Bosch crede che l'auto connessa salverà migliaia di vite

Tecnologia utile: Bosch crede che nel 2025 le auto connesse salveranno, oltre a migliaia di vite, tempo, energia e ambiente

 
Bosch crede che l'auto connessa salverà migliaia di vite Tecnologia utile: Bosch crede che nel 2025 le auto connesse salveranno

Tecnologia utile: Bosch crede che nel 2025 le auto connesse salveranno, oltre a migliaia di vite, tempo, energia e ambiente

10 Aprile 2017 - 06:04

Pensiamo che la domanda”che senso ha collegare le automobili ad Internet?” se la sia posta più di una persona. La risposta può avere almeno 2 livelli: uno commerciale e un altro, diciamo così, “socio-ecologico”. Se non c'è dubbio che i veicoli collegati alla Rete siano un buon affare per le aziende Hi-tech (leggi che l'auto connessa e smart vale 14 miliardi di dollari l'anno) è altrettanto vero che accedere con continuità alle informazioni di Internet permette ai passeggeri di usare proficuamente il tempo del viaggio e alle auto di essere più sicure. Sul “quanto” la connessione sia utile Bosch ha idee molto chiare, che si riassumono nella parola” molto!

SUPEREROE TECNOLOGICO Il comunicato dell'azienda inizia con una specie di provocazione: “Salvare vite umane e prevenire incidenti: no, non si tratta di una sorta di supereroe in costume, ma dell'auto connessa in rete nell'anno 2025”. Se l'inizio è immaginifico, il resto è ben più razionale e documentato, dato che Bosch si è appoggiata all'Istituto di ricerca tedesco Prognos, che ha una solida tradizione nei temi delle infrastrutture e dei trasporti. Le 2 Aziende hanno voluto ipotizzare quali saranno le capacità dei veicoli connessi alla Rete grazie a tecnologie che nel 2025 saranno abbastanza diffuse, cioè la guida a elevato grado di autonomia, i sistemi ADAS di assistenza alla guida e l'integrazione con lo smartphone.

IO VIVO E PARCHEGGIO SU VENERE Partiamo dai benefici per le vite umane: nel 2025 i sistemi di assistenza connessi alla Rete in rete potranno salvare la vita di 11.000 persone, 300 delle quali in Germania, 4000 negli USA e 7000 nelle città cinesi (sono le aree coinvolte nello studio). Un bel risultato, i cui effetti si moltiplicano nell'evitamento degli incidenti con lesioni all'anno: la diminuzione prevista è di ben 260 mila sinistri, dei quali 30 mila in Germania, 210 mila negli USA e 20 mila in Cina (leggi che i danni alla persona sono i due trzri dei risarcimenti RCA).

Un altro miglioramento macroscopico è nel “taglio”: del tempo impiegato e dei km percorsi per parcheggiare. La cifra è esorbitante: si parla di un risparmio annuale che potrebbe arrivare a 480 milioni di chilometri, un viaggio su Venere e ritorno (leggi del parcheggio wireless con posti auto intelligenti). Anche il tempo risparmiato è ingentissimo: basta pensare che per cercare un parcheggio i guidatori tedeschi percorrono circa un chilometro in media! Questi miglioramenti deriveranno dal fatto che le automobili connesse segnaleranno i posti disponibili sul cloud per condividere l'informazione con i guidatori interessati, indicando loro anche come arrivarci.

COSTI RIDOTTI E AMBIENTE CHE RINGRAZIA Cifre impressionanti anche per i risparmi, in costi materiali e danni da collisione, consentiti dalla connessione a Internet: si parla infatti di 4,43 miliardi di euro. Gli USA risparmieranno 3,6 miliardi, la Cina 380 milioni (ricordiamo che si tratta soltanto delle aree metropolitane) mentre alla Germania spetteranno 450 milioni di euro, dei quali 100 milioni saranno dovuti alla sola integrazione con gli smartphone. Questo consentirà poi rilevanti economie alle compagnie di assicurazione e, di conseguenza, ai proprietari di veicoli (leggi delle assicurazioni che spingono la guida autonoma anti-truffa).

Nel 2025 la mobilità connessa alla rete consentirà di ridurre le emissioni di CO2 di 400 mila tonnellate l'anno, semplicemente ottimizzando i consumi di carburante, un risparmio dovuto anche alle già citate tecnologie di semplificazione del parcheggio e alla riduzione dei veicoli circolanti. Bosch e Prognos hanno valutato12 tecnologie per il trasporto privato e la loro diffusione, proiettandone gli effetti al 2025 nelle aree già citate; il modello usa statistiche internazionali sull'evoluzione delle flotte di veicoli, dati degli incidenti stradali, il tutto integrato da stime degli esperti delle 2 aziende.

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