BMW: le poltrone ai vertici sono roventi

Harald Krüger è diventato AD, Reithofer Presidente. Più di qualcuno però ha storto la bocca. Cerchiamo di capire il perché!

 
BMW: le poltrone ai vertici sono roventi Harald Krüger è diventato AD

Harald Krüger è diventato AD, Reithofer Presidente. Più di qualcuno però ha storto la bocca. Cerchiamo di capire il perché!

di 
19 Maggio 2015 - 03:05

Tutto è accaduto all'Annual General Meeting BMW, dove la notizia era nell'aria: Harald Krüger è stato nominato nuovo Amministratore Delegato del Gruppo di Monaco. Il dirigente, già responsabile globale della produzione, è nel cda dal 2008 e succede nel ruolo di vertice a Norbert Reithofer.  A dire il vero, già dallo scorso anno, precisamente nel mese di dicembre, qualche fondata voce svolazzava nei nostri ambienti.

I RETROSCENA – Come rivelato poche righe sopra, si sapeva che la nomina di Krüger sarebbe stata pronunciata nei giorni appena passati e in occasione del meeting annuale del Gruppo. L'operazione, secondo quanto riportato da note ufficiali BMW (che ha da poco presentato il restyling della Serie 1 e della Serie 6), ha da subito avuto una motivazione di avvicendamento “generazionale”, che proprio per questo porta alla ribalta un 49enne, peraltro prima della naturale decorrenza del contratto di Reithofer, il cui incarico come AD sarebbe dovuto durare fino al 2016. Da qui si aprono scenari incalzanti e curiosi.

LA PRESIDENZA E' QUELLA GIUSTA? – La domanda sorge spontanea, non tanto perché vogliamo mettere “zizzagna giornalistica” in merito, quanto perché alcune voci sono sembrate poco soddisfatte. Reithofer, al timone del board dal 2006, è stato promosso con effetto immediato alla presidenza della compagnia. Una decisione che non ha mancato di suscitare qualche malumore tra i grandi investitori, culminato – come riportato dalla Faz – con la mozione contraria presentata all'assemblea dai consulenti di Institutional Shareholder Services. Secondo il codice tedesco per la governance aziendale, devono passare almeno due anni prima che un AD possa assumere la carica di presidente della compagnia che ha diretto. Una regola che può essere aggirata nel caso in cui questi disponga dell'appoggio del 25% degli azionisti: la famiglia Quandt, che possiede il 46,7% delle quote, ha spianato facilmente la strada a Reithofer (che intanto teme i numeri al ribasso del mercato cinese).

AD OGNI MODO, SI VA AVANTI – A quanto pare tutto sembra deciso e stabilito per iniziare un nuovo corso che però dovrà seguire la strada di successo intrapresa dalla “vecchia scuola”. La coppia Kruger-Reithofer lascia pensare a qualcosa di già consolidato nei piani alti, un qualcosa di già collaudato per contrastare una concorrenza (con la quale stringe anche alleanze per interessi comuni) che viaggia su numeri pazzeschi. Gli obiettivi principali sembrano essere i seguenti: soddisfare la strategia “Number One” entro il 2020, il consolidamento del sub brand “i” e della filosofia EfficientDynamics e naturalmente il mantenimento della leadership mondiale nel segmento premium. L'assemblea ha visto uno dei rari discorsi pubblici di Stefan Quandt, che con la madre e la sorella Susanne controlla l'azienda di Monaco. “Sta iniziando una nuova era” ha detto Quandt, anche se in realtà il cambiamento è tutt'altro che traumatico: Krüger ha lavorato per anni sotto la guida del predecessore e quest'ultimo rimarrà a sorvegliarlo nel suo nuovo ruolo. Lo stesso Reithofer ha ricordato fra gli obiettivi di Bmw quello di “restare al vertice del settore premium” di fronte agli attacchi delle rivali tedesche Audi e Mercedes.

Commenta con la tua opinione

X