CO2 auto elettriche e diesel: Tesla Model 3 “emette” più di Mercedes C220d

Uno studio di CESifo Group dimostra che a livello globale una Tesla Model 3 emette più CO2 di una Mercedes C220d

6 maggio 2019 - 11:37

Le auto elettriche stanno prendendo piede in tutto il mondo. Merito anche della maggiore sensibilità riguardo ai temi ambientali delle persone. Queste, infatti, tendono a scegliere sempre più vetture a emissioni zero. Un recente studio tedesco però dimostra come, a livello globale, una Tesla possa emettere più CO2 di una Mercedes.

LO STUDIO TEDESCO

Lo studio in questione è stato condotto dal CESifo Group di Monaco di Baviera. Questo, prende in esame due soli modelli, uno per marchio. La Tesla Model 3 e la Mercedes 220d. La ricerca ha come obiettivo quello di stabilire se una vettura elettrica produca meno CO2 di un veicolo con un’alimentazione tradizionale. Questo nell’arco dell’intero ciclo di vita, quindi dalla produzione delle componenti fino alla rottamazione. I risultati mostrano come complessivamente il passaggio a vetture elettriche non implichi necessariamente una riduzione delle emissioni di CO2. Perché molta di questa verrebbe emessa durante le fasi di produzione e distribuzione dell’energia.

LA TESLA EMETTE PIÙ CO2

Il CESifo Group ha dimostrato che la Tesla Model 3 emette più CO2 della Mercedes C220d. Per farlo ha analizzato nel dettaglio tutte le fasi che costituiscono la vita dei due modelli in esame. La prima infatti ne produrrebbe tra i 155 e i 188 g/km mentre la seconda non arriverebbe a 141 g/km. Questo risultato è stato ottenuto spalmando le emissioni complessive, sui km che mediamente le due auto percorrono prima della rottamazione. Quindi, una Mercedes emette più diossido di carbonio nel suo funzionamento. Tuttavia, Tesla è fonte di una quantità maggiore nella produzione sia delle batterie, sia della stessa energia necessaria per la ricarica.

I RISULTATI VARIANO A SECONDA DEI PAESI

Lo studio sottolinea però come i risultati varierebbero di paese in paese. I dati sulle emissioni sarebbero quindi veritieri solo nel contesto tedesco. Infatti, per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, ogni stato produce CO2 in quantità diverse a seconda della fonte che alimenta le centrali. In Germania per esempio, le centrali elettriche alimentate a carbone rappresentano il 45,6% della produzione totale di energia elettrica. Mentre poca se ne crea partendo da fonti rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico. I dati sulle emissioni globali delle due vetture varierebbero molto in altri stati che dipendessero meno dagli idrocarburi come fonte per le proprie centrali. Ad esempio in Italia il carbone incide solo per il 13,75% sul totale. Per ridurre veramente le emissioni quindi, si rende necessaria non solo una transizione all’elettrico sul piano dei veicoli. Ma anche una conversione a fonti di energia meno inquinanti nella produzione dell’elettricità usata dagli stessi.

ATTENDIBILITÀ IN DUBBIO

Sono state sollevate diverse critiche nei confronti di questo studio. Secondo alcuni, infatti, sarebbe stato condotto tenendo in considerazione dati non aggiornati sull’emissione di CO2 nella produzione delle batterie. Nello studio si parla di 200 kg di CO2 al kWh. Ma per alcuni il dato attuale si attesta tra i 55 e i 70 kg di CO2 al kWh. Altri ancora, invece, hanno segnalato come lo studio non consideri veramente tutti i dati legati al ciclo di vita delle due auto. Nel caso della Mercedes, infatti, non si sarebbe considerato il costo di estrazione e raffinazione del petrolio. La realtà è che ogni studio, in base ai dati che si considerano, porta a un risultato diverso. Basti pensare che in una recente ricerca della stessa Volkswagen, la Golf TDI era risultata più inquinante della e-Golf.

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