Autopromotec 2015: la ripresa c'è, ma l'automobile può ripartire?

L'auto è pronta per la ripresa economica? Ecco cosa ne pensano i protagonisti della filiera intervenuti al convegno inaugurale dell'Autopromotec 2015

25 maggio 2015 - 10:00

Autopromotec 2015 ha aperto le porte dal 20 al 24 maggio nel quartiere fieristico di Bologna,  coinvolgendo – come ogni due anni – le eccellenze nazionali ed estere (vedi gallery) che producono attrezzature e servizi per l'aftermarket automobilistico. L'edizione 2015 della fiera biennale è stata accompagnata da forti segnali di crescita, non solo del mercato auto ma anche degli espositori provenienti da tutto il mondo (1587 totali, +12,5% del 2013). L'occasione è ideale per capire: quanta ripresa c'è? SicurAUTO.it è stato presente per raccontarvi la reazione dei principali operatori della filiera automotive intervenuti al convegno inaugurale dell'Autopromotec 2015 titolato “La ripresa economica c'è già. L'auto può ripartire”. Si, ma solo ad alcune condizioni. Ecco cosa ne pensano i protagonisti del settore.

IL FUTURO DELL'AUTO TRA DOMANDE E CERTEZZE – I dati del mercato Italia e del mercato Europa sono molto incoraggianti, ma l'apertura dei lavori presso l'area Autopromotec EDU è l'occasione per discutere in particolare della ripartenza del settore e dell'opportunità per le aziende di cavalcare questo impulso positivo. Cosa non deve mancare affinché i Big Players possano beneficiare di questo slancio? Presenti in qualità di oratori, il prof. Giacomo Vaciago (docente di economia monetaria dell'Università Cattolica di Milano), Giuseppe Barile (Vice Presidente del Gruppo Componenti ANFIA), Eugenio Razzelli (CEO Magneti Marelli) e Dino Maggioni (Senior Vice President Industrial Business Unit Pirelli Tyre). Il dibattito abilmente moderato da Sebastiano Barisoni Direttore di Radio24 si è aperto chiedendo ironicamente se il titolo non fosse troppo ottimistico. I dati positivi del mercato auto parlano chiaro, anche se  “per scaramanzia un punto di domanda l'avrei messo”, ha esclamato Barisoni. Il motivo dell'oggettiva provocazione è spiegato dal fatto che quando si parla di Automotive ciò che torna alla mente è l'automobile, mentre in realtà l'auto è solo una piccola percentuale del sistema Automotive che offre occupazione a un milione e 200 mila persone (dati ANFIA). Ma pur essendo una componente minore, se il mercato auto non va ne risente tutta la filiera. Come si può sfruttare al meglio questo stimolo positivo di ripresa? E' l'oggetto degli interventi successivi.

L'INNOVAZIONE E' IL MOTORE DELLA RIPRESA – Il Prof. Vaciago esclama “Il punto di domanda  al titolo (che avrebbe messo Barisoni, ndr) lo toglierei  quando  la produzione servirà il consumo interno”, paradossalmente per le aziende italiane che operano nel settore Aftermarket dei veicoli è più vicino e conveniente “esportare” in Germania che in Sicilia. Difatti, l'eccellenza italiana della filiera esporta all'estero tra l'80 e il 90% della produzione. Ma è sufficiente produrre per riprendersi dalla crisi? Ci si chiede Perché, anche nonostante i presupposti positivi del mercato auto, la ripresa non è così evidente e proporzionale alla caduta? “La ripresa c'è ma va meritata – afferma Vaciago – il Paese va ricostruito nelle fabbriche (anche quelle umane, vedi lo stabilimento Fiat rinnovato di Pomigliano, ndr) che risultano tali solo al catasto”. Dunque, lo scenario positivo attuale favorirà chi si pone nel modo migliore verso l'innovazione, ma prima “c'è da riparare il motore dell'economia: servono molti investimenti” ha chiarito il Prof. Vaciago. Non a caso proliferano già le alleanze nei confronti di Google, Apple e Facebook e lo stesso Amministratore Delegato di FCA, Marchionne, abbia fatto visita proprio a Apple e Tesla Motors. I presupposti per cavalcare la ripresa – quindi – ci sarebbero, ma – augurandosi che tutto vada secondo i piani – “esistono dei rischi che potrebbero destabilizzare nuovamente il mercato?”, chiede il Direttore di Radio24 Barisoni agli oratori intervenuti.

QUALI SONO I RISCHI? – Il rischio principale che annullerebbe lo spunto della ripresa sarebbe di natura geopolitica, secondo il prof. Giacomo Vaciago, opinione condivisa da Giacomo Barile, Vicepresidente Gruppo Componenti dell'Associazione Nazionale fra le Industrie Automobilistiche. Mentre Eugenio Razzelli, CEO Magneti Marelli, mette in guardia dai rischi degli investimenti di cui parlavamo prima: “L'evoluzione dell'auto comporta evoluzione di investimenti”. Il riferimento coglie in pieno la direzione intrapresa dall'Europa per il 2020 di spingere l'auto elettrica, la sicurezza e l'innovazione. “Bisogna però stare attenti a quanto costeranno di più le automobili, altrimenti le persone non potranno permettersele.” – continua Razzelli – Bisogna tenere presente anche che “l'auto 20 anni fa era tra i primi due posti” nella classifica dei beni acquistati “mentre oggi è tra i primi dieci”. “Il mondo dell'auto lavora con 4-5 anni di precessione; è bene che l'Europa valuti attentamente le misure da introdurre nel 2020, altrimenti si perderanno inutilmente risorse”, ha concluso Razzelli a margine del convegno.

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