Roma e Milano: black out da caldo, odissea ricarica auto elettrica
L'ondata di calore mette in ginocchio la rete elettrica delle due principali città italiane: tra black out improvvisi e colonnine in blocco, per i conducenti di auto elettriche la ricarica diventa un percorso a ostacoli
L'ondata di calore mette in ginocchio la rete elettrica delle due principali città italiane: tra black out improvvisi e colonnine in blocco, per i conducenti di auto elettriche la ricarica diventa un percorso a ostacoli
Mentre il caldo africano stringe l’Italia nella morsa, con Roma e Milano che toccano il picco dei consumi energetici, trainato dall’uso massiccio e simultaneo dei condizionatori d’aria, chi ha un’auto elettrica fa i conti coi black out durante le ricariche. Il tutto in un contesto di massima imprevedibilità, perché i sovraccarichi della rete di distribuzione e una serie di interruzioni di corrente a macchia di leopardo lasciano interi quartieri senza luce d’improvviso e per un periodo non definito. Spesso cedere sono i cavi della rete di distribuzione locale interrati.
ROMA E MILANO: IL “TERNO AL LOTTO” DELLA RICARICA AUTO ELETTRICA
È un’odissea logistica per molti proprietari di auto elettriche. Il problema principale riscontrato dagli automobilisti in queste ore è il comportamento delle colonnine pubbliche in strada e delle wallbox (stazioni private a casa) al momento del ripristino dell’energia.
Infatti, numerose infrastrutture, per ragioni di sicurezza o per limiti software, non riprendono l’erogazione in autonomia dopo un’interruzione improvvisa della tensione. Il sistema rimane spesso in uno stato di errore o di stand-by, richiedendo l’intervento fisico dell’utente per scollegare e ricollegare il cavo, oppure l’autenticazione ex novo tramite app o tessera RFID.
OCCHIO AL CAVO “PARALIZZATO”
Le colonnine pubbliche con connettore Type 2 utilizzano spesso un attuatore elettromeccanico per bloccare il cavo durante la ricarica ed evitare furti. In caso di perdita totale di alimentazione, il comportamento dipende dal progetto: alcuni sistemi sono fail-safe e rilasciano il blocco, altri sono fail-secure e possono mantenere il perno inserito, impedendo la rimozione del cavo.
Per questo, in determinate situazioni, il cavo potrebbe restare bloccato fino al ripristino dell’energia o all’intervento manuale. Tuttavia, la maggior parte dei veicoli elettrici prevede uno sblocco di emergenza lato auto, e molte colonnine includono procedure di rilascio manuale o automatico per evitare che la spina rimanga intrappolata.

NON RESTANO CHE MEZZI PUBBLICI, UBER E TAXI
Senza dimenticare che, se l’interruzione di corrente si protrae per lungo tempo, la ricarica semplicemente non avviene. In uno scenario urbano dove la dipendenza dalla mobilità elettrica è in costante crescita, poche ore di blackout notturno sono sufficienti a compromettere la mobilità del giorno successivo. Risultato: si usano i mezzi pubblici (se funzionanti e se non ci sono scioperi, molto frequenti a Milano) oppure Uber o taxi.
Quel famigerato risparmio dato dalle BEV sulle diesel si assottiglia. Dopodiché, esiste un discorso di carattere psicologico: lo stress che si subisce per riavviare la ricarica, monitorare la batteria, stare in guardia durante le 24 ore bollenti di questi giorni.
Si pensi pure ai pendolari impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro, flotte aziendali di mezzi elettrici bloccate, turisti con i piani di viaggio verso le località balneari stravolti: la mancanza di energia si traduce immediatamente in una perdita di produttività e in una forte frustrazione.
QUALI SOLUZIONI
La bacchetta magica non c’è. Di certo, l’automobilista che ha un’elettrica risulta del tutto innocente e soprattutto impotente innanzi a sistema debole con black out, colonnine vandalizzate, furti di rame, stazioni scollegate per la burocrazia. In questa nazione, la transizione verso la mobilità green non è per tutti. Ecco alcune strategie salvavita per i prossimi giorni.
- Sfruttare le Ultra-Fast autostradali: le stazioni di ricarica ad altissima potenza situate lungo i grandi assi viari sono spesso collegate a linee elettriche ad alta tensione diverse da quelle della rete di distribuzione urbana residenziale, risultando meno soggette ai blackout di quartiere.
- Attivare le notifiche push delle app di ricarica: piattaforme di aggregazione e monitoraggio permettono di ricevere avvisi in tempo reale se la sessione di ricarica si interrompe bruscamente.
- Mantenere un margine di sicurezza: evitare di scendere sotto il 20% di carica residua prima di cercare una presa. In questo modo si conserverà l’autonomia necessaria per spostarsi verso una zona della città non colpita dal blackout.
- Consultare le mappe di disponibilità in tempo reale: prima di muoversi, verificare lo stato delle colonnine su app aggiornate dalla community.