Parcheggio Wireless: i posti auto diventano "intelligenti?

Lo Smart Parking è l'ultima frontiera della sosta cittadina per contenere il traffico e aiutare gli automobilisti nella ricerca di un posto auto

22 maggio 2015 - 13:21

Non solo tecnologia applicata “fisicamente” al prodotto automobile, in questo articolo parliamo di innovazione tecnologica in grado di aiutare il guidatore nel traffico, per evitarlo, o semplicemente, arrivato a destinazione, indirizzarlo al posto libero per la sosta della vettura. Scopriamo come!

NON MANCA NULLA – Abbiamo tutto, potremmo utilizzare di tutto per aiutare l'automobilista a combattere lo stress da traffico e soprattutto da ricerca di posteggio. La mobilità del prossimo futuro sta avanzando decisa! Ci sono isensori per le strisce blu, piccole “sentinelle” wireless che attraverso l'Internet of Things, o anche gli infrarossi, comunicano agli automobilisti lo stato dei parcheggi su strada. Con questa trovata lo Smart Parking (inutile fare la traduzione di due parole così semplici che rappresentano un concetto così entusiasmante) è una realtà che nelle ingarbugliate metropoli risolleverebbe le impazienze degli automobilisti.I dispositivi di questo tipo sono destinati a moltiplicarsi, le prospettive (secondo un rapporto appena pubblicato da NavigantResearch) parlano del milione entro una decina d'anni.

A QUANDO IL DECOLLO? – Viene da pensare: “facciamolo!! Se abbiamo tutti gli ingredienti, nel 2015 non dovrebbe poi essere così difficile!” L'automobile che si connette all'ambiente e posteggia da sola aiuterebbe parecchio il nostro stress! Invece, sembra che la strada verso lo Smart Parking”sia tutta in salita (sempre per colpa dei costi!?!) Quel che fa pensare a una diffusione meno veloce del previsto, sono le previsioni di business, che inizialmente ipotizzavano un fatturato complessivo di 356 milioni di dollari all'anno entro il 2020, ora di 324 milioni di dollarientro il 2024. La città di San Francisco è stata la prima, nel 2011, a realizzare business con lo Smart Parking; ecco qualche dato. Lo start up ha richiesto un investimento di 20 milioni di dollari per coprire un quarto dei parcheggi su strada, con risultati importanti: il traffico parassitario è sceso del 50%, mentre il tasso di occupazione delle strisce blu varia tra il 60 e l'80%. Le casse degli amministratori però si sono svuotate di parecchio, così la politica ha ritenuto opportuno che, soprattutto in prospettiva di un contenimento del traffico, sarebbe stato meglio propagandare un uso minore dell'automobile (con ogni tipo di arma!?!).

QUALI SOLUZIONI? – Certo è che se il problema principale restano i costi non ci si può inventare nulla di diverso, forse l'alternativa sarebbe quella di impiantare il sistema pian piano, magari a zone, preventivando un ingrandimento a macchia d'olio e quindi un investimento costante ma non da ridursi al verde. Molte città pare abbiano ragionato nella stessa maniera: a Londra, il quartiere di Westminster, ha avviato la prima sperimentazione europea con 3.000 sensori a infrarossi messi a sorvegliare altrettanti parcheggi e agli automobilisti basta utilizzare un'app per sfruttare il sistema. Anche Milano ha in mente qualcosa di simile: Amat, l'agenzia del Comune che si occupa di mobilità, ha già iniziato a testare i primi sensori, ma a quanto pare il piano richiede 2 milioni e mezzo di euro che dovrebbero essere erogati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sembra proprio la storiella del cane che si morde la coda!?!

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