Auto blu usata a fini privati? Carcere. Primo sì alla legge M5S

Disegno legge M5S alla Camera: c'è il primo via libera a Montecitorio

16 marzo 2016 - 9:00

Vittoria del MoVimento 5 Stelle: se l'auto blu verrà usata a fini privati, scatterà il carcere. Lo prevede il Disegno legge presentato dai grillini, che ha avuto il primo ok alla Camera: ora la palla passa al Senato. SicurAUTO.it ha seguito la storia sin dall'inizio: vedi qui. Giustamente, il M5S esulta, consapevole però che la strada è lunga, e che il Ddl potrà incontrare ostacoli nella politica antiquata del nostro Paese: “Hanno provato ad affossarla per ben due volte, ma alla fine la nostra tenacia ha avuto la meglio. La Camera ha detto finalmente stop alle auto blu, un privilegio che costa a tutti i cittadini italiani la bellezza di 400 milioni di euro l'anno”. Così i deputati del MoVimento 5 Stelle dopo l'approvazione alla Camera delle legge sulle auto blu a prima firma Giorgio Sorial.

NON SOLO GALERA –  Per i politici, così come i dirigenti di Bankitalia, Ivass e Consob, che usano auto blu per fini personali (tipo il tragitto casa-lavoro) il rischio è quello di cadere nel peculato d'uso, punibile con il carcere da 6 mesi a 3 anni. Non solo, spiegano i grillini: “Grazie a questa legge, voluta fortemente dal MoVimento 5 Stelle, tenuta a galla nei mesi e salvaguardata dagli attacchi della maggioranza, si pone finalmente fine all'acquisto di nuove vetture, mentre si procede alla vendita o al trasferimento alle forze dell'ordine di quelle usate. Si razionalizza il loro uso, mettendo in condivisione gli autoparchi fra più enti pubblici, e saranno sanzionati coloro che non si adegueranno”.

PROROGA AL 2017 – Il Ddl proroga a tutto il 2017 il divieto per le amministrazioni pubbliche e le Autorità indipendenti di comprare o prendere in leasing nuove auto di servizio. Un divieto introdotto dal governo Monti nella Legge Stabilità 2013 per quell'anno e il 2014, e poi prorogato di un altro anno dal Governo Renzi. Un altro obiettivo del Ddl è arrivare a un censimento attendibile: le amministrazioni che non forniranno i dati sul proprio parco auto saranno segnalate all'Autorità anticorruzione (Anac), che potrà multare i funzionari reticenti con sanzione dai 500 ai 10.000 euro. Sarebbe anche il caso che i Comuni si mettano al lavoro per rendere più moderno il Paese, anziché alzare uno squallido muro di omertà in materia di auto blu: vedi qui.

PRIVILEGI DURI A MORIRE – I brutti vizi della politica malata, che affossa il Paese, sono duri a morire, come i privilegi per “legge divina”: l'auto blu, status symbol del potere, che in epoca di crisi (il dramma della disoccupazione attanaglia tuttora la nazione) stona ancora di più di prima. Spiega il M5S: “Con questa legge razionalizziamo anche i costi. Ora attendiamo che il Senato si esprima sulla questione”. Attenzione, perché di recente la Tariffa Equa (Rca identica per guidatori del Sud e del Nord) ha trovato nel Pd un ostacolo tremendo al Senato: il Partito democratico ha detto no, proprio come volevano le compagnie assicuratrici. Attaccando frontalmente una norma voluta dal M5S: vedi qui. Un precedente pericoloso in vista del Ddl sulle auto blu.

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