Valore usato auto elettrica: lobby green attaccano società di noleggio
Secondo T&E, le auto elettriche usate mantengono il valore meglio di quanto dichiarato dal settore del noleggio, poiché i calcoli trascurano incentivi e inflazione
Secondo T&E, le auto elettriche usate mantengono il valore meglio di quanto dichiarato dal settore del noleggio, poiché i calcoli trascurano incentivi e inflazione
La lobby green Transport & Environment attacca le società di noleggio lungo termine e leasing: ree, a dire del gruppo ambientalista, di dare valutazioni troppo basse delle auto elettriche usate. Gli operatori del settore starebbero erroneamente sottostimando il valore residuo delle BEV di seconda mano: questa prassi porta a gonfiare artificialmente i canoni mensili per i clienti finali, rallentando la transizione verso la mobilità a zero emissioni. Stando alle rilevazioni nei quattro principali mercati europei – Germania, Francia, Italia e Spagna -, le vetture a batteria registrerebbero una svalutazione del 12,9% superiore rispetto ai modelli con motore a combustione interna. Un divario significativo che incide pesantemente sulle rate di finanziamento e leasing. Tuttavia, l’analisi condotta da T&E evidenzia come questi calcoli ignorino le variabili fondamentali per una corretta valutazione economica.
VALORE USATO AUTO ELETTRICA: I FATTORI CHIAVE PER T&E
- Le stime tradizionali non tengono conto dell’impatto dei sussidi statali, che riducono il prezzo effettivo d’acquisto delle BEV, né delle tasse di immatricolazione, che al contrario aumentano il costo di listino delle auto termiche.
- A questi fattori si aggiungono l’inflazione reale e la differente composizione delle flotte in termini di età e chilometraggio. Ricalcolando la svalutazione alla luce di questi parametri, il gap tra elettrico e termico si ridurrebbe dell’80%, passando dal 12,9% a un modesto 2,6%.
- Pesa il progressivo calo dei prezzi di listino dei nuovi modelli elettrici, che a breve convergeranno con quelli delle auto tradizionali, dice T&E. Inoltre, la recente volatilità dei prezzi dei carburanti sta già spingendo la domanda di BEV di seconda mano: in Germania, le vendite di usato a batteria sono cresciute del 64% nei primi sette mesi dell’anno.
LA QUESTIONE DEI TRAGUARDI DELLE BEV
Stef Cornelis, direttore dei programmi Flotte elettriche e Trasporto merci di T&E, ha dichiarato: “Il settore sta fornendo un quadro eccessivamente semplicistico della svalutazione delle auto elettriche per giustificare l’opposizione agli obiettivi UE di elettrificazione delle flotte. In realtà, obiettivi vincolanti creano prevedibilità sul mercato, consentendo alle società di noleggio di gestire la svalutazione con maggiore certezza“.
Inoltre, “i target incentiveranno gli Stati membri con sistemi fiscali automobilistici obsoleti ad adottare riforme progressive, riducendo nel tempo il reale divario di svalutazione tra le varie motorizzazioni“.

LA SOLUZIONE? CONTRATTI DI MAGGIORE DURATA
Per superare lo scetticismo del mercato e favorire la tenuta del valore residuo, T&E invita le società di noleggio a proporre contratti di durata più estesa e sollecita le Case automobilistiche a standardizzare i certificati sullo stato di salute della batteria (SoH) e i programmi di usato garantito.
Infine, l’associazione rivolge un appello al legislatore europeo affinché approvi il Corporate Clean Vehicles Regulation (CCVR), la normativa destinata a fissare vincoli di elettrificazione per le flotte aziendali, garantendo la stabilità e la prevedibilità necessarie a sostenere l’intero mercato dell’usato elettrico.
Piuttosto che sovvenzionare i combustibili fossili, la chiosa di T&E, meglio attivare le leve politiche esistenti per sostenere i privati e le aziende nel passaggio all’elettrico.