Flotte aziendali, abbiamo un problema: l’incertezza delle regole

Flotte aziendali, abbiamo un problema: l’incertezza delle regole

Best Mobility chiede una fiscalità delle flotte aziendali stabile e allineata agli standard europei, per favorire il rinnovo del parco auto e la transizione ecologica

 

Best Mobility chiede una fiscalità delle flotte aziendali stabile e allineata agli standard europei, per favorire il rinnovo del parco auto e la transizione ecologica

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14 Ottobre 2026 - 13:13

Un sistema fiscale coerente con il contesto europeo, prevedibile nel tempo e capace di favorire il rinnovo delle flotte: è questa la priorità indicata da Best Mobility, l’Associazione dei Fleet e Mobility manager, nel corso del webinar “La chiarezza fiscale non è un optional”, promosso con il patrocinio di Aniasa e Unrae, e con la partecipazione di Francesco Delli Falconi, Partner di CMS Law Tax Future. Al centro dell’incontro, le principali criticità normative che interessano la gestione delle auto aziendali: dal Decreto Omnibus alla determinazione del valore normale, dalla gestione fiscale degli optional alla maggiore tassazione prevista per i veicoli con più di cinque anni. Temi che incidono direttamente sulla pianificazione dei costi, sulle politiche aziendali di mobilità e sulle decisioni d’investimento.

FLOTTE AZIENDALI: LA RICETTA PER AVERE MAGGIORI CERTEZZE

In questo contesto, Best Mobility ha espresso sostegno alla proposta di revisione della fiscalità delle auto aziendali presentata al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio da Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae.

Due gli interventi prioritari: l’allineamento alle migliori pratiche europee in materia di detraibilità dell’IVA e deducibilità dei costi, per favorire il rinnovo del parco circolante, e la detassazione dei rimborsi aziendali per la ricarica domestica dei veicoli elettrici, così da sostenere concretamente la transizione energetica.

Un quadro fiscale più favorevole e stabile potrebbe accelerare il ricambio delle flotte, caratterizzate da cicli medi di utilizzo di circa quattro anni, alimentando il mercato dell’usato con veicoli più recenti, sicuri e meno inquinanti.

NO ALLA GIRANDOLA DI NUOVE NORME

“La gestione di una flotta richiede programmazione e visibilità sui costi, mentre un quadro fiscale caratterizzato da frequenti modifiche crea incertezza e frena gli investimenti – ha dichiarato Federico Di Paola, presidente di Best Mobility –. La certezza delle regole è la premessa indispensabile per costruire una car policy efficiente. Gli optional possono essere una scelta; la certezza delle regole fiscali no“.

Su LinkedIn, Andrea Massara, direttore commerciale Fleet Support, sottolinea che “le aziende non programmano la mobilità un anno alla volta. Le decisioni si prendono oggi, ma i loro effetti economici si misurano negli anni successivi. La proposta delle quattro associazioni resta sul tavolo, in attesa di un eventuale recepimento nella legge Bilancio“.

Flotte aziendali, abbiamo un problema, l’incertezza delle regole

I NUMERI DI UN COMPARTO CHIAVE

Da evidenziare che Fleet e Mobility manager associati gestiscono complessivamente oltre 83.000 veicoli per grandi imprese nazionali e multinazionali attive in Italia. Il canale aziendale rappresenta poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni nel Paese, contro una media europea vicina al 60%, evidenziando margini significativi di sviluppo: un pilastro automotive, insomma.

È un potenziale straordinario per l’intero sistema della mobilità italiana. L’adozione diffusa delle flotte elettrificate e l’introduzione di strumenti avanzati per la gestione sostenibile dei trasporti rappresentano oggi le priorità strategiche per superare i ritardi storici del mercato interno.

Rafforzare questo settore strategico non significa soltanto sostenere l’industria e la filiera della distribuzione, ma anche contribuire in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi ambientali europei per i prossimi anni.

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