (le visure si sono sempre fatte) e quindi non ci sono questioni di riservatezza. Stessa sorte attenderà anche le altre pratiche che spettano al PRA: passaggi di proprietà e, ahi noi, le trascrizioni di fermi amministrativi, perdite di possesso e ipoteche.

LA GUERRA DELLE CIFRE – Sino a febbraio ci sarà un regime transitorio, con la stampa di un documento in fase di autentica della firma del venditore: non sarà un certificato ma servirà come un semplice supporto per la marca da bollo. In effetti, il 10 ottobre è arrivata la notizia del passo successivo: l'Agenzia delle Entrate ha ufficializzato la nascita del bollo virtuale, che pensiona marche, etichette e contrassegni vari. A questo punto, dopo qualche settimana di vigenza delle nuove procedure, UNASCA, l'Associazione delle autoscuole e delle agenzie di consulenza automobilistica, per bocca di Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi, fa sapere come le procedure non si siano semplificate, anzi. Fra l'altro “è stato introdotto un pezzo di carta in più, la delega, che il proprietario del veicolo deve firmare per la stampa dello stesso CDP (2 fogli) su cui redigere l'atto di vendita che poi sarà autenticato dalle Agenzie abilitate o dal PRA o dalla Motorizzazione. Inoltre i fogli complessivi da stampare per portare a termine il passaggio sono passati da uno (che era il certificato cartaceo) ad almeno 5: uno per la delega, due per il CDP (stampato come atto di compravendita), l'allegato A che contiene le informazioni aggiuntive all'atto e la fotocopia del documento del delegante. Questo allunga i tempi di lavoro per gli operatori e le attesa degli Utenti che continuano a pagare 27 euro per un documento che non gli viene consegnato più”.

L'OPPORTUNITÀ TRUFFALDINA – Pronta la replica dell'ACI, che fa notare come: “Dall'introduzione del CDP digitale, solo per 1 formalità ogni 15 – ossia per quelle che richiedevano l'analisi dei casi più complessi – è stato necessario stampare altri fogli oltre alla ricevuta, per tutelare automobilisti e agenzie” ha dichiarato il Direttore del Servizio del Pubblico Registro Automobilistico, Giorgio Brandi, che ha aggiunto che “questa situazione è transitoria e sarà superata dalla completa digitalizzazione dei processi, a regime a febbraio, grazie anche alla circolare dell'Agenzia delle Entrate che autorizza ACI a riscuotere virtualmente l'imposta di bollo relativa alle autentiche degli atti di vendita dei veicoli”. Rimaniamo disponibili ad una eventuale replica di UNASCA, nell'ottica di fornire l'informazione più completa ai nostri lettori.

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