Certificato di proprietà digitale: cosa cambia dal 5 ottobre

Il 5 ottobre, nasce il certificato di proprietà virtuale: nuove procedure anche per i passaggi, ma le regole e i rischi non cambiano

1 ottobre 2015 - 9:00

L'Aci lo ha annunciato il 29 settembre: il certificato di proprietà dell'auto sarà digitale, con un codice e una password, e tutto entrerà in vigore a partire dal 5 ottobre. La novità anticipa il decreto di attuazione della riforma Madia, che porterà al documento unico del veicolo con i dati sia di proprietà sia di circolazione. L'intenzione dell'Aci è informatizzare la burocrazia che accompagna la presa di possesso del veicolo. Tutto verrà sintetizzato in un codice di accesso, che a regime dovrebbe funzionare con ogni dispositivo elettronico (tablet, smartphone). Non ci sarà più il rischio di smarrimento, furto o deterioramento del pezzo di carta: i certificati persi ogni anno sono 300.000.

QUALI SCENARI – Stando a Maurizio Caprino (Il Sole 24 Ore), si tratta delll'interpretazione che l'Aci dà del concetto di documento unico del veicolo, che è all'origine della parte della riforma Madia della pubblica amministrazione (legge 124/2015): questa prevede l'abolizione del Pra. Inizialmente, si era parlato anche della possibilità di unificare solo i due documenti oggi esistenti (carta di circolazione e certificato di proprietà) e non anche i due enti che li emettono (Motorizzazione e Pra).

DUE FASI – Si procederà analogamente per le altre pratiche di competenza Pra (passaggi di proprietà dell'usato e annotazioni di fermi amministrativi, perdite di possesso, ipoteche) richieste. Sino a febbraio ci sarà un regime transitorio, con la stampa di un documento in fase di autentica della firma del venditore. Servirà non da certificato, ma come semplice supporto su cui apporre la marca da bollo, in attesa che l'agenzia delle entrate perfezioni l'apposizione del bollo virtuale. Poi, via a una più ampia digitalizzazione della burocrazia.

VANTAGGI E “FALLE” – I benefici? Anzitutto, l'impossibilità che si falsifichi il certificato cartaceo e che lo si perda. Si pensi che finora ogni anno il Pra ha ristampato per furto o smarrimento 300.000 documenti. Tuttavia i risparmi legati al non dover stampare il certificato non si tradurranno in una diminuzione delle tariffe Pra. Inoltre, le forze dell'ordine non guadagneranno il vantaggio di fare verifiche anche su strada senza guardare i documenti. Le novità non toccano le altre regole legate alle compravendite, non essendo cambiata la normativa sulla materia. Restano dunque le “falle” del sistema attuale: in particolare, dice Caprino, non è richiesta la presenza contemporanea di venditore e acquirente. Così, alcuni venditori restano intestatari: l'acquirente, per risparmiare, non trascrive l'atto firmato dall'ignaro cedente, cui rimane la responsabilità del veicolo. Un garbuglio amministrativo che evidentemente non si riesce a eliminare.

1 commento

Paoblog
10:25, 1 ottobre 2015

Ben venga l'informatizzazione, tuttavia visti i clamorosi buchi nella sicurezza informatica dei siti governativi, come racconta Paolo Attivissimo in questo articolo (http://attivissimo.blogspot.it/2015/07/le-password-patetiche-dei-siti-di.html) spero che non capiti qualche intrusione che danneggi i cittadini che, al solito, saranno abbandonati a loro stessi dalle istituzioni.

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