BMW Serie 1 e Serie 6 restyling: prova su strada in anteprima

Il modello di accesso e quello al vertice della gamma BMW si aggiornano con il tradizionale restyling di metà ciclo vita

14 maggio 2015 - 17:58

Tra tutte le auto che compongono la gamma BMW, la Serie 1 e la Serie 6 non potrebbero essere più diverse. La prima rappresenta il punto di accesso, tanto che nelle versioni base si può acquistare con meno di 25.000 euro, mentre la seconda è praticamente il punto di arrivo e può sfondare il tetto dei 100.000 euro in meno che non si dica. Certo, la vera ammiraglia è la Serie 7, ma si tratta praticamente di una limousine, anche abbastanza noiosa. La Serie 6, invece, è molto più accordata con il vero carattere di BMW, quello fatto di sportività e piacere di guida. Inoltre, è disponibile in ben tre varianti di carrozzeria: GranCoupé, Cabrio e Cabriolet. Le ultime due non hanno bisogno di spiegazioni, mentre la prima è sostanzialmente una grande berlina a quattro posti dalla linea molto filante. In ogni caso, per tutte e due (già disponibili nei concessionari) è arrivato il momento del tradizionale restyling di metà ciclo vita: più corposo nel caso della Serie 1, più sfumato per quanto riguarda la Serie 6.

LA SERIE 1 RESTYLING – Iniziamo dalla Serie 1, che nel 2004 è stata la prima BMW compatta della storia, portando la Casa di Monaco di Baviera in un segmento di mercato mai frequentato prima. Da allora ne sono state vendute globalmente oltre 2 milioni, di cui 112.500 solo nel mercato italiano. Ma, nonostante il successo, in un segmento combattuto come quello delle 'hatchback' non si può mai restare indietro, soprattutto quando le concorrenti – Audi A3 e Mercedes Classe A su tutte – corrono veloci. Così la Serie 1 risponde con modifiche estetiche evidenti ma non troppo, con un design rinfrescato soprattutto nei gruppi ottici, sia anteriori che posteriori, con l'impiego dei LED. L'equipaggiamento di serie, poi, è stato ampliato su tutte le versioni e comprende climatizzatore automatico, sensore pioggia, radio BMW Professional e sistema di comando iDrive con monitor da 6,5 pollici.

COME VA SU STRADA – La novità più interessante, però, si trova sotto il cofano ed è il motore diesel 3 cilindri da 1,5 litri, in comune con le Mini, che eroga 116 CV e 270 Nm di coppia, garantendo un consumo medio omologato di 3,4 L/100 km a fronte di 89 g/km di CO2. Fa parte della famiglia modulare di motori BMW che parte proprio dal 3 cilindri da 1,5 litri, aggiungendo un cilindro per arrivare al 2 litri e altri due per finire con il 3 litri. I basamenti sono in comune sia per i benzina che per i diesel, che condividono circa il 40% dei componenti, percentuale che sale al 60% all'interno della stessa alimentazione. Tornando al propulsore più piccolo, su strada le sue prestazioni sono più che adeguate alla massa dell'auto, ma bisogna imparare a sfruttare i rapporti del cambio che sono davvero lunghissimi. Non è un diesel che sopporta la sesta marcia già da bassa velocità, il rapporto più lungo equivale a 1.900 giri a 130 km/h. I consumi scendono ma anche la brillantezza. Così sulle statali bisogna utilizzare la quinta, anche la quarta per avere una risposta immediata. Una volta che ci si è abituati a questo carattere, si rivela un motore piacevole, senza vibrazioni o sonorità fastidiose ed è davvero difficile capire che c'è un cilindro in meno.

LA SERIE 6 RESTYLING – Nella Serie 6 BMW ha infuso il meglio della propria tecnica, sebbene sia un'auto che nel mercato italiano rappresenta una sorta di mosca bianca. Infatti sono 1.200 le Serie 6 vendute dal 2011, anno in cui è nata la generazione attuale. Di queste, il 41% sono GranCoupé con il resto equamente diviso tra Coupé e Cabrio. I motori sono rimasti invariati, con i due 6 cilindri 3.0, sia benzina che diesel e il V8 4.0 da 450 CV, senza contare la M6 da 560 CV. La tecnologia a bordo, invece, è progredita ulteriormente, a partire dal sistema di infotainment che integra di serie i servizi Connected Drive e supporta anche l'head-up display.

COME VA SU STRADA – Il piacere di guida è di marca tipicamente bavarese: lo sterzo e le sospensioni attive, unitamente alla possibilità di regolare i 'drive mode' con un solo click permettono di adattare il comportamento dell'auto a ogni situazione, passando dall'incedere rilassato e confortevole tipico dell'ammiraglia, a quello dinamico e aggressivo caratteristico della sportiva. Abbiamo provato 640d, dove la coppia poderosa del bi-turbo diesel sovrasta su tutto il resto. La grande BMW accumula velocità in men che non si dica. Questo perché il “tremila” a gasolio, contrariamente a quella che dovrebbe essere la sua natura, ama girare in alto e anche quando si superano i 4.000 giri ha ancora molto da dire, praticamente fino ai 5.000 giri. Le prestazioni del motore, poi, sono perfettamente accordate al resto dell'auto, che si dimostra davvero sportiva, a partire dalla posizione di guida per arrivare al feeling dello sterzo.

SICUREZZA E CONNECTED DRIVE – Trattandosi di restyling non è cambiato molto, soprattutto a livello strutturale. Quanto ai sistemi di assistenza alla guida attivi, la Serie 1 (qui il crash test) può contare su una telecamera anteriore, mentre la Serie 6 aggiunge anche un radar. Per cui, la frenata automatica di emergenza, anche a velocità superiori a quelle cittadine è appannaggio solo di quest'ultima. Infine i servizi Connected Drive: ogni BMW è equipaggiata di serie della chiamata automatica di emergenza, ma da lì a salire ogni pacchetto aggiuntivo si compra a parte e si paga di anno in anno.

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