BMW resiste alle minacce USA: rischia la supertassa sulle auto "estere?

BMW, sprezzante della supertassa sull'importazione negli USA, prosegue la propria strategia industriale in Messico. Sara scontro duro con Trump?

17 gennaio 2017 - 9:00

Dopo aver piegato Ford e Toyota a investire negli Stati Uniti, l'amministrazione Trump si rivolge senza mezzi termini alla Casa tedesca BMW. La richiesta è inequivocabile: produrre negli USA e fermare le attività in Messico. Qualora il costruttore europeo non dovesse aderire alla nuova politica della Casa Bianca è stata paventata l'ipotesi di una supertassa del 35% sulle automobili prodotte negli stabilimenti messicani. BMW non ci sta ed è decisa a proseguire la propria strada, disposta ad iniziare un braccio di ferro con il nuovo Presidente Americano. Chi la spunterà?

UN'OFFERTA CHE NON SI PUÒ' RIFIUTARE Il neoeletto Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha basato gran parte della propria campagna elettorale sul protezionismo dell'industria a Stelle e Strisce, portando più volte ad esempio la situazione del comparto automobilistico. L'intento del nuovo inquilino della Casa Bianca è quello di riportare entro i confini USA gli investimenti che le Case automobilistiche, sia nazionali che straniere, hanno largamente effettuato in Messico; per raggiungere l'obiettivo Trump non ha scelto una linea morbida, puntando piuttosto al convincente spauracchio di un pesante dazio sulle importazioni. La tassa ventilata è del 35%, una percentuale talmente alta da mandare fuori mercato i prezzi delle vetture e polverizzare i margini di guadagno dei costruttori (Scopri quanto investira FCA negli USA).

TRUMP VUOLE LA BMW SERIE 3 NEGLI USA Ford e Toyota sono le prime Case costruttrici a chinare il capo alla politica protezionistica di Trump, le aziende hanno deciso di dirottare i futuri investimenti, potenziamento degli impianti esistenti e creazione di nuove fabbriche (Leggi qui quali erano i piani Ford in Messico), sul territorio statunitense. Raccolti questi primi frutti della linea dura sull'importazione, la nuova amministrazione USA ha deciso di mettere nel mirino i brand tedeschi e in special modo BMW, “invitando” la Casa bavarese, non solo a spostare negli Stati Uniti l'attuale produzione messicana, ma di annullare i futuri piani di espansione in Messico. La Casa dell'Elica ha manifestato la volontà di voler aprire un nuovo stabilimento in quel di San Luis Potosi nel 2019, investendo circa 1 miliardo di dollari, e di volerlo destinare alla produzione della nuova BMW Serie 3.

A MONACO DI BAVIERA DISPOSTI AL BRACCIO DI FERRO A quella che senza mezzi termini sembra una minaccia, BMW ha risposto con teutonica inflessibilità; da Monaco di Baviera non sembrano affatto intimoriti dai moniti dell'amministrazione Trump e intendono procedere secondo i piani per quanto riguarda la questione messicana (Leggi come anche Daimler non ha paura di Trump). Lo stabilimento di San Luis Potosi affiancherà gli impianti tedeschi e cinesi per la produzione della nuova berlina e, secondo quanto pubblicato da Autonews, dal Messico non sarà rifornito esclusivamente il mercato nordamericano, ma tutte le piazze internazionali dove ci sarà richiesta della nuova vettura. Sarà certamente interessante vedere se le intenzioni persecutorie di Trump si concretizzeranno o se la nuova amministrazione sarà messa in difficoltà dalla caparbia risolutezza tedesca.

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